Salta la navigazione

Monthly Archives: agosto 2015

cristina bove

balcone- by criBo

E vivo al posto suo
da quella notte del trentuno agosto
che lei precipitò dalla ringhiera
e poi si addormentò sul marciapiede
io me ne andai
lasciandola sul posto__ e venni al mondo
pagandomi l’accesso dal balcone

Però le ho sempre raccontato tutto
e lei non ha mai smesso di volare
__non si ricorda d’essere atterrata__
: sogna di me piombata sull’asfalto
sagoma disegnata con il gesso
e nel suo sogno lei si crede viva
ed io nel mio fingo d’essere morta

diventeremo una
quando saremo entrambe risvegliate
e con un solo battito di ali
riprenderemo il viaggio di ritorno

 

View original post

Annunci

miglieruolo

ombre sul porfido

Come se fossi all’angolo
d’un campo audiovisivo
versione campionaria virtuale
ammiro merce ____ non ne acquisto mai
il conto mi risulta desolato
ho dato ogni mio bene
ho regalato l’anima ai passanti

non sto a recriminare
né voglio raccontarvi le mie pene
anzi sapete cosa? ____ me ne andai
dalle mie quattro giravolte al centro
per starmene in disparte
per ridere di me
del mio apparente esistere

scrivere infatti
è come essere spettri
chi legge non s’accorge di chi traccia
sulle rive del tempo ___ impronte labili
prima che giunga l’onda sulla rena
l’ombra che ne confonda
ogni sembianza

novembre 2011

View original post

This is not America

  • this is not
  • that’s only me!

Così ti scrivo: che altro posso fare

– se non leggere sms passivamente –

dimmi, cos’altro dovrei inventare?

This is not America: così ti scrivo

  • mail
  • options
  • return path
  • priority
  • relayed

ma una risposta la aspetto invano

– oggi che sei cittadino americano –

afferri il sogno, là stringe la tua mano.

This is not America

  • nessuna aquila dalla testa bianca
  • al massimo un canuto gabbiano

io rappresento l’errore tuo fondamentale

e sono solo il vecchio affetto provinciale.

E tu riposa: su un letto di pietra ma riposa. Almeno provaci – per ora – e smettila di fare da sentinella ai marosi o alle sassaiole della vita. L’onda calda e lieve, come carezza, è arrivata. Gli affetti – mai perduti – ti sono favorevoli. Riposa. Che sarà mai questa smania? Abbandonati. Respira piano. Scongela i ricordi buoni: puoi gustarli e sfamartene a volontà. Non ci si sacrifica invano ma per raggiungere la sacralità intrinseca ad un credo, e tu credi in quell’amore che hai donato, senza riserva alcuna, a chi ti ha avuta accanto. Cinque lustri: un quarto di secolo… puoi raccontarlo e – contemporaneamente – dire della vita d’ognuna di quelle stelle entrate a risplendere nella tua orbita. Senza però entrare mai in rotta di collisione con te, anzi, aumentando di luce riflessa il tuo fazzoletto di cielo. Non è poco.

Maria – troppo madre sacrificale e nient’affatto suocera – ti è mancata.

Roberta – la cognata ideale – c’è ancora e puoi azzerare il tempo.

Chiara – coccolona che a soli tre anni ti abbracciava – oggi è una donna bella e brava, estrosa e creativa, ben più che promettente.

Nell’ordine di tempo c’è Giulia – studentessa volenterosa – figlia solare, positiva e propositiva che riesce sempre a farsi voler bene dai più.

Ecco che arriva Benedetta – bella, allegra, simpatica – e sai già che si farà largo fra la gente: è armata di sorriso, non può non vincere anche lei.

Tocca a Maria – il nome e in nome di tua suocera – bella e giovanissima, il riscatto di suo padre sulla vita, proprio come Giulia lo è per te.

Ultima – più piccola – si affaccia fra le donne Ambra: un’infanzia che chiede ascolto e tanta voglia di affermarsi.

Con lei anche Mirela – madre e donna – la quale potrebbe essere una sorta di replicante involontaria di alcuni dei tuoi trascorsi più cupi.

Riposa. Dopo cinque lustri trascorsi a fare da scogliera per le onde più forti – adesso – è l’ora di stendersi sopra quella scogliera a sonnecchiare. Ti risveglierai soltanto per guardare le stelle cadenti – come una volta – quanti anni fa?

*La vita è bastarda: fra una stella e l’altra – nel fazzoletto di cielo – c’è la sassaiola dei corpi estranei in piena rotta di collisione a lapidarle. Non sempre ce la si cava schivandoli ma sopravvivendo a coloro che – invece – vengono meno. Astri che si sono spenti per sempre e dei quali si conserverà il ricordo finchè il proprio fuoco sarà acceso.*

Ma – perché la parte femminile del cielo tuo e di tua figlia continui a veder ardere alte le stelle – tu riposa. Riprendi fiato e riposa. Adesso ci riuscirai e ti sentirai più forte, meno sola.

Si avvisa i naviganti che – con arbitraria allegria di naufragi – al momento fate scalo sull’approdo sicuro e che – nate sullo scoglio – presto riprenderete altro viaggio, come l’amato superstite lupo di mare ungarettiano insegna. Più forti, meno sole!

miglieruolo

Messaggio a forme sfuggenti (sembrano sparse)

fluttuazioni - by criBo

Vengo distribuita in molti versi
intendo direzioni
e mi divento inafferrabile
da qualche parte ride un io di fiori piccoli
forse un violino che sparpaglia note
in fondo al letto, là dove non trovo i piedi
e chi sarò da ricavarmi umana?

