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Monthly Archives: novembre 2012

Nella vita ci sono gli opposti. La vita è fatta di opposti. Alcuni resteranno sempre distanti. Altri saranno comunque vicini. Pochissimi non ti abbandoneranno mai, neanche se lasciano questa terra. Intanto tu vivi e – come per magia – il mistero ti accompagna: mai potrai dire mai.
Anche quando pensi che tutto è ormai lontano, certi rapporti te li trascini come un’ombra. Un’ombra a volte cupa, a volte invisibile, a volte proiettata di fianco a te. C’è, è inesorabile, non ti lascia… ma tu sei più forte. Tu sei abbastanza forte adesso e lo sai. Sei forte perchè hai subito
un danno e, chi ha subito un danno dal quale si è rialzato soffrendo, sa di poter vincere. Sa di poter essere anche pericoloso. Sa che mai si dovrebbe dire la cosa più stupida che spesso diciamo. Mai.

Lei ci pensava e, alla fine, questa era la sintesi delle ultime sue due giornate. La sola certezza è l’incerto. Diceva fra sè, tormentando la solita tastiera e cercando di imprimere a chiare lettere come la sua giusta equidistanza resterà un importante caposaldo. I rancori avvelenano la vita ma a certi perdoni non si sente pronta: prima deve scorrere acqua sotto ai ponti e quell’uomo che non conosce ma che l’ha messa al bando ora le è giunto a noia. Persino sulla timeline del compagno della sua amica è arrivato il proclama con la condanna sventolata in rete da quello sconosciuto. Chi sei tu e cosa vuoi da me? Chi ti ha aperto le strade della mia vita? Perchè sei sulla mia via?  Certo che l’altro ha già pagato e – probabilmente – meglio di lei nessuno sa quanto è riuscita a far pagare in questi anni: a costo di pagare anche lei ma ha vinto la scommessa. Ora lui si è impegnato con gli altri e non può tirarsi indietro, pena la sua stessa faccia, e si è mosso accettando le condizioni che lei ha imposto. Ciò farebbe supporre uno spiraglio di respiro. Ma l’uomo dei proclami è altro, è qualcosa di impossibile da accettare e paradossalmente sarà facile da escludere. E’ talmente distante, non è mai stato degno di un solo piccolo contatto umano che francamente non potrebbe valere più del nulla. Siamo quindi a tre: lei, lui che torna e l’uomo che diffonde il suo verdetto di disdegno in rete. Un’amicizia tradita, una non conoscenza e lei, se più aggradasse. Un ritorno dal passato, uno sputtanatore, e sempre lei che – coerente – non tradirà mai nessuno.
Una trama che sembra intricata, una storia prolissa. Un pezzo affollato questo, pieno di gente, tutta racchiusa in poche righe.
Qui ci serve un caffè per poi giungere alla chiusa. Così si alza, prende tempo e probabilmente smaltisce un pò di caos. Il sapore del caffè caldo la rasserena col mondo. Ogni mattina è un rito propiziatorio: aroma di caffè amaro, bollente, profumato assaporato a lunghe sorsate insieme al profumo del tabacco in compagnia di quell’immancabile sigaretta. Fumo e caffè doppio, un sorso ed una tirata, il cocktail senza il quale è stata soltanto in ospedale. Ora c’è da parlare di suo padre. Da lui ha ereditato questo bisogno – sorride – la sigaretta ed il caffè. Prima una tazzina di caffè ed una fumatina insieme  – la mattina – ed era bello cominciare così la giornata per andare poi ai rispettivi lavori. Era bello concludere allo stesso modo, col caffè del dopo cena e la sigaretta, raccontandosi le rispettive vicende. Adesso lei  non si gode più quel caffè in cucina, come quando c’era lui. Se lo beve sulla scrivania mentre guarda la foto di lui e sorride col pianto in gola. Spesso si asciuga quelle due lacrime anche. Poi, all’improvviso, riprende a sorridere e si rimette a camminare da sola.
Altro protagonista cui pensa tanto: l’amico comune. Ora sono lei, suo padre, l’amico comune, l’amico pentito (?)e il signor nessuno della Sacra Inquisizione moderna, quella del web. Ecco, un’idea su cui lavorare: il marchio scarlatto e il modo attraverso il quale viene apposto alla gente oggi, nell’era della tecnologia, a mezzo internet. Ciò significa che l’uomo deterrà pure potere tecnologico ma non sa crescere con la stessa rapidità mentalmente. Il progresso in mano a delle menti anacronistiche rispetto ad esso è pericolosissimo… potere mediatico fortissimo che diffonde potere della mente deboluccio, spesso distruttivo, quasi diabolico: questo è il fulcro! La rete è un mezzo veloce e le menti sono ancora rallentate da pregiudiziali e visioni bigotte, stigmatizzanti la persona, prive del dovuto rispetto e capaci di infierire senza pietà.
Credeva di essere sola invece – per amor di suo padre – quel ragazzo l’ha aiutata. E’ innanzi a lui che si è fermato quel congegno perfido e macchinoso, quella trama ordita con fini sporchi si sta placando avanti ad un uomo che è là, la guarda da quella foto e le continua a ripetere:
– “Perchè tu ancora stai ad ascoltare la gente? Mi meraviglio di te. Non si può piacere a tutti, del resto. Tu comportati bene e non ascoltare nessuno.” –
E, lei, farà così. Lei sarà leale, sarà serena, non ha dubbi adesso men che mai. Mai… mai dire mai, mai dirlo ad una mentelettrica. Questa è sempre capace di rialzarla quella testa maledettamente fiera e non riuscirà proprio a tenerla bassa perchè sa di non avere rimorso alcuno.
Tutto passa, tutto cambia, tutto muta. La vita è mutamento continuo ma la sua costante è e resta la coerenza . Le viene dalla coscienza.
Avanti, corsi e ricorsi storici, passato e presente, futuro precario, misterioso, a volte affascinante da sognare ma spesso bastardo da vivere.
Lei è piena di pace ora: camminerà fiera e affronterà serena questa avventura, nel rispetto di chi le porta rispetto.
Quel sano elettroshock – però – servirebbe a molti!

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Lei ha pensato subito al post di una scrittrice: Laura Costantini. Pensa più che mai quanto sia calzante ciò che la Costantini ha scritto. La rete, in special modo facebook, è tutto un pullulare di decaloghi del personaggio perfetto, dove ognuno detta le proprie regole proclamandole come il Verbo assoluto: “Non c’è altra verità al di fuori della mia”. Poco conta se così si vuole mirare solo al proprio obiettivo e si chiamano le truppe cammellate per arrivarvi, non importa se a parlare (o a sparlare) è solo uno. No, quella è la sua verità e come tale va ossequiata.
Lei si chiede – “Ma come può la gente credervi senza ascoltare l’altra replica, come si fa a ragionare così, con la testa nel sacco, come è possibile essere tanto orbi da non vedere che ogni medaglia ha il suo rovescio?” –
Giornate di domande da cento milioni di dollari? No: ovvietà. E’ ovvio – fra due persone – ascoltare entrambe le versioni prima di schierarsi.
Per schierarsi si presuppongono due sezioni, due fila ben precise: conoscerle prima di mettersi da una parte o dall’altra dovrebbe essere necessario, fondamentale.
Riempirsi la bocca con la parola democrazia ed evitare di conoscere prima di scegliere è cosa piccina.
Condannare senza sapere è cosa piccina. Apporre un marchio scarlatto così, tanto per provare il gusto di sentirsi più forte è sintomo di essere piccini, ma piccini davvero.
Lei ritiene che alcuni dovrebbero smetterla di volersi prendere assolutamente sul serio: non ne vale la pena. Non si può rivendicare una scelta democratica se ci si impone, non lo si può proprio fare se si usa l’arroganza, non lo si può fare se si affermano delle cose irreali e – per di più – se le si mette pubblicamente on line… scritte.
Anche gli scambi di opinione ed i consigli in privato poi, cielo!
“Psicologo fai da te? No Alpitour?” Ma quanta gente – al momento attuale – legge la mente del prossimo?
Fortuna che lei è mentelettrica: elettroshock, ci vuole un sano elettroshock!

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