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Monthly Archives: marzo 2012

Non è questione di Dio. Non solo. Lei pensa che ogni volta in cui la costringono ad aspettare invano si uccida un pò di vita. Lo pensa da quando ha incrociato la morte, lo pensa da quando ha cominciato a scontrarsi con la morte. Non è questione di Dio, è questione di vita e di tempo. E’ questione di attaccamento e di amore per la vita. E’ questione di rispetto per la vita.
Ogni volta in cui manca qualcuno lei si attacca sempre più disperatamente alla sua esistenza ed al suo tempo. Non sopporta coloro che sacrificano l’esistenza aspettando inutilmente il passare sterile dei giorni e amputando i rapporti con la gente. Che lo facciano per sè ma non hanno diritti sugli altri e non hanno il diritto di costringerla ad attese che snervano, che sfiancano… per poi dire, candidamente, che debbono riflettere. Lei non deve riflettere: lei sa cosa si aspetta esattamente da sè stessa e dagli altri.
Oggi, pienamente consapevole, si sente di lanciare il suo monito a tutti. A coloro che la hanno ferita, a coloro che le chiedono tempo, a coloro che non si sentono pronti, a coloro che non sono stati capaci di avere un legittimo dubbio, a coloro che -troppo presi dal loro sè- hanno già giudicato. Non è questione di Dio. E’ pura e semplice umanità. E’ fede nell’uomo e nelle sue risorse. E’ che non si può tirarla per le lunghe perchè siamo tutti più vulnerabili di quel che crediamo. Oggi siamo qui e di domani non abbiamo certezza alcuna. Lei ha concesso opportunità a chiunque non abbia esitato a ferire. Adesso basta. Non si può perseverare sprecando momenti preziosi. Non si può giocare con le persone come fossero cose più o meno utili o, peggio, indifferenti. Non è questione di Dio: è questione di dignità umana.

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“Hello world, we are social”
– Certo: siamo tutti on line, ci scambiamo tante belle idee e una buona parola – va a finire – non la si nega mai a nessuno, pensa.
Ma pensa anche che ci sono coloro che, intrisi di livori più o meno antichi, più o meno giustificati, sembrano invisibili ma nella rete trovano una loro collocazione ideale per rompere gli incantesimi. Ci sono quelle persone che vorrebbero prendere in gestione le idee altrui e si fanno quello scudo di pagina in un social più che altro per sfogarsi da frustrazioni e da malesseri. E poi ci sono quelli che insistono, quelli che alludono, quelli che si sentono di dover fare i controlli da remoto delle attività altrui.
Quelli che offendono ma incolpano gli offesi, quelli della serie “Scusa se esisto con tutta la mia malignità ma non intendo migliorare nè smettere di scocciarti”.
Quelli che si sopravvalutano sapendo che è effettivamente concesso solo a loro di salire sul gradino più basso.

“Hello world, we’re social but we’re unable sometimes”.
Ecco: lei pensa esattamente questo.

 

Coscienza o/e Reputazione?”
Coscienza: quel che lei è.
Reputazione: quel che pensano lei
sia.
Non ritiene sufficientemente importante ciò che gli altri pensano di lei.
Pensa sia un problema loro. Limitato ai pochi che malpensano.
Pensa soprattutto che è fondamentale il suo essere “consapevole”.
Alla fine, coloro che la conoscono, le vogliono bene!

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