D’istruzioni per l’uso

D’istruzioni per l’uso e per il conseguente abuso della gente che s’incontra, di quelle persone disponibili, quelle che vengono scelte come foraggio per le personalità malate di narcisismo.
Complimenti, belle parole, falso interesse e un’immagine assolutamente irreprensibile (potendo anche altolocata ma intrisa di finta umiltà) et similia.

Chi non è in malafede corrisponde, soprattutto se empatico, ed è a questo punto che i narcisisti cominciano a incassare il guadagno del quale si arricchiscono, il nutrimento, la linfa vitale per il loro essere infelici e disturbati.
I narcisisti – uomini o donne che siano – attingono energie positive dagli altri per poi completarsi, fagocitano tutto quanto sia possibile ma tenendo comunque distanza costante e non concedendo mai niente. Mai.
Sono persone avare di emozioni (ne sono prive) ma prodighe di sceneggiate (anche molto iraconde, a volte) purché loro sia il centro dell’attenzione – nel bene e nel male – persone che misurano parole, opere e presenze, scomparendo per poi tornare, servendosi del tempo a mo’ di elastico.

Questo è il paradosso narcisistico: prendere tutto, non dare nulla e aumentare gradatamente le distanze, senza mai concedere ascolto né vicinanza. Senza neanche abbandonare: chi li crede resta una loro riserva costante e – di ciò – fanno tesoro.

Quando v’imbattete in tali personaggi, siate coraggiosi, non chiedete loro di tagliare per interrompere tutto questo: non accadrà mai. Non è nel loro interesse. Siate voi stessi la vostra sola ed unica motivazione. Chiedete aiuto se non riuscite (perché è la vostra fragilità su cui fanno leva) ma portatevi in salvo. Sciogliete quei fili, slegatevi, riprendetevi la libertà.

E, senza alcun dubbio, ricordatevi di essere colorati, di amarvi di più, di rafforzarvi l’autostima in quanto – dove c’è una personalità narcisistica – dev’esserci anche una personalità troppo disponibile al sacrificio. Imparate che la giusta misura è la maggiore delle virtù umane, fate una scelta che vi dia più consapevolezze, siate meno pronti ad accettare anche le cose che non vi piacciono.

[Essere meno accomodanti è un ottimo antidoto per tenere distanti tutti coloro che vagheggiano come Boccadoro ma pescano in stile Narciso. Che Hermann Hesse mi perdoni, ci conto.]

Per dire di saper amare il prossimo (solo amare non basta) – prima di tutto – bisogna saper amare se stessi: non c’è cosa più saggia del prendersi cura di sé nella giusta misura. Senza la smania di primeggiare ma anche senza sottovalutarsi.

Se c’è un ostacolo lo si supera, ma qui parliamo di un blocco e, in quanto tale, va rimosso.

Non si rimuove invece, né guarisce mai, una forma patologica conclamata e compulsiva: insomma, alla fine, la peggio tocca ai narcisisti.

Con buona pace di ogni loro vittima, precedentemente ben manipolata.

 

 

 

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Pubblicato da Paola Cingolani

Paola Cingolani

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