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Tag Archives: #Poesia

[…]
semmai ti andasse un sogno di traverso
ti porterò un amore surrogato
e un po’ ma solo un po’ di tenerezza
un’ansia moderata
che insegni l’arte del dimenticare
prima che sia la fine

dagli anni delle tavole da surf
ai luoghi di penombra
in sabbie immobili
[…]

Cristina Bove

siccome mi è andata di traverso la realtà
mi servirà un sogno fasullo
e un po’ ma solo un po’ di umanità
un’angoscia attenuata
che aiuti l’operato dell’oblio
prima che sia tardi

dagli anni delle pinne da subacquea
al lettino da signora âge
su sabbia rovente

Paola

[Crì, oggi, rileggendoti, mi sentivo di risponderti così]

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Una delle tante

Al civico 2 di Piazzale Beniamino Gigli
nella bella città degli avi tuoi
e de L’infinito
s’è vista lei _ una delle tante _
scattare fotografie
senza colore alcuno
guardando controluce

nessuna limitazione spaziotemporale
né orologi o calendari con sé
mondi immaginifici
s’è vista quella _ un’altra ancora _
sporgersi dalla ringhiera
senza avere paura
volendo immaginare

al civico 2 di Piazzale Beniamino Gigli
quando era tempo di Recanati
sognando la poesia
s’è anche palesata _ ma pensa un po’ _
pretende l’esistenza
quanta insolenza
penserà di esserci davvero
è un fatto inaudito
lei non ha ancora capito _ solo una delle tante _
un dialogo fra più voci
e ancora vorrebbe udirle tutte quante

Piazzale Beniamino Gigli 2 Liceo Leopardi
– Piazzale Beniamino Gigli n° 2 – Liceo Giacomo Leopardi – Recanati (MC) – Io by Giulia –

 

Certo
_ la pochezza del nulla è stata fatta tacere _
ma controlla bene
_ sia mai che avresti potuto capire
come sarebbe andata a finire _
senza bacchette
né magie

 

però l’ha fatto
_ fatto e detto sono un binomio per lei _
non lo scinde
né mai vorrebbe
_ neanche con la sfera di cristallo _
ché a darsi per la poesia è spesa buona
tanto le basta
nonostante tutto
nonostante tutti
e nonostante te

 

Adesso vengo a lei
così le dico
_ te ne stai affacciata con quell’aria
osservando dall’ermo colle tuo _
potresti contenere moltitudini
e vastità infinite
spazi che diventano inutili
solo per chi non li ha capiti.

271 (2)

 

 

 

La parola non si adegua
alla circo_stanza

rivela
divide
gente nella stanza
pagliacci al circo
mancanze presunte
presenze mancanti
assenti
_più o meno
giustificati_
ed altre imbecillità
a patto che
cavalchino l’onda
d’im_patto
d’urto
polene alla deriva
nel vuoto cosmico
del nulla di nuovo
_un niente
di fatto_
la solita storia
travestita da idea
o spacciata
per scoperta

eccezionale.

 

 

 

 

 

 

 

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Avrei potuto essere diversa da me stessa
magari così sì che mi avresti scordata
la forza di rimuovere è salvezza
e tu non vuoi cancellarmi
ché si ignorano soltanto le amarezze
_contengo moltitudini
non oscure tristezze_
è il bello dell’animo che mi definisce
di me che non sarò mai insignificante.

 

Non mi hai toccata e neanche sei in fuga
entri in un silenzio assordante
una sorta di letargo tutto tuo
è il silenzio degli insipienti
poi ritorni come l’ombra del passato
_corsi e ricorsi isterici
non certamente storici_
è la dolce eloquenza della nostalgia
di te che non mi hai mai dimenticata.

 

Ti sono grata di ogni singola piccola cosa
_che tu sia speciale l’ho sempre detto_
ti vedo oltre gli schemi dell’ordinario
sapere di abitarti un po’ di cuore
mi ripaga appieno
mi colma distanze
mi rende giustizia
e ti rende dignità
_il bene di noi esseri umani
è mutevole ma non stanziale_
se c’è non scompare
anche se non mi basta
viverti nella memoria
non mi bastava allora
né mai mi basterà.

 

 

Paola Cingolani
21/03/2019

Stanotte ho riflettuto

_e capirai che novità_

ché concentrarsi serve

specie quando si pensa.

 

Ho riflettuto sin troppo

_e di tempo non ne ho_

ché inseguire un sogno

pare errore di gioventù.

 

Stallo qui con pazienza

_e attendo il Verbo sia_

ché pronuncio alcune frasi

fingendo vogliano sentire.

 

Poi s’è accesa la mia mattina

_caffè con una sonora sberla_

ché ora farò un grande viaggio

ovvio me ne andrò via da sola.

 

Del grande treno di noi stessi _orbi_

sappiamo scorgere un vagone solo

che corre via _i giorni binari

non s’incrociano a volte_

come rette parallele

senza gli scambi

non sempre

rare volte

anzi mai.

 

FotoMia

Paola Cingolani
22/03/2019

A_sincronie di un’ondata
nata senza tempi stabiliti a priori
libera d’infrangersi
_a volte anomala
altre carezzevole_
ma figlia del mare
impetuosa o lieve
sospinta dalla brezza
approdata sull’arenile
l’accende di stelle marine
e gli ippocampi le sorridono.

 

Spesso incontra la scogliera
e vorrebbe poterla abbracciare
spruzzi schiumosi
_non è mai stanca
impatta ancora_
ma raggiunge la battigia
con sassolini o conchiglie
aiutata dal buon vento
lambisce anche la riva
la colora di pietre nuove
e il suo ciclo somiglia all’infinito.

 

17/03/2019

P. Cingolani

foto ultime 541

rafal olbinski polish painter a guiding light
Painting by Rafal Olbinski

 

Morire anche da vivi
_ché non ci si pensa
o non ci si ricorda_
accade spesso
eppure adesso
mi voglio ricordare
_c’è quel faro sul mare
la notte è d’accendere_
per poi salpare
nell’imbrunire
senza tornare.

Magari sognare
e volere volare…

Però si paga pegno
aguzzo l’ingegno…

Rimane un disavanzo
_quella fede estorta
che ci impoverisce_
va scomparendo
come la luna
se il giorno nasce.

 

 

 

Rafal Olbinski 45

Rafal Olbinski Painting

 

 

Il vuoto, così come il mare, si riempie da sé:
inutile volerlo rimboccare.
Il vuoto, in un nanosecondo, è già colmo:
è tempo che fluisce.
Possiede l’inesorabile
include e trascende
abbracciando il cielo.

 

A volte ci cammino sul bordo, col vento:
soli passeggiamo meglio.
Come fosse cosa ovvia
s’intravede un’altra,
una sorta d’icona.
Pare prenda il posto mio
più o meno legittimamente.

Una controfigura confortevole,
almeno il più delle volte:
è persino mansueta ed obbediente.

Spesso la mando nei luoghi comuni,
quelli che straripano di folla:
la spedisco a fare le mie veci
tanto, ad oggi, lei non s’è mai rifiutata
ma soprattutto nessuno se n’è avveduto.

Abitiamo per lo più luoghi mentali
nel mondo platonico del verosimile
perché _a cercare il vero_ non riusciamo
e sono le cose piccole _quelle impercettibili_
che contengono infiniti universi.
A perdere il senso del reale
con fenomeni che ci cambiano volto
quasi eventi sincronistici
di fili _il più delle volte_ invisibili
insieme alla speranza e alla memoria.

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