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Monthly Archives: aprile 2015


– “Paola un individuo mantiene sempre la sua parola. Fallo anche tu. Altrimenti scusati ma cerca di evitare. Guardati da chi non mantiene la parola data. Non si può avere sempre ragione se si afferma qualcosa e ci si comporta al contrario. E’ gente che non fa per te quella.” –

Babbo mi manchi visceralmente, soprattutto in ogni parola disattesa nella quale mi imbatto.
Mi manchi – Signor Cingolani – perché non avevi mai bisogno di spiegarti due volte.
Mi manchi – babbino – perché mi consideravi persona e non donnicciola: ci hai sempre considerate persone.
Mi manchi – Angelo Cingolani – perché vorrei dirti tante cose e, se agli altri non riesco a dirne che la metà con una valanga di parole, a te bastava il mio sguardo per capire. Vado cercando la tua intelligenza in ogni mio rapportarmi col mondo esterno ma è cosa rara. Tu ti stupiresti e mi stupisco anche io. Mi sento quasi alienata in mezzo a chi salta da una ragione all’altra come farebbe un’ape volando di fiore in fiore.

E allora hai ragione tu: non fa per me il dire una cosa per poi farne un’altra.

Mi manchi – babbo Lele – perché il tuo rispetto è cosa rara, cosa che non trovo più e allora, io, mi metto sulla difensiva.

Mi manca la tua padronanza delle cose, la tua capacità di essere deciso – che poi è anche la mia – e mi manca tutta la serenità che trasmettevi, solo guardandomi. Senza parole. Mi manca un uomo che non piglia cantonate. Una luce in questo mare di nebbia cupa… non immagini quanto mi servirebbe!

Resto figlia tua e tengo distante da me qualsivoglia discussione sterile.

Potrò sembrare snob ma non mi interessa: non contemplo la gente che fa e disfa da sola, decidendo per me. Non ti sei arrogato mai questo diritto tu che – pure – avresti potuto dire “Sono tuo padre, dammi ascolto!” così come non hai mai detto a mamma “Sono tu marito, dai retta a me!” perché tu, grande Lele, tu eri solito dire (soltanto se ti si chiedeva un’opinione) “Paola, non saprei io stesso cosa fare al tuo posto e non vorrei tu sbagliassi per ascoltare me. A sbagliare siamo tutti bravi da soli. Sei una persona intelligente, mi stupisco di te. Mi spieghi cosa ti interessa di quel che possono dire gli altri? Chi sono gli altri anche solo per essere da te presi in considerazione?”

Anche tu, persino tu che pontificavi, ti mettevi umilmente nella schiera degli “altri” per rispetto alla mia libertà di pensiero. Tu eri così capace di darmi la forza per risolvere un problema già soltanto dimostrandomi che credevi in me. Ti sorridevo, mi rispondevi strizzandomi l’occhio e – come per magia – avevo già in mente la soluzione che andavo cercando.

Amore è libertà, è fiducia: chi non ha fiducia non sa amare, hai ragione Signor Cingolani!

Sono mortificata ed è mortificante non solo la morte ma – ancora di più – lo è la perdita di ogni riferimento ad una forma d’amore intelligente.

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Gli uomini che si voltano

Probabilmente
non sei più chi sei stata
ed è giusto che cosí sia.
Hai raschiato a dovere la carta a vetro
e su noi ogni linea si assottiglia.
Pure qualcosa fu scritto
sui fogli della nostra vita.
Metterli controluce è ingigantire quel segno,
formare un geroglifico più grande del diadema
che ti abbagliava.
Non apparirai più dal portello
dell’aliscafo o da fondali d’alghe,
sommozzatrice di fangose rapide
per dare un senso al nulla. Scenderai
sulle scale automatiche dei templi di Mercurio
tra cadaveri in maschera,
tu la sola vivente,
e non ti chiederai
se fu inganno, fu scelta, fu comunicazione
e chi di noi fosse il centro
a cui si tira con l’arco dal baraccone.
Non me lo chiedo neanch’io. Sono colui
che ha veduto un istante e tanto basta
a chi cammina incolonnato come ora
avviene a noi se siamo ancora in vita
o era un inganno crederlo. Si slitta.

Eugenio Montale – Satura; Satura II


Eccellente idea quella del creatore del tag https://raccontidalpassato.wordpress.com/ che ringrazio vivamente insieme al delizioso blog https://evaporatanarratrice.wordpress.com/ che ringrazio per avermi dedicato il tag – procedo:

1) Come scegli i libri da leggere?
Non li scelgo io: sono loro che scelgono me, seguo soltanto il loro richiamo.

2) Dove compri i libri: in libreria o online?
Mi piace perdermi dentro le librerie ma compro anche on line: dipende dal tempo che ho.

3) Aspetti di finire la lettura di un libro prima di acquistarne un altro oppure hai una scorta?
La scorta c’è sempre: sono là, mi aspettano.

4) Di solito quando leggi?
Appena posso, quando mi ritaglio tempo, se necessario di notte.

5) Ti fai influenzare dal numero delle pagine quando compri un libro?
No, il numero delle pagine non conta nulla.

6) Genere preferito?
Leggo di tutto, ogni cosa che cattura la mia attenzione.

7) Hai un autore preferito?
Molti, anche se subisco il fascino particolare di alcuni classici come di altri contemporanei.

8) Quando è iniziata la tua passione per la lettura?
Finivo le elementari e cominciavo le medie, ero una fan di Barbara Cartland da bimba! Poi sono passata allo spessore di Argan per non farmi mancare un bel salto, dipingevo anche.

9) Presti libri?
Mai più…

10) Leggi un libro alla volta oppure riesci a leggerne diversi insieme?
Uno è poco ma succede: se è speciale mi ci tuffo e accantono il resto.

11) I tuoi amici/famigliari leggono?
Non tutti.

12) Quanto ci metti mediamente a leggere un libro?
A volte anche un solo giorno.

13) Quando vedi una persona che legge (ad esempio sui mezzi pubblici) ti metti immediatamente a sbirciare il titolo del suo libro?
Sì!

14) Se tutti i libri del mondo dovessero essere distrutti e potessi salvarne uno soltanto quale sarebbe?
Salverei l’opera omnia di Ungaretti.

15) Perché ti piace leggere?
Per scoprire… per emozionarmi.

16) Leggi libri in prestito (da amici o dalla biblioteca) o solo libri che possiedi?
Il libro è per me un’appendice. Ho un rapporto essenzialmente fisico con i miei libri: sottolineo e non mi stanco mai di usare la matita. E’ impensabile scindere il mio libro da una matita e soprattutto sarebbe assurdo non poterlo rileggere ogni volta che voglio.

17) Qual è il libro che non sei mai riuscito a finire?
Mi viene in mente “La Bibbia”.

18) Hai mai comprato un libro solo perché aveva una bella copertina, e cosa ti attrae nella copertina di un libro?
La copertina è importante ma non essenziale.

19) C’è una casa editrice che ami particolarmente, e perché?
No, non ho preferenze.

20) Porti i libri dappertutto (ad esempio in spiaggia o sui mezzi pubblici) o li tieni “al sicuro” dentro casa?
Sì: mi fanno compagnia.

21) Qual è il libro che ti hanno regalato che hai gradito maggiormente?
“Una per mille” di Cristina Bove.

22) Come scegli un libro da regalare?
Cerco di immedesimarmi in chi deve riceverlo.

23) La tua libreria è ordinata secondo un criterio, o tieni i libri in ordine sparso?
I miei libri sono organizzati come piace a me.

24) Quando leggi un libro che ha delle note, le leggi o le salti?
Le leggo.

25) Leggi eventuali introduzioni, prefazioni e postfazioni dei libri o le salti?
Leggo tutto.

I miei nomi:

http://www.sportelloutenti.it
http://www.cristinabove.it

https://storify.com/PaolaToogoodxme/universoversi-e-universo-cristina-bove

Citatemi e taggate altri blog, se volete.

#Grazieinfinite!


Questione d’agilità, come muoversi abilmente fra cristalli pur sentendosi addosso il peso di un pachiderma. La vita è un po’ così, infondo. Un gioco da condurre con destrezza. Declinando amore in ogni forma. Vince chi riesce ad essere sorella e – credete – non conta affatto l’anagrafe.

Puoi sentirti sorella d’una persona che scegli e sono le amicizie fraterne, le più belle, quelle che fai nascere e coltivi con coloro che scelgono te a loro volta.

Puoi sentirti sorella d’una donna la cui vita è esattamente la replica della tua vita. Puoi sentirti sorella perché scopri che l’uomo da cui sei nata ha fatto nascere anche altre figlie che, proprio come te, sono state abbandonate nell’oblìo. Puoi sentirti sorella perché ti considerano l’amica saggia, quella che ha sempre una risposta oltre al sorriso e alla potenzialità di sdrammatizzare. Puoi sentirti sorella perché enne ed uno mila ragioni spingono le sensibilità ad avvicinarsi per camminare sotto la pioggia insieme, porgendosi l’ombrello, prima, e la mano per andare a guardare insieme l’arcobaleno, poi.

Ed è questione d’agilità continuare a declinare affetto in ognuna delle sue forme pur cercando di non ferire mai anche essendo stata ferita – tuo malgrado – perché non serve rinchiudersi a morire d’asfissia nel proprio sé: sarebbe uno spazio troppo limitato e si cadrebbe abbattuti su di una frontiera indegna.

Due donne, due storie identiche con lo stesso uomo, due figlie: nessuna era a conoscenza dell’esistenza dell’altra. Lui appartiene al niente: la dimensione di chi non esiste. Ex compagne e relative figlie si sono volute trovare, incontrare e – questione d’agilità – hanno intrapreso il cammino della sorellanza. Io sono molto orgogliosa di noi e questo è l’importante. La gioia che provo è dettata da una lucida consapevolezza e sono certa di non aver mosso alcun passo avventato. Unite siamo ancor più belle!


[…] Così tra questa
Immensità s’annega il pensier mio […]

Giacomo Leopardi

Una citazione per #UniversoVersi – non casuale – anzi voluta.
Nella foto ci sono io ed è stata scattata da mia figlia Giulia,
dal chiostro del Liceo Leopardi a Recanati.

Da qui il poeta osservava e si perdeva nell’immensità… naufragando dolcemente nel mare infinito dei suoi pensieri.

Il percorso leopardiano è stato avvincente e vincente: proprio con uno di quei Tweet sono riuscita a trionfare partecipando al contest promosso dall’UNESCO sul poeta recanatese e l’aver coinvolto mia figlia è stata – forse – la vincita più grande. Un po’ di ringraziamento lo dobbiamo a Giulia.

Questa è – probabilmente – l’ultima notte in cui ci sentiamo così sole.
Da domani, noi, accoglieremo due persone nella nostra vita. Una giovane donna e sua figlia entreranno a far parte del nostro infinito: il meraviglioso mondo dell’amore e delle sorelle ha vinto ancora una volta.

Sono molto fiera di noi tutte e di me stessa.

E’ un po’ come se il mio essere madre si stesse moltiplicando, così anche il mio essere donna ed il mio essere sorella… mi sto espandendo nell’amore e – con mia figlia – lo stiamo declinando in ogni suo aspetto migliore.

Sono soddisfatta.

cristina bove

corsia_ospedale

La strategia conservatrice
d’una memoria ballerina
non mi consente rievocare in ordine
testimonianze del mio tempo
i sedimenti
arrivano inattesi.
Annoto
me ne accorgo vedendone una frase
libri che non sembravano importanti
benché li avessi letti
annidati nel fondo
rei sospetti d’essere forma mentis
trappole documenti all’io indistinto
incasellate riflessioni e immagini.
Di alcuni
vorrei buttare via la chiave
ma
la ruggine corrode serrature
li salva dai cassetti
della dimenticanza
e d’improvviso cedimento il cuore
allinea chiose
in assetto variabile.

*(titolo suggerito da Maria D’Ambra)

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Penso siano ormai oltre quattro mesi da quando è nato #UniversoVersi.
Con esso – anzi prima – è nato #UniversoUngaretti che ho successivamente voluto ampliare.
Io credo all’universalità della poesia e dei bei versi: anche quelli estratti da un libro sono versi.
Lascio molta libertà, a tutti, solo che mi piacerebbe essere presa un po’ più seriamente da alcuni.
C’è un simbolo, è l’# ed è attualmente il simbolo più forte della rete.
Ci ho provato, ho scelto soprattutto la poesia e coloro che inizialmente non ci credevano – ora – si sono ravveduti.
Mi fa molto piacere, non fosse che alcuni si sono ravveduti sin troppo e continuano ad usare la mia TL (entrambe le mie TL) proprio come dei paguri.
Sono stata disponibile e credevo di poter collaborare con alcuni # amici ma mi rendo sempre più consapevole che il mio #UniversoVersi continua a venir bypassato dalle tag.
Ora mi chiedo e vi chiedo, con questo terzo intervento, la cortesia di evitare le tag ma di usare l’# come è giusto sia.
Non è questione di essere pretenziosi ma di avere il dovuto rispetto per coloro che lo fanno regolarmente e per me che non taggo mai nessuno: non mi piace invadere le TL altrui, non lo trovo giusto, non lo faccio e sono stanca di chiedere la grazia.
La TL è personale: vi si può tweettare con qualsivoglia # (è a questo che serve).
Esiste un mio profilo di servizio su #UniversoVersi.
Anche per quella TL è sufficiente riflettere (poco): @UsateHashtag significa appunto che non gradisco tag ma vorrei che si usasse l’#UniversoVersi.
Ogni giorno mi occupo di fare RT a tutti, esco dalla mia TL solita (PaolaToogoodxme) e vado a fare RT da #UniversoVersi: sono corretta con tutti.
Perché non devo ricevere altrettanto?
Infondo non posso seguire due TL, non vivo per Twitter io.
Ho un #, piace molto, si chiama #UniversoVersi, chiedo solo la correttezza che io stessa ho negli altrui confronti!
Non ho mai domandato la luna…


“La comunicazione, legge universale della convenzione, annuncia che non è più possibile alcuna comunicazione.”
Theodor Adorno

A volte è bene tagliare le comunicazioni sbagliate.
Quelle dove – per buona educazione e senso eccessivo dell’altrui rispetto – non ci rispettiamo più da soli.
Quelle in cui serve una specie di licenza per uccidere, perché le parole sono capaci di uccidere.
Quelle in cui c’è sempre qualcuno che viene illuso con troppe frottole dette anche per convincere noi stessi.
Quelle in cui si continua ad apparire irreprensibili mentre, ancora, c’è chi grida una silente vendetta.
Quelle in cui si mente sapendo di mentire.
Quelle in cui c’è un istrione ad attrarre immeritate attenzioni.
Io credo che dovrete temere tutti, prima o poi paghiamo il conto e non vi vedo esentati.
Ho passato un quarto di secolo soffrendo da sola: i migliori anni della mia vita li ho dedicati a mia figlia, alle esigenze della mia famiglia che mi dava molto ed ho scelto sempre per me.
Nessuno può dire di avermi protetta ma troppi dovrebbero dire d’essere stati appoggiati.
Certamente oggi non sono più intenzionata ad ascoltare il mondo.
Non c’è chi mai potrà farlo per me dunque scelgo e mi riservo di restringere il campo.
Di certo spenderò meno energie inutilmente.
Nessuna chiusura alla coerenza né agli affetti: direi piuttosto una sorta di epurazione.
Il fatto è che il tempo passa e, con esso, le mie riflessioni oniriche si sono moltiplicate.
Mi resta – ad essere ottimista – un pò di vita di qualità: me la dovrei meritare.
Si annuncia ai naviganti che ci sarà una necessaria tempesta, dovrò pur eliminare questo cielo cupo.
Una volta terminata la tempesta ci saranno naufraghi.
Io non sarò fra loro e mi terrò a galla.

Che volete, sono figlia del mare: non ho paura.


Se dicessi che adesso siamo uguali sbaglierei. Ognuna di noi due ha la sua identità e la sua unicità. Da ieri – tuttavia – non abbiamo in comune solo nonni e genitori, non siamo solo figlie e cugine (io la più vecchia e tu la più giovane) ma anche tu sei diventata madre. E’ nata Adele e il mio pensiero ti ha sempre accompagnata.
Anche se ti vedrò appena venite a casa… anche se ci siamo mandate sms.
Così, stanotte, dato che vi penso tanto e non posso fare altro scrivo. Cerco una foto in cui siamo insieme e ci divertiamo poi provo a dire qualcosa ma sembro inebetita tanto sono emozionata.
Mi hai sorpresa: la tua forza è stata un esempio e sono fiera di te.

Non si traduce in parole l’emozione d’esser madre perciò mi fermo: tornate a casa presto perché muoio dalla voglia di abbracciarvi.

Ci sono cose che sappiamo solo noi due… ti voglio bene Elisa, tantissimo.

Certo che nonna Lucia ha dei nipoti fantastici: siamo troppo forti!