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Monthly Archives: gennaio 2015

Un simbolo: “cancelletto”.
Quel cancelletto che, apposto accanto alla radice di una o più parole scritte in rete, diventa un hashtag.
Cos’è questo hashtag (#)? Semplice: una sorta di luogo virtuale dove si sviscera un argomento specifico.
Appassionante ed efficace, un simbolo che stabilisce la centralità del discorso: chi ha interesse si esprime a riguardo citandolo a sua volta e, man mano, nasce una specie di cronologia fatta di impressioni ed espressioni a tema.

Lei si è cimentata frequentando alcuni hashtag su Twitter ma, a dirla tutta, quello che le è davvero piaciuto e l’ha realmente vista partecipe è l’# di Francesca Chiusaroli – linguista recanatese – che con #scritturebrevi ha rappresentato la reale svolta per lei.
Dopo qualche Tweet senza pretesa alcuna, così, fatto a braccio, ha preso parte un po’ più seriamente ad un progetto in seno a #scritturebrevi e quindi ha fatto il contest #semprecaromifu #scritturebrevi per @FuturaFestival.
La molla – sempre la stessa – le sue radici, i suoi affetti più cari ormai venuti a mancare da anni.
L’amore per suo nonno paterno, per suo padre, per quelle origini recanatesi che sente sempre più sue,
la passione per la poesia, per Leopardi, per il suo personale mondo interiore… sono stati tre mesi
molto belli. Ha coinvolto sua figlia che – appena tornava dall’Università – la accompagnava a zonzo per
fare foto e, oltre ogni sua aspettativa, ha persino vinto il primo premio.

Voleva andare avanti, proporre qualcosa, ecco che a novembre 2014 tentava #UniversoUngaretti: il suo amato Ungaretti – finalmente – aveva un hashtag dove raccogliere i versi più significativi.
Chi le accende definitivamente l’interruttore è l’amica @Patuc12: parlando convengono entrambe che ci si può
allargare anche ad altri autori quindi – la docile fibra dell’universo di Ungaretti – resta, così come ogni primo amore, ma nasce in tempo flash #UniversoVersi.

Passano due mesi e l’hashtag è ormai una realtà: su #UniversoVersi si deve lavorare bene perché non volendo, per gioco, per passione, per diletto, per enne ed uno mila ragioni – quotidianamente – vi si ritrovano tante persone che accostano versi, immagini e “di versi diversi” lei si ritrova a fare dei bellissimi Storify.

Naturale questo implichi una differenza con il modo scanzonato e leggero di prima.
Adesso lei è sempre lei ma deve anche rispondere di quella piccola-grande realtà alla quale ha dato il via.
Le regalano suggerimenti preziosi persone speciali, fra queste @CasaLettori e @comemusica… però lei è sempre un po’ cane sciolto, spirito libero e – presa dai suoi tanti impegni – si accorge che gestire da soli una cosa simile diventa anche pesante.

Arriva di tutto, con ciò intende dire anche lamentele di coloro che la rivogliono solo per cazzeggiare, richieste da parte di chi frequentando #UniversoVersi vorrebbe cambiargli il nome… insomma si trova davvero a dover rispondere a tanti quesiti.

Ora è paradossale ma si sofferma e riflette.
Lei, quella che si muove di getto, ora deve fare attenzione a non urtare la sensibilità di chi, per un Tweet, arroga pretese.

Si sofferma un giorno dopo aver realizzato che non è disposta a snaturarsi per niente e per nessuno.

Un giorno senza collegarsi basta: se – nonostante la sua assenza – #UniversoVersi prosegue, allora, varrà la pena: è davvero una bella comunità.
Così è andata.
Si è ricollegata dopo una giornata e la cronologia dell’hashtag era splendidamente nutrita.

Morale?
#UniversoVersi è la raccolta a tema di quanto l’arte imprime, sia con la parola che con alcune immagini.
L’arte non ha un genere: a lei non piacciono differenziazioni fra uomini e donne, anzi, le vede come una sorta di limite da valicare.
Se ne batte di fare numeri alti, è per la qualità e non per quantificare un numero esponenziale di Tweet.
Si arroga la piccola presunzione di portare avanti – con #UniversoVersi – ben tre pianeti a lei cari:
– #UniversoVersi
– #UniversoUngaretti
– @cristinabove via #UniversoVersi
(e non vi sono priorità, non saprebbe darne!)

Per sua natura non apprezza la polemica e quindi, una volta spiegato il senso dell’hashtag, si augura di condividere ancora tanta bellezza con tutti e ringrazia chi l’ha aiutata sposando l’idea con entusiasmo.

Le mentelettriche sanno bene che siamo tutti estremamente più in bilico di quanto pensiamo.
Non amano prendersi troppo sul serio: è qualcosa che lasciano agli altri, a quelli innamorati del proprio sé.
Una mentelettrica neanche con l’elettroshock la si può cambiare: passeggerà sempre su e giù con i suoi coccodrilli a guinzaglio ma con quel sorriso capace di travolgere e di sconvolgere le regole dei giochi.
Una mentelettrica è innamorata dell’Universo, il sé le andrebbe stretto.

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Il pirla

di Eugenio Montale

prima di chiudere gli occhi mi hai detto pirla
una parola gergale
non traducibile
Da allora
me la porto addosso
come un marchio che resiste alla pomice
Ci sono anche altri pirla nel mondo
ma come riconoscerli ?
I pirla non sanno di esserlo
Se pure ne fossero informati
tenterebbero di scollarsi
con le unghie
quello stimma

Il primo gennaio dell’anno nuovo, la mentelettrica – che è molto elettrica e per nulla mentecatta –
pensa di salutare in poesia tutti.
Sceglie un Nobel: il prestigioso Nobel italiano per la letteratura Montale.
Vorrebbe dedicarla a coloro che, senza cogliere sfumature, l’hanno accusata di pesare le parole
con il bilancino.
Poi ci ripensa e a loro una poesia non la si può dedicare.
Non una così, almeno.
Non una poesia da Nobel, tutta basata sul peso delle parole.

#HelloWorld #Happy2015

[Cerca una maglia rotta nella rete
che ci stringe, tu balza fuori, fuggi!
Va, per te l’ho pregato, ora la sete
mi sarà lieve, meno acre la ruggine…]

Eugenio Montale

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