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Un alito di vento addosso
però era qualcosa di più
e mi ha svegliata persino
così m’è parso fossi tu

ho capito subito chi era
sì, mi stavi accarezzando
mi dicevi di stare calma
mi volevi più tranquilla

io mi sono alzata al volo
ché alle quattro del mattino
può arrivare solo un segno
sospiravo quasi emergendo

*

fuori dalla finestra l’eco
recitavano un’Ave Maria
mi sono messa in ascolto
di tre pellegrini per Loreto

dal davanzale alla cucina
razionalizzando un po’ tutto
pur senza la minima logica
non esiste il caso _ lo so _

il vento non c’era affatto
io ho sentito una carezza
m’hai toccata sulla schiena
_ figlia mia abbi coraggio _

*

sospiravo quasi emergendo
ché il Mare è tornato da me
ho fatto le cose d’una volta
ma il caffè l’ho bevuto sola

io ho pensato a tua nipote
stava bene _ m’hai detto _
Paola che sente sempre tutto
lei t’ha ascoltato con fiducia

qualcuno m’ha accarezzata
ho capito molto bene _ sai? _
io lo sento che sei stato tu
chi altro avrebbe potuto mai?

 

 

 

 

08/07/2019

 

 

 

 

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Un po’ parto dallo scorso anno ma un altro gran passo l’ho fatto durante e lo aggiungo.
Si trova fra parentesi e non soltanto, sono oltre i cinquantuno: ma pensate un po’.

Sono arrivata sin qui da sola: non si avvicini nessuno a dettare nuove regole, è cosa che non m’aggrada e – alla mia età – suppongo sia anche l’ora di fare basta.
Non starò più ad alcuna dipendenza morale (già non mi riusciva prima, figuriamoci) e non osserverò pedissequamente le altrui volontà se queste escludono aprioristicamente la mia. Quanto ho dato posso riprendere, si sappia, perché così è e così sarà.
(Certo, in linea di massima è stato possibile, ma ho battuto forte contro il destino e ho scoperto che – là dove la mia volontà non conta – sono niente e diventa tutto inutile.)

Ho giocato a giochi che mi hanno divertita e adesso, alcuni di questi, non mi divertono più. La soluzione si trova: è facilissimo. Ho fatto cose da poco ma – in quel momento – mi era sufficiente anche accontentarmi. (Sbagliavo perché non avrei dovuto accontentarmi, non è nella mia natura, mi sono forzata e adesso, qualsiasi cosa, mi diventa pesante in un nanosecondo.)

Tutto ha avuto un senso solo, riscoprirmi, risvegliarmi, ricominciare a sentirmi vitale: ora non posso addormentarmi di nuovo, non voglio perdere altro tempo, tutto corre ed è giusto scelga anche io. (Mi sono più che svegliata e non sono mai stata così libera, lucida, talmente tanto che – a volte – mi spavento o rido addirittura di me stessa. Sono migliore di quel che credessi, non ho mai fatto niente che non volessi e conservo una stima della mia persona sicuramente buona perché sono serena e ho dalla mia la coscienza cristallina.)

Vado fiera di chi ha capito senza che io spiegassi nulla e terrò questo patrimonio umano sempre in grandissima considerazione.
Trovo poco edificanti coloro che si attribuiscono valori che non hanno e decidono, quasi fosse ovvio, per conto mio. Non avreste dovuto sottovalutare nessuno, in genere, ma è per me che faccio da portavoce: con voi anche la leggerezza è diventata un macigno.
(Già: crescendo succede che si comincia a selezionare e a furia di selezionare si scarta, molto, specie se si possiedono regole e principi solidi.)

Io non sono una draga di professione, neanche di vocazione: ho spostato intere scogliere, certo, ma voi non siete che sabbia. Per scansarvi non è necessaria una draga.
(Tutto vero, ma ci sono momenti nella vita nei quali anche la sabbia negli occhi brucia, quasi acceca, infastidisce così tanto da farti lacrimare. Come una tempesta nel deserto. Non ci vedi più.)

Ho perduto tante persone a me care in questo anno maledetto, tutte le perdite sono state strazianti a loro modo, ma due sono state tragedie che si sono abbattute su di me con una tale ferocia da spiazzarmi. Ho creduto di impazzire. Nel dolore si deve cercare la felicità e non è che io stia scrivendo il remake de “I fratelli Karamazov” ma, quando si arriva a stare troppo male, da soli e senza alcun conforto, c’è necessità di qualcosa di positivo perché è la sola cosa intelligente. Però ho imparato ben altro.