Ho ancora gli occhi, oppure no, sono soltanto tracce
cosiddette essenziali
ora divelte dalle storie _le voci anche_
un senza oggetto
alcun soggetto
il noi mi fa sparire e riapparire
in punti imprecisati della stanza

ah, la follia! dice la particella sporta
dal centro della fronte
il braccio s’è disteso a dismisura
l’ho perso _ anzi l’abbiamo perso_ noi
esonerati dall’essere compatti
fossimo pane in briciole
per fantasmi di gheppi (ritornano?)

farò, faremo, chi?
Che malditesta! Ecco, sto ritornando.

Signori abitatori di codeste stanze, vi sollevo
dal compito
la vigilanza impone un veloce ripristino
purtroppo
si comincia…

View original post 178 altre parole

Non tollero più alcune cose – con l’età dicono possa accadere – e a me è accaduto: sono avanti, ormai.

Non accetto più alcuni limiti di stupidità – quelli al di sotto del minimo sindacale – proprio mi fanno male: sono sulla via del declino, non c’è altra conclusione logica.

Mi offendono – quasi riguardassero la mia persona – quelle cattiverie gratuite che alcuni elargiscono ad altri, attorno a me… non le tollero più, non li tollero più.

Sarò invecchiata perché d’essere diventata illuminata improvvisamente non credo si tratti.

Dev’essere così: una rompicoglioni di mezza età che – a volte – ha ancora la sua utilità: neanche sempre, a fasi alterne. Me ne accorgo dalle cose fatte, dalle risposte ricevute, dalle domande che mi pongono. Cose da domandare al saggio della situazione – quasi possedessi una speciale ragione – cose che (però) devono risolvere gli enigmi comportamentali di chi non dice mai una volta “Come ti senti?” e devono – soprattutto – confermare e confortare quel caos interiore che li sospinge a me. Risposte risolutrici ovvie, da elargire con paziente zelo e in abbondanza: una specie di vecchia zia, insomma, la zia brontolona ma generosa cui ricorrere per farsi coprire quando si ha il dito sporco di marmellata. Tanto, che importa, se mi sgrida o si arrabbia lo sanno tutti che è rompiballe… non capiscono – non arrivano mai a pensare – che anche le vecchie zie vogliono essere rispettate per coprirli.

E non ci arrivano non per stupidità ma – peggio – per superficialità.

Non si pongono affatto domande, le girano a me con la pretesa di ricevere la risposta che più vorrebbero! (… zia è pallosa ma è anche buona e generosa).

Invece io non sono questa specie di entità familiare così scontata, neanche per sogno. Ed è qui che commettono l’errore fatale: si sopravvalutano e mi sottovalutano.


Come il mare – elemento dalla forza spaventosa – mi sento libera.

Il mio spirito è libero – a volte trasparente – lascia intravedere profondità.

La mia anima è indipendente – a volte schiuma bianca – mostra il sorriso.

La mia personalità – a tratti complessa – è d’un blù cupo e profondo.

Come il mare – anche in me – c’è la ribellione d’essere presente alla fragilità umana.

miglieruolo

 oltre le macerie 2 - by criBo

terre disabitate  _sembrano_
trafitte dalle cose maledette

ogni paese ha mezzelune e croci profilate nei cieli
angusti varchi tra minareti e cupole: a quel dio
dal bellicoso cuore,  immagine degli uomini
che hanno perduto il senno

_e sono morti tutti gli ippogrifi_

Non abbiamo più scampo
in questi tempi di furore e sangue
narcotizzati come siamo, talpe
bulimiche all’ingrasso

cincischieremo ancora con le pagine
di network e affini
c’illuderemo d’essere importanti
accompagnando versi con le cetre _intanto che
le capitali degli imperi bruciano

perché siamo incapaci
di progettare mondi alternativi
al n(m)ostro vivere

View original post

miglieruolo

(dal blog di Cristina Bove)

02luglio-Pensieri-Musica-ParoleQuando mi spingi al margine
dei tuoi minuti contati
quando mi appoggi alla parete
come un avviso vecchio di bacheca
e non mi vedi
muovi d’un passo accennalo d’obliquo
raccoglimi parola e movimento
di quell’astratto rito di contorno
che ti rapì nell’attimo

e portami sul bordo
di questo tempo matto
ché tu lo sai
non è solo quel segno di carezza
immaginata nel transito degli occhi
o dire nel non dire
tre sillabe per te certo di troppo

per me ragione d’essermi attardata.

02luglio-equilibrio_corde_mente_corpo

View original post

sembrava fosse nuvoloso
si scorgeva solo la luna
brillava maestosa
– quasi un segnale lungo la via
a indicarci il cammino – 
la rotta maestra.
c’erano sei persone
– dodici occhi che brillavano –
al posto delle stelle gioia
e noi, commossi, insieme.
venne il tempo delle domande
– arrivò con le risposte giuste –
come tutto ciò che arriva
per chi sa aspettare l’ora.
in un baleno s’è fatto agosto
ma pareva un po’ Natale
– le cugine sono splendore –
ho sì visto tre figlie…
belle più di tre meraviglie.

01/08/2015

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: