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Monthly Archives: febbraio 2018

 

 

 

 

#ImWoman è l’hashtag col quale intendiamo rivalutare un punto di vista importante.
“Sono una donna e sono riuscita a…” – contribuite tutti e raccontateci – con i vostri Tweet – le vostre idee, la vostra storia, i vostri traguardi. Oppure fatelo scegliendo esempi di donne che sono diventate importanti nel tempo.
Perchè ci sono anche storie positive, perchè la discriminazione non ha vinto sempre e – cominciando esattamente col lato buono – guarderemo due facce della stessa medaglia.
Tutti insieme, ovviamente!
Cominceremo dalla mezzanotte del 28 Febbraio e l’1/03, ci aspettiamo il vostro splendido supporto.

Una medaglia a due facce, ho scritto sopra, da un lato personaggi femminili che sono emersi e che hanno scritto il loro nome nella storia degli ultimi anni. Donne che – anche se non bellissime o aiutate da chissà chi – si sono fatte valere e sono riuscite. L’esempio più positivo e più incoraggiante, per tutte noi.

Al contrario, #L8Marzo, nel giorno in cui tutti festeggeranno coi meme prefabbricati e sbrilluccicanti, quando tutti manderanno inutilmente mimose, noi saremo al fianco di Sky TG24 – grazie a Cristian Paolini – a raccontare il lato peggiore dell’essere donna.
Porteremo le testimonianze di chi ha subìto – e ancora oggi subisce – discriminazioni d’ogni tipo: cercheremo di capire perchè a mansioni uguali non corrispondono salari uguali, ascolteremo e daremo voce a coloro i quali si rendono conto che non è assolutamente festa ma c’è del sessismo, ci sono ancora abusi, maschilismi, violenze, sopraffazioni e tanti limiti culturali.

Su Twitter il 1° marzo con #ImWoman e dopo una settimana con #L8Marzo per valutare i due aspetti principali dell’essere donna. Con le donne e con gli uomini dalla mente aperta: con le persone per le persone.

ImWoman

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Mi domando tante cose
_penso, ancora posso_
e concludo come neve
sciolgo dubbi repentina
così come sono arrivata
me ne posso andare via

_sono ancora in coda_
un pochino di clamore
giusto il minimo, non più
poi c’è il silenzio assenzio
vengo dal nulla dove torno
quella mia è in_esistenza

è nel mio non esistere che
_più d’altra dimensione_
sembri decidere tu per me
non mi convincerai adesso
che palme brillanti alla luna
innevate sanno di naftalina

anche fosse, senza interesse
io sotto cloroformio no, mai
la neve si dovrebbe fermare
restare in montagna, con te
qui, al mare, non ci sta bene
ammanta ogni piccolo seme

è che non voglio raggelare
piuttosto rivoglio la spiaggia
lo sciabordio delle onde
il sibilo del vento sul viso
voi che proclamate il nulla
e solo il nulla potete donare
di proclami ne ho un’infinità
andate via, fatelo per carità.

 

An-notazioni, a margine o a piè di pagina:
il bello è che ne faccio ancora molte.
– Non sempre scritte –
perchè di scrivere l’inutile non ho voglia.

Come #L8MARZO quando tutti scrivono
con mimose e fiori colorati, brillanti, brutti:
quanto triste è la discriminazione di genere?

#L8MARZO 2018 e siamo qui a parlarne
con Sky TG24 e tante altre persone serie
pur di abbattere il muro di diversità che c’è
pur di affermare che una dignità esiste
pur di sottolineare l’ottusità dilagante
pur di comunicare che siamo tutti persone.

Non è questione di femminismo – figurarsi –
neanche è una presa di posizione “anti”
solo è desiderio di valutare obiettivamente:
salari uguali per mansioni uguali
rispetto dell’individuo
rispetto delle vostre madri
rispetto delle vostre mogli
rispetto delle vostre sorelle
rispetto delle donne che – sole – vivono.

Molte di noi vengono maltrattate
e – alcune – ancora oggi muoiono.

Le più fortunate sono colpevoli se belle:
nel lavoro sono subordinate all’uomo
– perchè bella e intelligente è troppo –
un’onta che la società non tollera da mai.

Se non sono belle vengono derise:
brutta, figurarsi, che conta se pensa?

Gli esempi da fare sono moltissimi:
lasciamo spazio a voi con #L8MARZO
– raccogliamo testimonianze di vita vera e
facciamo girare questo hashtag ovunque –
perchè è necessario dire basta alla festa
perchè è fondamentale usare la testa…
perchè – se sensibilizzare la gente serve
noi ci stringiamo forte e ci crediamo –
facciamo che #L8MARZO serva a capire.

#L8MARZO siate la differenza insieme
– aiutateci partecipando all’hashtag –
Sky TG24 è in attesa dei vari contributi
inviateli: tutto conta nell’informazione
così #L8MARZO è a vostra disposizione.

WhatsApp: 3496032901

Mail: news@sky.it

Twitter: twitter.com/skytg24

Instagram: instagram.com/skytg24hd/

Facebook: facebook.com/SkyTG24/

Sky

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Ci sono volte
nelle quali
_per guardare
e decifrare
il nostro mondo
quello interiore_
è necessaria
un’ottica
fantastica
da poeta.
 
Così m’allontano:
perchè il mondo
visto con l’occhio
della mia poesia
diventa più bello.
 
Anche all’oscuro
o senza mari
o senza cieli
o senza stelle
o senza di te.
 
Il pericolo c’è
_è solo tuo
se m’allontano_
a volere volare
non si smette
basta imparare.

11/02/2018

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E’ andata via sempre a testa alta: almeno fino ad oggi, consapevole di aver dato più di altri, cosciente dei “Non sapevo” talmente fasulli che – al cospetto – Giuda stesso diventerebbe una creaturina innocente.

Non si può dire in eterno che le cose non funzionano. Non ci si deve accontentare quando si può e si vuole ottenere di più.
Viene il momento in cui bisogna agire difendendo la propria dignità umana_mente (la mente umana non deve venire mai in secondo piano).

Vedere di ogni discriminazione fare regola nuova no: non è sua questa maniera d’essere.

Lei voleva andare via e ha creduto che non si sarebbe dispiaciuto nessuno, così se n’è andata. Non senza rifletterci bene, com’era giusto fosse.

Anche se avrebbe agito all’opposto, anche se – nei panni altrui – avrebbe detto sicuramente “No, resta!” – eppure – ha scelto di comprendersi almeno da sola.
Per forza.

Tutti hanno sempre avuto ragione con pensieri piuttosto uniformi e livellati, nessuno ha difeso l’originalità, l’intelletto, la creatività: si è sentita soffocare in quella massa.

Le è sembrato di sprofondare in un oblio nel quale nessuno riusciva più a sentirla nemmeno sospirare. Il vuoto pneumatico, il niente cosmico, il simposio dei luoghi comuni e la bella mostra delle altrui vanità ricoprivano ogni dimensione spaziotemporale.

Prendere distanza siderale da tutto quel nulla l’ha salvata.

Essere forte bastandosi l’ha salvata.

Credere in sè stessa è stata la sola garanzia per la sua sopravvivenza spirituale.

Oggi, dopo tanti anni, è difficile sbarazzarsi di lei: sono tutti là, aspettando, sperando, tentando di riprenderla per giocarsi la nuova possibilità. Quasi fosse un dovere averne, di possibilità nuove. Come si giocasse e sul display immaginifico comparisse la scritta “Ritenta, sarai più fortunato!”

Dal canto suo, lei, oggi scopre con soddisfazione di essere stata molto più importante di quello che immaginasse: è mancata, molto più di quanto non le fosse stato dato a capire.

E adesso?

Adesso è tardi, cammina da sola, difficilmente la si potrà piegare.

Ci sono cose per le quali ha necessità d’essere supportata, certo, come tutti, però resta indipendente e fiera. Non che possa disimparare la solitudine. Non è disposta a rischiare, esattamente come non lo è stata allora, ma è soddisfatta per essere ancora oggi la donna per la quale – quel qualcuno – farebbe di tutto.
Ci si vuole bene, ci si aiuta, ci si cura l’uno dell’altra, ci si stima: è forse poco? No: non lo è affatto. Lei gli sarà sempre tanto grata per tutto ciò.

Ora sorride: pensa a chi le ha detto “Non so come ha fatto a starti vicino quello che stava con te…” e – incapace di sorvolare – cosciente_mente si rende conto. Rafforza una sua consapevolezza. Non è una donna qualsiasi e, chi ha modo di misurarsi con la sua voluta fermezza, lo nota. Se reagisce male è solo un individuo che non ha la considerazione sufficiente e necessaria per relazionarsi umanamente con lei.

Si giochi alle bambole, fino a che le aggrada, perchè sta già per annoiarsi. Attento.

 

I casi tuoi li hai fatti, eccome,
talmente bene da essere d’esempio
e so di gente inutilmente loquace
_sono i numeri privi, sì, non tu_

un mero equivoco
un mare equivoco
pare cambi poco…
e invece c’è l’abisso.

cristina bove

per non dare nell’occhio
perché parlo di morte e carnevale
della bellezza della vita andata
di come la vecchiaia sia una schifezza
_questa parola allappa i benscriventi_
io me ne infischio e penso ai casi miei
d’altronde chi può mettersi nei panni
che cadono già male a chi li veste?
Forse “la vita è bella”
per chi sgranocchia favole e popcorn
bevendo alla tv messaggi e film
false promesse e varie amenità
di malavita e malamorte
_anch’io mi ottundo con le serie e i quiz_
e più che mai mi sento estranea ai fatti
desiderosa di finire in fretta
per smettere di stare sulla breccia
inutilmente logora e loquace
a scrivere di mille superfici
schivando abissi di natura logica
sulla barca che affonda in mari equivoci
senza nemmeno un dio per salvagente

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