Ho imparato che l’esistenza non è fatta di solo tempo: se fosse una questione tale, tutti gli esseri disporrebbero d’un vissuto della durata standardizzata. E non è così. La nostra vita è fatta di coraggio. Solo il coraggio e la forza di scegliere – sempre – ci portano a farne un’esistenza degna. Non ci si può esimere dal sacrificio, bisogna sapere che se scegliamo con coraggio – senza farci abbindolare solo e soltanto dalla logica delle cose – vinciamo un posto speciale nel cuore di chi ci è accanto. E siamo più soddisfatti. Ci vuole più d’un piano, è necessario imparare a controllare gli impulsi per essere lucidi ma bisogna coltivare anche una via di fuga. E sorridere, senza essere rancorosi, per non avvelenarsi da soli.

Con la sola logica, senza concedere attenuanti, ho sbagliato valutazione nei confronti di chi non lo meritava affatto: io ho imparato la lezione e – per mia fortuna – ho imparato anche ad ammetterlo. L’orgoglio è insensato e stupido: ad insegnarmi molto è stato qualcuno che probabilmente neppure lo immagina. Gli sarò riconoscente vita natural durante perché se io vado in confusione, state certi, la sua intelligenza risolve tutto con la naturalezza di chi beve un bicchiere d’acqua fresca d’estate.

“Ho imparato che se dico “Ti stimo moltissimo” sto dicendo ben più di “Ti voglio bene” perché – solo se e quando chi stimo non dovesse ricambiarmi – allora starei male. “Ti voglio bene” lo ripeto circa duecento volte al giorno al mio cane adorato, per capirci.”

(Paola Cingolani – 28/06/2019)

“Ogni cosa ha il suo peso, specie le parole dette con leggerezza: quelli sono i macigni che non riuscirò mai a sollevare.”

(Paola Cingolani – 28/06/2018)

Ecco, come bilancio è onesto e dotato di molta autocritica. Al prossimo, se ci sarà, e grazie a tutti. Specie a chi continua a darmi moltissimo.

 

 

 

257

“Passeggere: Quella vita ch’è una cosa bella, non è la vita che si conosce, ma quella che non si conosce; non la vita passata, ma la futura. Coll’anno nuovo, il caso incomincerà a trattar bene voi e me e tutti gli altri, e si principierà la vita felice. Non è vero?
Venditore: Speriamo.”

_ Giacomo Leopardi

Il viaggio come metafora della vita, questa vita che – di anno in anno – ci auguriamo tutti sia densa di bellezza.
Parliamo, ci confidiamo con chi ci vuole bene, gli confessiamo i nostri turbamenti e, non mai senza continuare a sperare, ci sentiamo di rassicurarci a vicenda.
Proprio come il “Passeggere” e il “Venditore” raccontati dal genio di Giacomo Leopardi.
Ci facciamo domande e risposte, riempiamo le nostre agende esattamente come gli almanacchi citati nel loro intenso dialogo, continuiamo a pretendere di pianificare tempi e spazi, sentimenti ed avvenimenti ancora – in parte – a noi sconosciuti.
Per non sopravvivere come dei disillusi, specie quando oramai siamo grandi, ci adoperiamo a vivere con un buon margine di casualità e di aspettative: come se le cose possano pioverci dal cielo.
Fragilità umana, scarsa responsabilità ed altre amenità simili ci inducono a dire che la sorte, il caso, il destino, il futuro (stesso significato attribuibile a diverse parole) o un qualsiasi demiurgo siano le entità alle quali sono affidate le nostre scelte.
Perdendo per caute disattenzioni siamo soliti dire “Me ne dolgo, ma…” e, secondo me, non ce ne interessiamo a sufficienza, così è più semplice.
Azzeccando per riflessioni disattente e poco consapevoli siamo portati a sopravvalutarci, a dire “Avevo ragione, io lo sapevo…” e, a questo punto, archiviamo la faccenda senza imparare abbastanza, senza afferrarne il senso prioritario.

Il mistero resta e si riproporrà di nuovo, anche quando non sapremo più dire “Avevo ragione” – la vita è un’incognita – e la sola via percorribile è l’analisi del nostro potenziale umano.
Non basta dolersi, se non ci si sforza di stabilire una qualche comunicazione sensata, dove per sensata faccio riferimento ad ognuno dei sensi dei quali l’essere umano è dotato. Non serve a nessuno e fa male alle parti tutte.
Viaggiare negli anni perdendo aspettative è fisiologico, continuare a pianificare almanacchi inutili è fortemente stupido.
Sto per svoltare i miei 51 anni, certa che – la sola cosa di cui mi posso dire fiera – è quella di “sapere di non sapere ancora” tutto quello che vorrei, di sapere che la sola persona sulla quale dovrò / potrò contare sono io, di sapere – con certezza indubitabile – che meritavo un’opportunità.
Non pretendo di dire che, compiuti gli anni, potrò riporre le mie ferite e – piuttosto – scegliere dalla vetrina delle gioie quella più scintillante.
Vorrei solo un discreto compromesso, leale, onesto. Senza calendario perché il tempo, adesso, è soltanto una misura convenzionale per me.
Per chi stalla troppo lungamente, al contrario, è una misura precauzionale: forse si sente sotto assedio, chissà? Non azzardo, soltanto gli direi – franca e schietta – di rivedere le sue strategie perché se c’è un nemico, questo, non potrei mai essere io.
C’è differenza fra un attacco, un assedio e un’autodifesa.
L’attacco lo cerco per le poesie, l’assedio non la pratico, l’autodifesa è cosa che ho imparato mio malgrado:
– […] Quella vita ch’è una cosa bella, non è la vita che si conosce […] – e, personalmente, di cose belle, così come ogni essere umano senziente, non vado a cercarne là dove non esistono.
Chiudo tutto, specie ciò che è già passato. Sono in viaggio, ho poche cartografie e sono viva solo oggi.

 

 

Paola Cingolani – 14/06/2019

RF9

Discutiamone insieme
_ dissero a Penelope
mentre tesseva tele _
a maglia molto lasca
intessute d’uno strano ordito
reti come tante tele di ragno
reti non a circuizione né a coercizione
reti che lei puntuale guastava.

Dissero di Penelope
_ non affermazioni ma
dei superbi proseliti _
millantati scenari apocalittici
nati da una filosofia settaria
e da un cerchio magico
il fine non giustifica i mezzi uomini
ma neanche le mezze verità.

Un telaio oramai guasto
_ la negoziabilità delle
sue emozioni profonde _
il seguente isolamento psicologico
il dileggio sistematico
immaginando per lei
fantasmagorici giochi
ombre di specchi rotti.

Dissero di Penelope
_ la cui tela s’era fatta
simile a un sudario _
che gli scogli non sentono
ch’ella stessa era scoglio
che la sua rete sempre viola
sarebbe dovuta diventare
nulla più d’una bandiera bianca.

Anka Zuraleva

Alessandria today @ Web Media Network - Pier Carlo Lava

Discutiamone insieme
_ dissero a Penelope
mentre tesseva tele _
a maglia molto lasca
intessute d’uno strano ordito
reti come tele di ragno
reti non a coercizione
reti che lei guastava.

Dissero di Penelope
_ non affermazioni ma
dei superbi proseliti _
millantati scenari apocalittici
nati da una filosofia settaria
e da un cerchio magico
il fine non giustifica i mezzi uomini
ma neanche le mezze verità.

Un telaio oramai guasto
_ la negoziabilità delle
sue emozioni profonde _
il seguente isolamento psicologico
il dileggio sistematico
immaginando per lei
fantasmagorici giochi
ombre di specchi rotti.

Dissero di Penelope
_ la cui tela s’era fatta
simile a un sudario _
che gli scogli non sentono
ch’ella stessa era scoglio
che la sua rete sempre viola
sarebbe dovuta diventare
nulla più d’una bandiera bianca.

Anka Zuraleva

– Anka Zhuraleva Photography per @lementelettriche  11/06/2019 –

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Una delle tante

Al civico 2 di Piazzale Beniamino Gigli
nella bella città degli avi tuoi
e de L’infinito
s’è vista lei _ una delle tante _
scattare fotografie
senza colore alcuno
guardando controluce

nessuna limitazione spaziotemporale
né orologi o calendari con sé
mondi immaginifici
s’è vista quella _ un’altra ancora _
sporgersi dalla ringhiera
senza avere paura
volendo immaginare

al civico 2 di Piazzale Beniamino Gigli
quando era tempo di Recanati
sognando la poesia
s’è anche palesata _ ma pensa un po’ _
pretende l’esistenza
quanta insolenza
penserà di esserci davvero
è un fatto inaudito
lei non ha ancora capito _ solo una delle tante _
un dialogo fra più voci
e ancora vorrebbe udirle tutte quante

Piazzale Beniamino Gigli 2 Liceo Leopardi
– Piazzale Beniamino Gigli n° 2 – Liceo Giacomo Leopardi – Recanati (MC) – Io by Giulia –

 

Alessandria today @ Web Media Network - Pier Carlo Lava

 

Avrai rari momenti nella vita
nei quali non è del rimpianto
che sopporterai il peso,
e non sarà della giovane età
che patirai la nostalgia.
 
