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Monthly Archives: marzo 2013

Lei ha sempre pensato che, i Social Network, fossero più potenti della carta stampata. Non ne ha fatto mai mistero, d’altronde.
Il S.N. è il modo più veloce per diffondere un messaggio in rete. Poi si va su blog, poi si passa al resto: poi.
Facebook noto e sviscerato, Twitter un pò più nuovo e differente ma il senso è quello: “Se non segui l’idea promossa dai più arrivano le truppe cammellate, ti danno addosso con conseguente defollow di massa” pensa. “E chi se ne importa!” – conclude – tanto lei è sempre stata uno spirito libero e non può andare contro sè stessa.
– Non abbiamo più valori, di alcun genere.
– Non c’è più politica intesa come bene della polis.
– Morta un’altra Res publica.
– Stravolta la democrazia.
– Non c’è un Governo.
– Non c’è un Santo Padre (chè, persino il Papa, abdica e non regge più il Suo ruolo).
– Non c’è presente, non c’è futuro, non abbiamo più dignità.
La giustizia, così come la gratitudine, non è di questo mondo: ma allora, una persona, cosa deve pensare?
“Io sto bene su Twitter dove ho conosciuto bellissime persone con le quali condividere: non mi interessa se è contaminato e strumentalizzato da gente che ha contribuito a mandare avanti la più squallida campagna elettorale che io abbia mai visto.” Ecco cosa si dice lei, consapevole che, ormai, siamo al nulla, c’è tabula rasa ovunque e persino il sistema della pseudo comunicazione è asservito, contaminato, prestato alla divulgazione di questo nulla imperante.
Credono di essere qualcosa, qualcuno ma non sono niente: blaterano e sono riusciti a sporcare di pseudo politica da bar dello sport anche un S. N. dove – civilmente – le persone dovrebbero confrontarsi per accrescere consapevolezze.
I S.N. – e i politicanti lo sanno bene – sono un gran mezzo di diffusione così li hanno dominati strumentalizzando pseudo militanti che han contribuito a diffondere il nulla.
“Ecco, tranne poche belle anime che sono grandi conquiste, il resto è l’eco del nulla che ci avvolge.”
Questa la sua opinione.
Tutto è manipolato ormai, in un circo mediatico dove i clown sono tanti, troppi.
Che tristezza: niente è da preferirsi al nulla. Eppure il nulla è ormai imperante, avvolge tutto e tutti, è una spirale perversa che non vede mai la fine.
E’ lo strappo di un tessuto sociale inesistente, sfaldato, peggio che logoro!
E’ il gracchiare di troppi corvi che si beccano per ideali che non ci sono.
E’ l’uomo che va contro se stesso per approdare alla stupida banalità del male.
Lei – contraddetta da gente che neanche conosce la grammatica – si è sentita umiliata e si è pentita: non doveva permetterlo, sapeva che il S.N. arriva prima della carta stampata più o meno patinata, lo sapeva, avrebbe dovuto defolloware per prima.

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