Salta la navigazione

Category Archives: #Poesia

Forse avremmo dovuto essere molto meno pusillanimi

perché sai _ non so come dirlo _ ma io mi volevo libera.

Non ho più niente se non una spada di Damocle in testa

e mi sento amareggiata dato che sopravvivo nel surreale

_ mi hanno deprivata sia della speranza che della libertà _

mi hanno dato solo una grande sporta di nausea in cambio

ad essere onesta mi sono cadute le braccia

mi si flettono anche le gambe _ lo confesso _

mi gira la testa come stessi andando sulle montagne russe

e la mia fede nel valore altrui è quasi evaporata _ svanita _


***

domando se potrà essere utile chiedersi che mai accadrà

_ se c’è ancora un senso nelle cose o che altro ci aspetterà _

perché se proprio dovessi conservare qualche energia sana

sarebbe utile impiegarla nel disimparare tutto

per immergersi in una sorta di oblio universale







SocialBookDay 2019

Io e @Libreriamo torniamo sui vari canali social – specie su Twitter – il prossimo martedì 15 ottobre 2019: ci saremo con l’hashtag #SocialBookDay sperando, come ogni anno è accaduto, di entrare in tendenza insieme al prezioso contributo di tutti voi.

Lucio Annio Seneca scrisse:
– “ Fa una scelta di buoni autori e contentati di essi per nutrirti del loro genio se vuoi ricavarne insegnamenti che ti rimangano. Voler essere dappertutto è come essere in nessun luogo. Non potendo quindi leggere tutti i libri che puoi avere, contentati di avere quelli che puoi leggere.” –

Questo è ciò che ci prefiggiamo insieme, come sempre, e parafrasando Seneca, faremo una scelta, la migliore possibile, citeremo con il solo #SocialBookDay alcune frasi e alcuni autori che – per noi – costituiscono un importante riferimento. Senza mescolare l’hashtag con altri perché – voler essere dappertutto è come essere in nessun luogo – e, non potendone citare più di uno per ovvie ragioni, chi sceglierà di celebrare la giornata del libro attraverso Twitter non dovrà fare altro che scrivere [ #SocialBookDay @Libreriamo @PaolaToogoodxme, il libro (una frase o un’immagine), l’autore ].

 

Faremo #Retweet a tutti, chiaramente.


Perché ci teniamo sempre molto a fare grande questa iniziativa?
Semplice: perché crediamo che il Social Network sia uno strumento attraverso il quale è possibile veicolare di tutto, anche la cultura e l’amore per la lettura, non solamente fake news o gossip.

Le nostre esperienze insieme sono tutte volte a dimostrare che si può imparare – per poi generosamente raccontare – quanto di piacevole si è capito da ciò che si legge: to share, condividere, è e resta il termine chiave della rete. Ecco che, per l’entusiasmo di ogni lettore, condivideremo tutti le emozioni derivanti dalle nostre letture.

 

Il sapere è infinito, ogni giorno possiamo aumentare le nostre consapevolezze e la cultura è il bene supremo, quello che ci potrà salvare rendendoci persone migliori.

Rinnovo l’appuntamento su Twitter per martedì 15 ottobre ma, qualora non foste su Twitter, potrete partecipare su Instagram o su Facebook con le vostre scelte letterarie e #SocialBookDay.

A presto e… siateci, in tantissimi, come ogni volta!

[ @Paola Cingolani Uno Facebook @Libreriamo Facebook
@UniversoVersi Facebook pagina ] @libreriamo Instagram
@Toogoodxme Instagram

@PaolaToogoodxme Twitter @Libreriamo Twitter

e #SocialBookDay è l’hashtag: facciamolo grande!

 

s b d 3

Le parole hanno valore, andrebbero enunciate e

pronunciate con cautela.

 

I pensieri sono alla base, ché da questi si formano

e nascono tutte le parole.

 

I gesti sono conseguenza, dei pensieri sicuramente

poi delle parole, dette o meno.

 

Nei rapporti umani dovremmo comunicare
essendo sinceri e con onestà d’idee
gettando ponti
creando incontri
originando confronti
evitando scorni e scontri

 

gli scontri appartengono storicamente ai belligeranti

impongono attacchi ed ovvie difese
servono strategie
vogliono piani
vedono rese

designando vincenti e perdenti.

 

Fra esseri umani dovrebbero nascere confronti civili e onesti
solo fra diplomatici e strateghi dovremmo vedere battaglie
inclusi feriti e caduti
vincitori e vinti
quando capiremo il vero peso delle parole
smetteremo di fare piani
non avremo nemici ma interlocutori
non faremo strategie ma passi d’incontro
non diremo d’avere una tattica come se il prossimo ci fosse nemico

poiché _ così pensando _ non s’arriva quasi mai a rapporti sereni.

Partire coi piani e le strategie è competere _ vince solo uno _
mentre dialogare è rapportarsi senza grossi timori.
quali spiriti liberi e fiduciosi in noi stessi cerchiamo di evitare
parole come fuga
o attacco
o difesa
non vittoria
né perdita
se non di una buona occasione perché ogni individuo ha del buono in sé.

Pensiamo meglio alle parole che diciamo
è da queste che si originano le azioni
i vari comportamenti
cerchiamo di dare più vita alle idee
e non stringiamo alleanze ma affiatate complicità.

 

(Lo so che non sai che io so) – Sottotitolo.

L’ignoranza è sempre colpevole.
Una delle sue colpe primarie – per dire – è l’arroganza nel parlare a sproposito. A fare il paio col non sapere, c’è la tanto invocata buona fede, sua degna compare: non vi saprei dire quale delle due sia più dannosa.
La buona fede è un pericolo mortale, il più delle volte, per chi è onesto.
Essere sinceramente in buona fede significa comunque che – a prescindere – c’è un errore di mezzo, già è male. Se poi fosse una finzione, allora, sarebbe una vera e propria situazione non dimostrabile, ché il processo alle intenzioni come lo fai?
Puoi attribuire al prossimo tutto il dolo possibile ma, di fatto, ci sei caduto dentro come un allocco e – quando l’hai capito – non eri più in tempo per recuperare.
L’ignoranza, oggi, è una scelta. La cattiva coscienza lo è da sempre. La fiducia mal riposta è una leggerezza che chiama in causa la stupidità fino a rasentarla.

Questo me lo devo. Ho creduto per troppo tempo che la mia buona fede e la mia onestà fossero doti positive, che traducessero il mio animo ed il mio pensiero pulito, trasparente. Invece, in questa stagione, ho capito di dovermi allenare maggiormente al dubbio. Non tanto, da vivere male, ma abbastanza da evitare di prestare fede a chi è più disonesto di me. Altro che resiliente: lo sono stata sin troppo e mi ero ammalata a furia di rimbalzare i guai. Figurarsi. Devo essere un po’ più “bonsai”, un po’ più zen. Gli orientali direbbero la parola più bella del mondo: “nankurunaisa”.

Aspetta e continua a far evolvere il tuo pensiero, poniti le domande mentre osservi. La risposta che oggi non trovi arriverà nel momento opportuno, quando sarai pronta a riceverla. Ogni domanda irrisolta adesso, irrevocabilmente, vedrà una soluzione a suo tempo. L’importante è che le volute del tuo pensiero siano abili ed allenate, specie a quel famoso “Conosci te stesso” che è luce necessaria per capire anche l’altro.

Ho pensato più in questa stagione da sola che in oltre due anni di confronto.
Ho capito tanto da stupirmi.
(Un po’ mi sono stupita anche per alcune facce di bronzo, diciamolo, ma non sono problematiche mie, dunque le escludo.)
La domanda che mi echeggiava in testa da due estati non era priva di risposta, anzi, era quella più illuminante.
Facciamoci ogni domanda lecita e, per prima cosa, guardiamoci dentro l’anima. Ragioniamo.
Qual’ora l’interlocutore non volesse rispondere, ha già confermato.

Non so com’è – non saprei dire – forse è una coincidenza? No, le coincidenze non esistono ma, di contro, esistono alibi e appartengono sempre ai disonesti.
Mi arrendo? No, mi ero già arresa, anzi, non ero mai entrata in competizione. Così, settembre, mi ha fatto un notevole regalo già col suo incedere. E benvenuto sia.

(Nella foto un post di mia figlia a soli 22 anni: lei è quella che ha sentenziato come, neanche nell’album delle figurine Panini, si potrebbero collezionare figure simili.)

Sì: c’è chi ignora, è vero, ma non sono io.

01/09/2019
@lementelettriche

45008095_10216644395203945_8772455416291393536_n

[…]
semmai ti andasse un sogno di traverso
ti porterò un amore surrogato
e un po’ ma solo un po’ di tenerezza
un’ansia moderata
che insegni l’arte del dimenticare
prima che sia la fine

dagli anni delle tavole da surf
ai luoghi di penombra
in sabbie immobili
[…]

Cristina Bove

siccome mi è andata di traverso la realtà
mi servirà un sogno fasullo
e un po’ ma solo un po’ di umanità
un’angoscia attenuata
che aiuti l’operato dell’oblio
prima che sia tardi

dagli anni delle pinne da subacquea
al lettino da signora âge
su sabbia rovente

Paola

[Crì, oggi, rileggendoti, mi sentivo di risponderti così]

Un alito di vento addosso
però era qualcosa di più
e mi ha svegliata persino
così m’è parso fossi tu

ho capito subito chi era
sì, mi stavi accarezzando
mi dicevi di stare calma
mi volevi più tranquilla

io mi sono alzata al volo
ché alle quattro del mattino
può arrivare solo un segno
sospiravo quasi emergendo

*

fuori dalla finestra l’eco
recitavano un’Ave Maria
mi sono messa in ascolto
di tre pellegrini per Loreto

dal davanzale alla cucina
razionalizzando un po’ tutto
pur senza la minima logica
non esiste il caso _ lo so _

il vento non c’era affatto
io ho sentito una carezza
m’hai toccata sulla schiena
_ figlia mia abbi coraggio _

*

sospiravo quasi emergendo
ché il Mare è tornato da me
ho fatto le cose d’una volta
ma il caffè l’ho bevuto sola

io ho pensato a tua nipote
stava bene _ m’hai detto _
Paola che sente sempre tutto
lei t’ha ascoltato con fiducia

qualcuno m’ha accarezzata
ho capito molto bene _ sai? _
io lo sento che sei stato tu
chi altro avrebbe potuto mai?

 

 

 

 

08/07/2019

 

 

 

 

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: