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Monthly Archives: dicembre 2019

Alessandria today @ Web Media. Pier Carlo Lava

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Benissimo: finalmente è il 23 / 12 / 2019 e – anche quest’anno “paradossale” –
volge al termine.
Mi restano appena tre giorni per prepararmi, finire di lavorare, di scrivere (fra i quali uno per festeggiare Natale coi miei cugini, i nostri rispettivi figli e le nostre madri). Questo, ad oggi, resta della grande famiglia che eravamo.
Staccherò assai volentieri la spina per qualche giorno, la mia priorità sarà stare bene con me stessa (Deo gratias non ho conflitti irrisolti) e con alcune mie amicizie.
Soffrirò molto la mancanza del mio cane, questo va detto, ma di necessità virtù: lui starà bene a casa con mia figlia.

Posso dire che non credo agli oroscopi ma ne sbircio sempre uno con ironia: anche il 2020 – previsioni alla mano – dice che quelle come me daranno ben più di quanto riceveranno. Rido di gusto, io e il mio adorato mug pieno…

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Alessandria today @ Web Media. Pier Carlo Lava

Non si deve esser soli, né a Natale, né mai.

Quando ci si guarda troppo attorno, per dovere prima, per abitudine poi, per enne ed uno mila ragioni, si corre un rischio inevitabile: quello di non scorgere neppure la sola persona che, fra tutte le altre, sta osservando esclusivamente noi.

Magari è da una intera vita che si è troppo concentrati, sta di fatto che si prova fortissima la necessità di scappare. Quasi un impulso incontrollabile, inspiegabile anche per noi stessi.

Allora, solitamente, chi vorrebbe fuggire da tutti, ha la grande necessità di essere fermato da qualcuno. Non esiste una sola persona al mondo cui non faccia piacere essere amata, ma amata davvero. Esattamente come non c’è alcun essere umano del tutto privo di progettualità.

In seguito, a confondere le cose, ci sono i vari stati d’animo, la mancanza di serenità costante, la noia d’un quotidiano che non scorre mai…

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Alessandria today @ Web Media. Pier Carlo Lava

Dovrebbe esistere un deus ex machina
a chi non farebbe comodo un lieto fine?
Ma non c’è e così, volenti e dolenti, orfani
della divinità che ci libera dai mali amen,
saremmo anche tenuti a capire cos’è la vita.


Dovrebbero darci almeno le istruzioni per l’uso
sapremmo come organizzarci minimamente.
Ma non ci sono e così, imbranati e convinti,
ci sforziamo di muoverci come autodidatti,
riuscendo a fare la cosa giusta quasi per caso,
sbagliando da professionisti senza mai capirlo.

Forse, il mitico deus ex machina, sapeva già di noi.
Magari, non volendo essere anche lui così irrisolto,
così dolente, così tanto perdente, ci ha evitati a priori,
per non confondersi affatto, perché questa umanità,
un lieto fine, lo potrebbe contaminare solamente.
E, intanto, ci sentiamo risucchiare dal nulla cosmico.

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@lementelettriche Paola Cingolani

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Alessandria today @ Web Media. Pier Carlo Lava

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[ Lavoro dell’artista Sabina Comizzi – Pesaro ]

Quando pensi di non aver capito niente, in realtà, hai capito tutto.
Scansi solo la risposta, perché fa male, la lasci in sospeso per un po’, fino a quando la tua mente è pronta a recepire e ad accettare.
Non sempre le parole che si dicono (e che rendono detestabili) sono vere: a volte, le pronuncia proprio chi non riesce neppure a farsi amare, le dice in automatico chi è perdente per definizione. Quindi non me la prendo sul personale, anzi, mi sento onorata. Sì, è un onore compararsi a cotanta tracotanza.
Cosa urta di più chi non si sa esprimere emotivamente?
Che la persona con cui si pavoneggia possa ferirlo?
Oppure teme che la persona, alla quale ha fatto tanto male inutilmente, ha ancora il coraggio di credere nel resto del mondo, tranne che nelle sue ciarle insensate?
La seconda, e…

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Alessandria today @ Web Media. Pier Carlo Lava

Atti di presenza _ scenica _
ne ho fatti in quantità industriale
e in quantità ancor più esponenziale 
ho collezionato atti d’assenza ingiustificati

dire o non dire _ irrilevante _
perché sarebbe molto meglio fare

sappilo solo per gentile concessione
pur di andare via ti darò persino ragione.

***

Aspettami come fossi Godot
prima o poi dovrei anche arrivare
se la strada non fosse tanto lunga e trafficata 
certo che è realmente difficile tu possa vedere il mare.

@lementelettriche Poetry – Mariam Sitchinava Photography

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Il fascino risiede nel cervello, non è un fattore solo ormonale, e – anche gli ormoni – pare siano stimolati dai neuroni: lo so, è una triste notizia, ma qualcuno doveva pur darvela; neurone batte ormone, sempre e comunque. Non c’è gara.

Ci sono giornate sicuramente molto, molto particolari.
Situazioni che – apparentemente – sembrano sfuggire alle logiche tradizionalmente più lineari. Frangenti nei quali ci si pone con la massima apertura verso un interlocutore che – al contrario – si è letteralmente blindato.

C’è persino chi, mentre tu sei là a dire “Sì, va bene”, ti risponde nel modo peggiore. Senza intelligenza né educazione.
Non manca niente, non si esclude nessuno.

Però non manca mai neanche la facoltà di scegliere.
Siamo noi a decidere, è l’ora di metterselo in testa.
“Tu esisti soltanto fino a che io te ne do la possibilità, non te lo dimenticare mai.”
– Di questa regola ho fatto la mia salvezza quando avevo appena ventitré anni, si sappia – è lapalissiano io sia implacabile nell’applicarla adesso.

Basta aggiungere altri ventinove anni di pratica e posso affermare che, se mi esasperi, non ti rendo neppure la minima parte di quello che tu mi hai dato. Taglio e ti elimino.


Le persone affette da delirio d’onnipotenza sono una delle cose che più mi sfiancano.


Ho avuto accanto qualcuno altrettanto “di spessore” – diciamo così – ed è stato comunque molto gentile con me: era capacissimo di scindere il suo ruolo lavorativo da quello di compagno di vita. Tutt’ora, dopo quattordici anni che ho voluto chiudere, conservo una grande amicizia, un grande affetto e, al bisogno, quasi neanche serve io proferisca parola.

Molti si staranno domandando il perché di questa mia esternazione.
Lo dico con esplicita chiarezza: perché è ora di far cadere dagli scranni chi non merita di starci comodamente appollaiato.
Scendere dal pero, giù dalle altezze, che – più in alto vi collocate e più forte è il botto finale – e lo farete, uh come lo farete!
[Per me l’avete già fatto, degli altri non m’interessa.]
Lo farete perché, il vostro pubblico plaudente, osanna più quanto rappresentate di quello che siete in realtà.
Lo farete perché nessuno, neanche voi, può mascherare tanto a lungo com’è.
Lo farete perché, come vi siete scoperti con me, vi scoprirete inesorabilmente anche con chi non vi aspettava al varco.


Io, il mio giro, lo avevo già corso e ho atteso al traguardo, ho anche teso una mano quando avete ripetutamente arrancato: non è il momento di darsi tutte queste arie, dai, siamo seri.

“C’è una maschera per la famiglia, una per la società, una per il lavoro. E quando stai solo resti nessuno.”
(Luigi Pirandello)

 

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Alcuni blocchi emotivi impediscono il doveroso manifestarsi di ogni emozione e, conseguentemente, il corretto fluire di qualsiasi comunicazione.

Ci si estranea – pur vivendo fra la gente – e non si riconoscono più le regole del rispetto come comuni. Tutto viene declinato egoisticamente, viene meno il confronto con l’altro, svanisce l’incontro, non c’è più sintesi di pensiero, non si concede possibilità di ascolto né di replica.

 

Siamo spacciati, tutti. Anche noi che ci sentivamo forti d’una coscienza lieve e limpida.

 

Veniamo apposti al muro quale improbabile bersaglio di un illogico ed anti sociale lancio di colpe e responsabilità a rimbalzo. Ho chiuso alcuni rapporti e – paradossalmente – me li sono ritrovati addosso: nessuno si è messo/a in discussione, anzi, hanno tentato una pseudo difesa con post scopiazzati, parole precotte e preconfezionate, hanno declinato ogni responsabilità in modo infantile o, addirittura, chiesto dei like via Messenger.

Credo che queste ed altre personalità tossiche siano state sin troppo presenti e degnate di considerazione dalla sottoscritta. Non ho fatto voto di sopportazione e non sono sufficientemente masochista.

Ho la salda convinzione d’aver pagato una sorta di obolo inutile, se comparato al loro peso specifico. Il nulla non può avere tanto valore: sarebbe come comprare la scheggia d’un fondo di bottiglia ad un’asta che ne battesse il costo pari a quello del Koh-i-Noor.

Concludo chiedendo la libertà d’essere libera perché non ho niente di cui temere, quindi, non essendo io l’antisociale, la narcisista, la manipolatrice, la passiva aggressiva, sinceramente, sospetto di sentirmi quasi nevrotizzata nel dover considerare ancora le altrui deviazioni di pensiero.

 

P. S. Sia chiaro che non è questione di genere ma di gente che, nonostante tutto, persino io non voglio più neanche ricordare. Basta usare Messenger se vi ho tolto i contatti, bloccati anche su WhatsApp e siete riusciti a farvi eliminare dopo anni. Imbarazzante.
Riprendete un contatto decente con le vostre emozioni, scendete dagli scranni, smettetela di fuggire da voi stessi (prima di tutto) e deponete la lorica del falso perbenismo.
Io sono stanca di osservarvi mentre insultate il mio intelletto, incapaci di scusarvi e di rimediare, ma resto comunque serena e felice. Vi avverto da troppo, non è possibile negarlo. Passate buone feste e trovate il tempo di riprendere un contatto con voi stessi, imparando ad amarvi nella giusta maniera e nella giusta misura, senza strafare, perché non mi sembra abbiate capito che l’intelletto si sposa con la serenità e con quel pizzico di leggerezza calviniana.

[ Consiglio tre libri: “The last lecture” – Randy Pausch e “Lezioni americane” – Italo Calvino perché, se la comunicazione si è evoluta, non si sono involuti alcuni fondamenti che la regolano. Dulcis infundo leggete “Le magnifiche 100. Dizionario delle parole immateriali” – Massimo Arcangeli con E. Bonginelli.

Di Massimo Arcangeli potete scegliere molto: ad oggi credo sia il linguista, saggista, critico letterario, sociologo della comunicazione (e non solo) più geniale, preparato e profondo. ]

“Perdono tutti e a tutti chiedo perdono. Va bene? Non fate troppi pettegolezzi.”
(Cesare Pavese) 


Tranquilli, io vorrei ancora un po’ di vita: non mi interesso della quantità ma punto sulla qualità.

Paola 

In India insegnano “Le quattro leggi della spiritualità”.

La prima dice: “La persona che arriva è la persona giusta”, cioè nessuno entra nella nostra vita per caso, tutte le persone intorno a noi, tutte quelle che interagiscono con noi, ci sono lì per un motivo, per farci imparare e progredire in ogni situazione.

La seconda legge dice: “Quello che succede è l’unica cosa che sarebbe potuta accadere.” Niente, ma niente, assolutamente nulla di ciò che accade nella nostra vita avrebbe potuto essere altrimenti. Anche il più piccolo dettaglio. Non c’è un “Se avessi fatto quello sarebbe accaduto quell’altro”. No. Quello che è successo era l’unica cosa che sarebbe potuta succedere, ed è stato così perché noi imparassimo la lezione e andassimo avanti. Ognuna delle situazioni che accadono nella nostra vita sono l’ideale, anche se la nostra mente e il nostro Ego sono riluttanti e non disposti ad accettarlo.

La terza dice: “Il momento in cui avviene è il momento giusto.” Tutto inizia al momento giusto, non prima non dopo. Quando siamo pronti ad iniziare un qualcosa di nuovo nella nostra vita, è allora che avverrà.

La quarta ed ultima: “Quando qualcosa finisce, finisce.” Proprio così. Se qualcosa si è concluso nella nostra vita è per la nostra evoluzione, quindi è meglio lasciarlo, andare avanti e continuare ormai arricchiti dall’esperienza.

 

Penso che non sia un caso che stai leggendo questo, se questo testo è entrato nelle nostre vite oggi è perché siamo pronti a capire che nessun fiocco di neve cade mai nel posto sbagliato.

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Alessandria today @ Web Media. Pier Carlo Lava

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[ Opera dell’artista Sabina Comizzi – Pesaro ]


Caro Natale, resti fra noi, ma sono stanca.
Non sono più una bimba _ ahimè _
di promesse disattese e disilluse ne ho avute
_ forse ne avrò anche fatte ché sono umana _
quindi mi voglio limitare e non chiedo nulla.

Un regalo soltanto m’aspetto e domando a me
mi prometto zero aspettative
non voglio soffrire inutilmente alcuna pena
vada come vada
io sono serena
e pago l’onere della mia sincerità ogni giorno
quasi un obolo dovuto
_ a chi non l’ho ancora capito _
ma certo non è colpa del destino né delle stelle
se continuo a proiettare sulla gente desideri
se valuto l’alleanza migliore
io scelgo la fiducia e lascio la libertà di essere
non mi dipingo diversa né mi racconto male
cerco il necessario distacco dai mali evitabili
mi rifugio _ tento _ nella distanza
prego m’aiuti la…

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Alessandria today @ Web Media. Pier Carlo Lava

A chiunque s’illuda regalo
uno dei miei progetti antichi
_ per me sono tanto futili
quanto le vostre illazioni _
e poi rilancio
in merito alle ipoteche varie
quelle da calendario
potete tenerle se v’aggradano
perché io non posseggo il tempo
non ho neppure molte certezze


so una sola cosa
_ forse _
ora cambio e percorro altre vie
decido all’istante
e seguo l’istinto


senza voler rivendicare niente
rinuncio all’ipocrisia formale
se privata di ogni contenuto
_ in chiusa _
con garbo ed ironia vi saluto

@lementelettriche

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