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Monthly Archives: ottobre 2012

“Vita di un uomo” di Giuseppe Ungaretti è uno dei libri che lei tiene sul suo comodino: l’opera omnia del suo autore preferito la accompagna da sempre. Ogni sua sensazione forte le rievoca alcuni versi. Basta che rifletta e la ritrova riportando alla mente quelle rime. Non va bene che non dorma, non le fa bene questa tensione, rischia… eppure è là che scrive cercando di piazzare su carta i peggio pensieri, volendoli allontanare in un qualche modo. Meglio che star male ma soprattutto meglio che abbandonarsi all’anestesia del sonno perchè domattina l’amarezza ricompare con la ripresa di uno stato vigile.  La gente è come le nubi, le persone sono nuvole passeggere, pensa, mentre parla con una sua amica. Ecco che le sono tornati in testa i versi de I FIUMI. Guardo il passaggio delle nuvole sulla luna, si dice… ma sì, eccolo che mi soccorre Ungaretti.
E’ dalla raccolta L’Allegria (1931) in cui Giuseppe Ungaretti rievoca, con i propri ricordi personali, i fiumi che li hanno attraversati. E’ proprio dai suoi fiumi che vengono le sue parole.

I FIUMI

(Cotici il 16 agosto 1916)

Mi tengo a quest’albero mutilato

Abbandonato in questa dolina

Che ha il languore

Di un circo

Prima o dopo lo spettacolo

E guardo Il passaggio quieto

Delle nuvole sulla luna […]

– Sei triste e scolorita come un pagliaccio senza maschera agli occhi miei, sei opaca come un artista senza lustrini, sei come una pantera che ruggisce dentro una gabbia: innocua e prigioniera di un mondo solo tuo, un mondo in contrasto con la mia vita da spirito libero.
Ripeti ogni volta le tue esibizioni come fanno al circo ma, quando ti togli quel cerone, sei peggio di me che viaggio sempre senza la maschera.
Brilli come una caricatura, la caricatura di te stessa ma – finito lo show – prima e dopo l’esibizione, di te, cosa resta se non un’immagine sbiadita?

Questo lei si domandava pensando alla donna che le aveva sbattuto il telefono in faccia, dopo averle fatto richieste che dire assurde è gentile.

Non è educato strillare a voce di popolo sminuendo le persone e – di fatto – lei non lo ha accettato. Non lo ha concesso. Se poi si strillano delle non verità è veramente sciocco. Sa che al posto di chi lo ha fatto lei non si sarebbe permessa. Sa di avere almeno pari dignità. Sa di sapere, in merito all’argomento, e sa di averlo anche spiegato: se solo fosse stata ascoltata!
Parlano, scrivono, raccontano, sono presenzialisti e protagonisti per poi scivolare così, con una buccetta di banana… che diamine. Sono passeggere queste persone: come le nuvole sulla luna.
Ma poi, una nuvola, cos’è? Persino il vento, anche il più lieve, può spostarla.
Le rocce, al contrario, restano ferme: granitiche sulla loro posizione di base.

Mai sfidare impunemente una mentelettrica. La mentelettrica conosce la lotta, è esercitata a resistere agli attacchi, a combatterli, a vincerli se non riuscisse proprio a prevenirli.

 

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