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Monthly Archives: febbraio 2013

“In altri momenti avrei reagito diversamente. Io sono un’altra… perchè ora mi sento così vulnerabile a tutto questo? Mi coinvolge troppo, mi fa sentire scoperta, mi sta cambiando. Perchè ?
Soprattutto voglio sapere cos’è tutto questo che mi sta succedendo, cos’è questa strana cosa che mi trascina via? Io sono paragonabile ad un ramoscello risucchiato dalla piena di un fiume, la vecchia “Roccia” è – adesso – completamente levigata da questa acqua corrente che la sta lisciando. Forse è persino più giusto dire che l’ha levigata di già.”
E’ notte e, come sempre, lei pensa. La pioggia, tanto per cambiare, per unica compagna. Sole presenze certe – quando scrive – la notte, la tazza, le sigarette e il ticchettio della pioggia ad aiutarla scandendo i suoi pensieri. Dio solo sa se, stavolta, ha bisogno di scandirli dando almeno un tempo a questi pensieri. La domanda che lei si pone, senza girarci attorno, è diretta e spietata.
“Chi sei tu, così fragile, chi sei? Dimmi chi sei perchè io non ti riconosco più!”
Quella che gli amici più cari chiamavano “Roccia” sembra scomparsa: si fa viva solo mentre lavora e – dato che è stanca – anche con tanta fatica.
Quella che la gente vedeva come una donna forte pare ingoiata letteralmente da un vortice, risucchiata. Chissà com’è finita in questa spirale perversa ma – soprattutto – cos’è questa cavolo di spirale perversa cui lei non riesce ad opporsi, nonostante le sue più buone intenzioni?

Nessuna certezza, tanta paura, ossessione – per dirla tutta – come se possedesse all’improvviso un tesoro in mano e stesse viaggiando in mezzo a dei predoni.
C’è qualcuno che lei non aveva calcolato e – da qui – sono nate tutte queste ansie che la fanno sentire patetica, ridicola fino a spingerla così tanto a dei comportamenti illogici.

Basta una parola e viene fuori un disastro. Basta una battuta e, invece di ridere, diventa isterica. Basta un telefono che suona e – nessuno che risponda – a distruggerla.

“Mi ha chiuso in faccia? Ma come mai? Cosa ho fatto mai io? Perchè?”
E lei si butta ogni croce addosso: cretina come mai è stata in vita sua, insicura, priva di parametri, brontolona, come una vecchia suocera che non ragiona ma va avanti per pregiudiziali. Non si sente all’altezza perchè ha sbagliato tutto quando si è chiusa nella torre d’avorio, questa è la verità!
Rinchiudersi nella propria fortezza – garantendosi l’inattaccabilità – sembra possibile ma non lo è: passa il tempo, si anestetizza il proprio cuore, si crede solo di smettere di soffrire mentre – adesso – un terremoto è arrivato e persino la sua fortezza è crollata. E’ già passata al dopo… a quando si è intorpiditi dall’anestesia. A quando – per questo – si fa ancor più fatica a reggersi impiedi, a quando si cammina barcollando e si da solo l’impressione di essere ubriachi fradici.
Ecco cosa ha fatto lei. Ora, stordita e barcollante, non riesce a camminare danzando – come era solita fare – sembra solo una poveraccia in stato confusionale e teme di non riuscire a svegliarsi per tempo. Balbetta cavolate, anche.


“Mi aspetterà, capirà, mi aiuterà a rianimarmi o se ne andrà via lontano?” Si chiede. E – a spaventarla maggiormente – è la risposta possibilmente negativa.
D’altro canto, con la poca fermezza di cui ora dispone, sa bene che “Qualsiasi persona ci tenga davvero ad un’altra fa di tutto, in special modo se consapevole che chi gli è a cuore si rende conto che ha solo bisogno di poche
ma fondamentali certezze.”
Lei pensa di saper bene che cosa le è successo. C’erano delle rovine, la città era stata assediata. Predoni avevano saccheggiato quasi tutto senza però riuscire ad accaparrarsi il tesoro. Lei, quel tesoro, lo ha nascosto e lo ha portato sulla torre d’avorio dove, in tutti questi anni, lo ha custodito. Ora è pronta a riportarlo alla luce ma, pur barcollando, vuole la dimostrazione che con lei ci sia l’esercito della salvezza. Chiede solo la parola d’ordine lei… quella non l’ha dimenticata. Quella, anche a stenti, la possiede chiaramente come verità assoluta. E’ il senso della sua vita. Lo è adesso come sempre lo è stato e sempre lo sarà.
Colui che conosce la parola d’ordine saprà riportarla alla gioia che la caratterizza da sempre. Lui salverà quel tesoro che lei ha custodito e lui solo se ne arricchirà. fino a che lei smetterà di difenderlo, non farà più nessuna guerra e – finalmente – deporrà ogni arma. Alla fine è anche stufa di combattere… non ne può davvero più. 

Chi sei tu, così agguerrita? Sei solo una donna sfinita a furia di vestire un’armatura che hai sempre detestato! Sei quella che sapevi di essere e che adesso sta vacillando perchè il vento è cambiato davvero.

Si è risposta, non era difficile, alla fin fine: ciò che le dispiace davvero – perchè è terribilmente orgogliosa e testarda – è di non riuscire a mostrare subito la parte migliore di sè.
Ha paura di fare la brutta figura che sta facendo persino con sè stessa. Teme di sembrare peggio di come sa di essere in realtà. Ha paura di perdere tutto dopo che, per tanti anni, quel tesoro l’ha custodito con cura… e questo sarebbe un vero peccato.
Deve rischiare però, deve tentare di camminare, deve farcela o nessun soldato vedrà altro che una città disastrata e sarebbe impossibile a qualsiasi occhio umano scoprire che non è così.
Non saprebbe mai nessuno che lei, da sola, il tesoro l’ha salvato e non sono riusciti ad espugnarla davvero.

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