Ai profeti della parola

Comunico ai profeti della parola scritta parlata giurata spergiurata urlata sussurrata data negata sopravvalutata svalutata sì, è con voi che ho problemi di comprensione di comunicazione il vostro trattamento del silenzio è abuso emotivo per gli invisibili è punizione che non sai per cosa o perché scatta in un attimo come le trappole ma distruggeContinua a leggere “Ai profeti della parola”

Vorrei fare solo un capriccio ogni tanto!

[…] “Forse per il fatto che ho aspettato tanto a lungo, io cerco qualcosa di assolutamente perfetto. Perciò non è facile”. “Un amore perfetto?” “No, nemmeno io aspiro a tanto. Mi basterebbe poter fare i capricci. Questa perfetta libertà.” […] (Haruki Murakami – da “Norwegian Wood”) La perfezione non esiste, come non esistono gli amoriContinua a leggere “Vorrei fare solo un capriccio ogni tanto!”

Sai già che tutto morirà e così sia

Se mettersi in relazione all’altro ha una precisa data di scadenza, allora, si corre e si lascia che tutto passi sfuggendo. Non si perde tempo nell’averne cura, neppure nel giudicare, nel fornire opzioni, elementi, varie opportunità: non serve, anzi, guai a farlo, è controproducente. Ci si gode nell’immediato il lato buono e tutta la disponibilitàContinua a leggere “Sai già che tutto morirà e così sia”

L’universo è immensità

Cosa vogliamo davvero? Non ne ho idea – affatto. Di una cosa sola – però sono quasi certa. Sono un individuo, un’entità pensante una persona e – come tale vorrei corrispondere con altre persone. Vorrei sentirmi recepita intercettata – accolta ma non soltanto vorrei essere interrotta corretta – arricchita per meglio capire ed essere capita.Continua a leggere “L’universo è immensità”

Sono molto insubordinata, sarà così?

– Sono una donna molto insubordinata, sarà così? Sì, dev’essere così: spiegherebbe tutto. […] Non subordinarsi a niente, né a un uomo né a un amore né a un’idea; avere quell’indipendenza distante che consiste nel diffidare della verità e, ammesso che esista, dell’utilità della sua conoscenza. Appartenere: ecco la banalità. Fede, ideale, donna o professione:Continua a leggere “Sono molto insubordinata, sarà così?”

Mut(u)a_bile

Avevo concluso così: […] Rispettarsi è non sprecare nulla di quello che si è detto essere stato gradito. Bisogna che le parole completino i gesti affinchè tutto non perda il suo senso. Ammesso che abbia avuto un senso, cosa a cui io non so rispondere. Per questo m’aggrappo al mio filo rosso e pratico ilContinua a leggere “Mut(u)a_bile”

Parole e silenzi

Per tutte le parole spese nel ferire, prima, è possibile riflettere, pensare, capire se veramente sono da dirsi o se – meglio – sarebbe evitare. Per ogni parola scagliata, gettata malamente addosso a qualcuno, prima, si sarebbe dovuto ragionare di più. Per ogni silenzio trasformato in accidiose discussioni, dopo, resta solo il nulla a disincantareContinua a leggere “Parole e silenzi”

Esisti, sei, credo in te: mi basta?

(Ascolto il tuo silenzio. Odo costellazioni: esisti. Credo in te. Sei. Mi basta.) Ángel González Muñiz Questa è la splendida chiusa della poesia “Mi basta così”. Vorrei potertelo dire – sì, mi basta così – ma non sarebbe vero. Vorrei trovarti ancora – com’è successo già – per ricominciare tutto. Vorrei vederti di nuovo –Continua a leggere “Esisti, sei, credo in te: mi basta?”

Distante_mente

E’ andata via sempre a testa alta: almeno fino ad oggi, consapevole di aver dato più di altri, cosciente dei “Non sapevo” talmente fasulli che – al cospetto – Giuda stesso diventerebbe una creaturina innocente. Non si può dire in eterno che le cose non funzionano. Non ci si deve accontentare quando si può e siContinua a leggere “Distante_mente”

Quasi cinquant’anni: una ciambella

Impariamo a guardare al tempo in maniera circolare – come fosse una buona e soffice ciambella – non come se stessimo guardando il binario d’una ferrovia ad alta velocità, fatto di rette parallele che si estendono all’infinito ma non si toccano mai. Proviamoci, almeno, è una grandissima conquista.   Ormai è l’ultimo giorno di questoContinua a leggere “Quasi cinquant’anni: una ciambella”