 
Avrai rari momenti nella vita
nei quali il coraggio ti spingerà
talmente tanto che oserai,
e non sarà certo la speranza
che vorrai invocare.
 
 
Avrai dei momenti così intensi
nei quali ti fermerai a vedere
che altri s’allontaneranno,
e non sarà importante nulla
nemmeno la distanza.
 
 
Avrai di quei momenti nella vita
nei quali una mancanza sorda  
ti verrà a tormentare,
e sarà un privilegio vero
chi te la lascerà elaborare.
 
 
La parola giusta sarà a sorpresa
verrà a dartela chi non credevi
stessa cosa sarà il silenzio,
quello di chi ha già capito
e un tale dolore l’ha affrontato.
 
 
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@lementelettriche 19/09/2019 – Poetry by Paola Cingolani

 

 

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Alessandria today @ Web Media Network - Pier Carlo Lava

La distanza è salvifica
diviene rifugio _ m’acquieta _
ora che mi contrappongo ad alcuni
m’accorgo quanto l’inasprirsi ottunda
e _ nel mio universo parallelo _ respiro
 
La comprensione è pacifica
diviene serenità _ m’inorgoglisce _
ora che alzo il capo sempre di più
confermo come non voglio essere
e _ nel mio stato mentale _ incedo

 
L’ostinazione è venefica
diviene agonia _ tramortisce _
ora che la respingo con fermezza
realizzo quanto mi possa fare spavento
e _ nel mio auspicare l’oltre _ sorrido

 
 

Julie de Waroquier

J. de Waroquier Photo @lementelettriche Poetry Paola Cingolani 17/09/2019

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Alessandria today @ Web Media Network - Pier Carlo Lava

Esci
da questo stato
di confusione
solo
se rientrassi
nella piena
consapevolezza
di te
potresti
salvarti.
Forse.
Tuttavia
ho idea
sia troppo
e tardi.

I castelli
si fanno
in terra
non in aria.

Cadrai
come tutti
dalle nuvole
anche tu.

Resta
quasi indolore
è la sabbia
che s’asciuga.

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@lementelettriche 15/09/2019 versi di Paola Cingolani

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Alessandria today @ Web Media Network - Pier Carlo Lava

Pensatevi in modo anticonvenzionale: è nell’insolito la vera, grande scoperta.

Pensatevi fuori dagli schemi: non vivete come foste in gabbia, la ruota è dei criceti.

Pensatevi liberi e senza regole comuni: il vostro sentire appartiene solo a voi.

Pensatevi solidi: siate la scogliera dove, anche le onde più forti, s’infrangeranno.

Pensatevi unici: non aspettate l’altra metà del cielo, il cielo non si smezza, mai.

Pensatevi indipendenti: nessun burattinaio reggerà mai il filo d’una marionetta sola.

Pensatevi innamorati: amatevi, accettatevi, se non ne sarete capaci nessuno lo farà.

Pensatevi senza tempo: l’unica cosa non ipotecabile è l’esistenza degli esseri umani.

Pensatevi profondamente: indagate in voi, sguazzate negli abissi del mare che siete.

Pensatevi tanto pazzi da folleggiare, tanto umani da soffrire, tanto belli da sorridere..

Pensatevi così veri da essere, così concreti da non apparire, così giusti da volerlo dire.

Pensatevi stelle cadenti: non siete lampadine accese né intermittenti.

Pensatevi…

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Alessandria today @ Web Media Network - Pier Carlo Lava

L’umanità non è stanziale
le cose cambiano _ tutte _
così le nostre sensazioni
generando altre emozioni.
 
Idee in un continuo divenire
si incontrano _ e scontrano _
per prendere il sopravvento
su logiche o tempistiche note.
 
Ogni volta c’è uno spettacolo
arti varie _ comicità o drammi _
su di una grande giostra dove
posti a girare siamo solo noi.
 
Ci mascheriamo da pagliacci
per non farci vedere acrobati
ma dobbiamo truccarci il viso
mimetizzando i nostri dolori.

