Salta la navigazione

Monthly Archives: dicembre 2014

“Proprio in quel tempo Drogo si accorse come gli uomini, per quanto possano volersi bene, rimangono sempre lontani; che se uno soffre il dolore è completamente suo, nessun altro può prenderne su di sé una minima parte; che se uno soffre, gli altri per questo non sentono male, anche se l’amore è grande, e questo provoca la solitudine della vita.”

– Dino Buzzati, “Il deserto dei Tartari”

b90ba67740c08202a97ac0cf632849c4

E’ un po’ come se, dietro al sipario, ci fosse il niente. Ognuno vive le proprie sensazioni e tutti hanno i perché che meglio credono. Alcuni soffrono di più, altri di meno ed in diversi modi. Gli individui si alternano e continueranno a girare in questa spirale perversa che è il tempo. Lei ha ragioni per piangere ma le manca persino la forza. Ha sorrisi di speranza ma non vuole illusioni. Il male stanca – dopo un certo livello di esondazione – quindi sarà quello che sarà, sarà un tale giorno, sarà una tale idea, sarà quel che arriva. Lei, di sicuro, ha imparato a costruire la sua strada sull’oggi. Sul momento relativamente presente. Il passato ha poco da offrire (ah, se si impara!) e l’incerto sembra essere l’unica certezza. Viviamo in un mondo surreale e troppo cattivo – anche – che nessuna intenzione ha di concedere benefici… meno che meno potremo costruire l’ossimoro dei sogni che diventano reali.
Merry Xmas a tutti!

Annunci

Osservo lo spettacolo

come fosse un circo

tutti i funamboli sono presi

interpretano la loro parte.

Danzano in equilibrio

si dipingono di colori

spesso sbiaditi.

Ma il dolore non passa.

Non è colorandovi

non è facendo i giocolieri

che potrete illudermi…

non è così poichè

mentre voi apparite

io esisto

dunque io avvengo

e sarò sempre

continuamente

in divenire!

– Lei e i suoi pensieri: strani disegni, scarabocchiati dalle abili mani dei suoi dolori personali.

Siamo sempre portati a concedere opportunità perchè, fondamentalmente, noi crediamo nella gente.
L’uomo è questione di fede nell’uomo (non lo canta solo Billy Joel ma lo dice la filosofia) e se
non avessimo spiragli di fiducia aperti al prossimo saremmo isole nel mondo mentre, viva Dio,
siamo animali sociali per definizione.

Incontrare e conoscere la gente sembra essere cosa sempre più semplice: ormai, nell’era del www,
imperano blog, portali e social network differenti… social appunto.
L’immenso spazio – virtuale – a disposizione del sociale è di importanza fondamentale. Ciò che non
va mai dimenticato è il fattore di rischio.
Il rischio di imbattersi in un qualche beota è direttamente proporzionale alla facilità con la quale riusciamo a moltiplicare i nostri contatti umani. Dunque, se è vero che l’intelligenza e la pulizia
d’animo sono merce rara, è altresì vero che la doppiezza e la scorrettezza di taluni diventano pericolosamente diffuse a raggera.
Considerando come il monitor sembri ai più una copertura va ricordato un concetto di notevole entità.
Colui che è sempre vissuto nella pochezza di spirito – e che non può cambiare – oggi ha una connessione
come ieri aveva in casa una semplice radiolina. Dirama al mondo intero il suo spessore morale, dunque,
ed ovviamente, leggendolo, basta poco e (lo) si scopre.
Dacchè è (secondo lei) un individuo piccino non può che trasmettere la sua piccineria e la sua idiozia. Basta poco e la sua mente sconclusionata ci piomba addosso travolgente come una valanga.
Noi che magari, bonariamente, abbiamo pensato fosse solo un semplice ma puro personaggio poco acculturato scopriamo una persona pericolosa e fastidiosa perchè tutti gli stupidi lo sono.
Gli stupidi, nella loro guerra dei nervi, vincono sempre perchè sono allenati all’idiozia mentre noi no,
non siamo abituati alla cattiveria nè all’ottusità.

Solitamente i meccanismi d’azione sono anche facili da osservare e da captare, assai prevedibili replicano sempre lo stesso modus operandi: inventano il personaggio che gli piacerebbe essere, lo proiettano sulla rete, trasmettono a puntate gli episodi interpretando l’amicone poi emerge il loro vero “Io”, la loro
essenza. Molto spesso – grazie al meccanismo psicologico della proiezione – attaccano le persone che invidiano tacciandole delle peggiori colpe, colpe che ipocritamente non riescono a vedere in sé stessi.

– Secondo lei tutto si basa su una finzione perchè questi le sembrano assai pusillanimi.
Per quanto lei ha potuto riscontrare, il loro minimo comune denominatore è generalmente quello dell’insoddisfazione.
Forse si sentono frustrati e scontenti perciò hanno la “sindrome di Pinocchio” e mentire diventa per
loro necessità compulsiva.
L’unica cosa buona è che Pinocchio esiste solo finchè la “fata turchina” vuole essere tale.
Quando la fata smette di crederlo ecco che Pinocchio resta soltanto un povero burattino disanimato.
In altre parole, quando ci accorgiamo che abbiamo a che fare con uno stupido, smettiamo di ascoltarlo
al primo segnale perchè è sempre meglio essere grillo parlante piuttosto che fatina credulona.
Il grillo era la voce della coscienza e della saggezza, la fatina una che si lasciava prendere in giro.

Fortunatamente in rete è tanto facile beccarli, poi scoprirli quindi cancellarli sempre che, intanto,
non ci abbiano arrecato qualche danno ma – purtroppo – imbattersi in gente piccina è cosa diffusa nella vita, non solamente nella rete.
Credendo nella gente, grazie a quello spiraglio aperto di cui sopra, dalla TimeLine è facile ci venga la
voglia di compiere il passaggio alla RealLife.
Una volta che sono entrati a far parte dei nostri rapporti si rivela tutto… quando ci hanno già strumentalizzato.

– Sorride lei, mentre si diverte con una botta di autoironia: “Minima Moralia: meditazioni sulla vita
offesa, Adorno” (che non sei tu!) si dice.

Come si oscurano certe persone nella RealLife? E’ assai complesso rispetto alle TimeLine!
E’ complesso perché – di fatto – una ferita ci è stata arrecata dunque ci brucia.

– Lei, vagheggiando coi suoi pensieri, si è convinta che la rete di virtuale ha solo uno spazio in grado
di contenere milioni di persone, un posto così grande non potrebbe esistere nel reale.
Tuttavia, quando a rapportarsi sono degli individui, il sentire non ha niente di virtuale.
Quanto proviamo è pura realtà nonostante le parole, nonostante i bla bla bla.

(Oggi le andava di sintetizzare questo pensiero e, visto che ha scritto di getto, perdonatela se la
sintassi non è perfetta e soprattutto se la fata turchina o il grillo parlante hanno lettere minuscole: passi il grillo ma lei nutre una vera idiosincrasia per quell’oca della fata turchina alla quale non concederà mai una maiuscola).

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: