Alle lacrime delle donne. Cosa scrivevi sulla sabbia?

Tiziana Campodoni - Blue moon

Fermasti l’azione tacendo

non ti piegasti alla domanda

era un inganno.

Togliesti lo sguardo da quegli occhi vogliosi

di regressione e di carpire l’intimità profonda

di un sentire integro, generoso, diverso

vogliosi di rubare quel che non si può prendere

attraverso un rigido responso: o sì o no.

O tu, o lei. Non c’era risposta possibile.

Ti chinasti sul silenzio che dilata gli assoluti,

che distende le domande stringenti

quel silenzio che aumenta lo spazio e allontana i predatori.

Lei ti guardava. Nei suoi occhi l’orrore muto.

Non poteva ribellarsi, urlare, piangere.

I saccenti avevano interpretata la rocciosa legge.

Era colpevole. Dicevano. D’amore. Lei sola.

Segni facevi per terra con il dito che non puntasti.

Larghi e lenti segni, attenti accurati ma dai fatti distolti,

scrivevi sulla terra, ripiegato nel silenzio

come un folle segue il suono di parole non dette

come un visionario segue

il linguaggio alato di un’umanità…

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Pubblicato da Paola Cingolani

Paola Cingolani

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