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Monthly Archives: Mag 2014

Perché si tradisce? Forse, per cercare un altro al di fuori dall’ equilibrio familiare, o per sfuggire alla tristezza, all’insoddisfazione, alla mancanza di gratitudine, ad emozioni che rimandano un senso di inutilità, di poca desiderabilità, di solitudine, di costrizione. In questo modo, non essendo liberi di esprimersi, di sentirsi se stessi, prevale la paura, l’ansia in cui, purtroppo, si perde anche la stima, l’amore e la dignità dell’altro. Il traditore è spesso privo di capacità di fondare la propria esistenza intorno ad un proprio centro interiore e ha la compulsione a riempire i vuoti con punti di riferimento esterni, col partner prima e, quando questo non corrisponde più ai suoi bisogni, con altri partner, oppure con il lavoro, con sostanze, con il gioco, con l’alcool, in una fuga continua da sé stesso. E’ una persona che non appartiene a nulla e nulla mai gli apparterrà totalmente, se non l’inutilità e il vuoto del suo essere evanescente. Quindi, mentre il traditore nega e scappa, perché non riesce a stare in ascolto di sé, il tradito pretende e attanaglia l’altro a causa della sua insicurezza e, d’altra parte, l’amante rincorre e sogna il mondo che non c’è. Nessuno dei tre, in definitiva, è presente a sé stesso e nessuno è in grado di rimanere da solo, di fare i conti con la propria incapacità di bastare a se stesso.
Ciò che è importante imparare dalle nostre vite è la certezza di poter attraversare anche la solitudine. Quando questa fiducia interiore viene meno, il tradimento è in agguato. La nostra psiche è la natura stessa, è una sua scintilla, è colei che crea e nutre, ma sa essere anche potentemente violenta, se necessario, e spesso, è costretta ad esserlo per salvarci dal peggio.
L’individualità richiede il coraggio di essere soli e di opporsi a un mondo che tradisce e banalizza.

– Aldo Carotenuto, psicoanalista e scrittore.

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Ciao cuori miei, vi ho pensato.

Oggi sono stata a controllare – come faccio ogni anno – il guinzaglio del coccodrillo: sia chiaro, io porto lui a guinzaglio stretto

e non mai lui potrà mordere me. Mentelettrica ok, mentecatto sarà lui. Come tale stia.

Giocare con Fufi? Non so cosa sia, da quando ho memoria di me.

Fingo il nulla ma penso, non dico niente ma sogno, sembro diversa ma solo chi mi conosce bene sa chi e cosa sono.

Il giudizio della gente, di chi si spupazza Fufi?

Non me ne cale.

Sono fiera di voi e anche di me perché, se stavolta va tutto come sembra, ho fatto un passo notevole in avanti.

Credo che ogni persona possa abbattere molte muraglie. Io – per conto mio – continuo a scavare e a dare delle

gran belle picconate.

Cosa c’è dietro tutto questo?

Voi solo lo sapete: c’è Paola, c’è un amore capace di reggere gli urti peggiori.

C’è Roccia.

 

Immagine#Pinnata ben 100 volte in 3 mesi: non ci si crede!
#Roma e una pioggia che ho odiato e odierò come mai prima in vita mia.
Perché? Perché è una città dove avevo solo ricordi belli e – prima – non mi aveva mai tradita… probabilmente, anche ora, era solo un cielo piangente e furioso, partecipe e vicino alla rabbia che mi dilaniava dentro.
Volevo essere felice, ritagliarmi 24 ore di respiro ma non è stato così. Sembrava una lenta anestesia: più acqua cadeva e più tutto diventava un corto circuito che mi sfuggiva di mano. Durante il viaggio sono stata letteralmente bombardata da qualcuno che mi ha dato, in gentile omaggio, un anno di angosce e di frustrazioni perchè seguire chi non ragiona per logica è dilaniante. Più ho cercato di dare e più le mie energie sono state considerate una sorta di dovere, con scarso rispetto per i miei ideali. Devastante. Arrivata mi stavo per salvare la vita incontrando – tu guarda il caso – un amico che passava di là. Non ci siamo combinati con gli orari. Ci siamo risentiti più tardi ripromettendoci di vederci quanto prima. Una bella combinazione: anche solo un paio di telefonate e non mi sentivo sola. Ho incontrato qualcuno là: mi sono pentita? No. Non per come mi sono posta io ma certamente sono rimasta delusa in tutte le mie aspettative. E’ stato anche capace di redarguirmi per la telefonata, gli rubava spazio… io non lo avrei mai fatto. E pioveva. Passata una notte che ancora ricordo come la più breve e la più lunga della mia vita al contempo, ho detto la mia. Il mio interlocutore si è rivelato tanto egoista da rifiutare anche solo di ascoltare il mio punto di vista o di dirmi “Ne riparliamo”. Poteva e doveva essere solo “No, silenzio!”
Mi sono detta adesso cerca di non pensarci. Ho incontrato un amico caro. Lui e sua moglie (coi loro figli) sono una bellissima conquista.
Sono ripartita.
Il ‘Signor No’ mi comunicava via WhatsApp che le sue cose erano andate benissimo e la sua freccia argento era puntuale dimenticando di domandarmi se io stessi bene pur sapendo che non mi aveva salutata massimamente gioiosa.
Insomma una di quelle 24 ore in cui si svela un bluff e si riconfermano affetti già noti. Una pioggia potente, capace di lavare via illusioni e scelte mal riposte.
Dolorosa, al momento, ma salutare e necessaria.
E’ poi bastato far ‘sporgere’ un paio di amicizie fidate per averne la conferma.
Che gran figurone ha fatto il ‘Signor No’ cadendo al primo sgambetto!
E’ che in questo mondo ci sono persone che non si accorgono ma si lasciano scoprire con la facilità di una caramella da scartare, credendo – forse – che tutti gli altri ruotino attorno al loro microcosmo.
Beh è un problema di percezione sbagliata. Voi vi vivete come macro, io vi vedo come micro e, con me, anche chi ci si è sbellicato dalle risate e neanche lo avete capito ad oggi.

 

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