Rimel Neffati

Rimel Neffati Photo – @lementelettriche 12/09/2019 Poetry by Paola Cingolani

 

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Alessandria today @ Web Media Network - Pier Carlo Lava

L’amore è qualcosa di cui tutti
si riempono la bocca
_ fiumi di parole _ dette e scritte
tanto che
così fosse
il mondo sarebbe ben differente.
L’amore non è quello che si dice.
L’amore non è quello conosciuto.
Sono tutte questioni poco pensate
_ troppo di pancia _ e inflazionate.
Non è un palliativo né è una cura
e _ se manca la fiducia _ non c’è.
Non è riempimento vano
a tempo più o meno determinato
non lo si congela
non lo si baratta
non è l’inesistenza
non ci si adegua senza
non prevede sostituzioni
non si rimedia la mancanza
non è cosa da replicanti
non ci si può illudere
non da soli
non ciclicamente _ si deve dubitare _
specie quando d’altro non resta niente.
Comprarsi un cane o un gatto aiuta
è salutare _ impegna meno _
perché dire ti stimo ha più valore
quanto meno…

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Alessandria today @ Web Media Network - Pier Carlo Lava

? un punto di domanda
_ ché troppe cose non conosco _
uno per gli amori
uno per i dolori
uno per il detto
uno per il non detto
uno per tutto ciò che non so

? un punto interrogativo
_ uno per ogni cosa _
ché con l’estinguersi della tua parola
hai riacceso e ridato più vita alla mia

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Anna O. Photography @lementelettriche Poetry – 10/09/2019 Paola Cingolani

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Le parole hanno valore, andrebbero enunciate e

pronunciate con cautela.

 

I pensieri sono alla base, ché da questi si formano

e nascono tutte le parole.

 

I gesti sono conseguenza, dei pensieri sicuramente

poi delle parole, dette o meno.

 

Nei rapporti umani dovremmo comunicare
essendo sinceri e con onestà d’idee
gettando ponti
creando incontri
originando confronti
evitando scorni e scontri

 

gli scontri appartengono storicamente ai belligeranti

impongono attacchi ed ovvie difese
servono strategie
vogliono piani
vedono rese

designando vincenti e perdenti.

 

Fra esseri umani dovrebbero nascere confronti civili e onesti
solo fra diplomatici e strateghi dovremmo vedere battaglie
inclusi feriti e caduti
vincitori e vinti
quando capiremo il vero peso delle parole
smetteremo di fare piani
non avremo nemici ma interlocutori
non faremo strategie ma passi d’incontro
non diremo d’avere una tattica come se il prossimo ci fosse nemico

poiché _ così pensando _ non s’arriva quasi mai a rapporti sereni.

Partire coi piani e le strategie è competere _ vince solo uno _
mentre dialogare è rapportarsi senza grossi timori.
quali spiriti liberi e fiduciosi in noi stessi cerchiamo di evitare
parole come fuga
o attacco
o difesa
non vittoria
né perdita
se non di una buona occasione perché ogni individuo ha del buono in sé.

Pensiamo meglio alle parole che diciamo
è da queste che si originano le azioni
i vari comportamenti
cerchiamo di dare più vita alle idee
e non stringiamo alleanze ma affiatate complicità.

 

Alessandria today @ Web Media Network - Pier Carlo Lava

L’agonia dell’attesa vana
_ là dove non è il fato ad
imporla ma l’umanità _
sfibra ogni nervo
sfida la ragione
la scardina
completamente
e ci annichilisce
diventiamo duellanti
parole come lame
seguite da silenzi
gelidi come ghiaccio
_ polene s’infrangono
contro iceberg invisibili _
tempo dilatato
tempo sbagliato
tempo passato
ancora parole
parole inutili
e ci facciamo altro male
ché tacere non ci riesce
seppure lo vorremmo
né ci salverebbe più
così
se d’una morte s’ha da morire
la facciamo finita
_ ultimo gesto a muovere
l’insano nostro orgoglio _
sproloquiando monologhi
come mine innescate
letali e fatali

Marc Lagrange NYMinute Polaroid 2011

Photo Marc Lagrange NY Polaroid – @lementelettriche 05/09/2019 Paola Cingolani

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Alessandria today @ Web Media Network - Pier Carlo Lava

C’è chi ancora misura il tempo
_ per me è solo convenzione _
l’autunno non è la fine di nulla
ma uno stato d’animo preciso
e _ sia chiaro ciò che sento _
siamo tutti come foglie al vento
qualsiasi può essere la stagione
l’importante è viverci con ragione
_ l’intelletto non è opinione _
così prendo a colorarmi l’idea
entro e fuori dai margini _ all’occorrenza _
ché dubitando dei cliché comuni _ s’avanza _
ma mantenendo attiva solo la furbizia _ s’affonda _

ci fossero dogane in alto mare
dovremmo pagare pegno _ tutti _
ma gli strumenti di bordo indicano le rotte
_ a volte di collisione _ e non contano i tempi
ma valgono gli attraversamenti in superficie.

Non calcolo il tempo né le stagioni
per me conta galleggino le intenzioni.

CV8fYGZXIAAbo1m

@lementelettriche 04/09/2019 Paola Cingolani

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