Salta la navigazione

Tag Archives: #Mare

[…]
semmai ti andasse un sogno di traverso
ti porterò un amore surrogato
e un po’ ma solo un po’ di tenerezza
un’ansia moderata
che insegni l’arte del dimenticare
prima che sia la fine

dagli anni delle tavole da surf
ai luoghi di penombra
in sabbie immobili
[…]

Cristina Bove

siccome mi è andata di traverso la realtà
mi servirà un sogno fasullo
e un po’ ma solo un po’ di umanità
un’angoscia attenuata
che aiuti l’operato dell’oblio
prima che sia tardi

dagli anni delle pinne da subacquea
al lettino da signora âge
su sabbia rovente

Paola

[Crì, oggi, rileggendoti, mi sentivo di risponderti così]

Annunci

Un alito di vento addosso
però era qualcosa di più
e mi ha svegliata persino
così m’è parso fossi tu

ho capito subito chi era
sì, mi stavi accarezzando
mi dicevi di stare calma
mi volevi più tranquilla

io mi sono alzata al volo
ché alle quattro del mattino
può arrivare solo un segno
sospiravo quasi emergendo

*

fuori dalla finestra l’eco
recitavano un’Ave Maria
mi sono messa in ascolto
di tre pellegrini per Loreto

dal davanzale alla cucina
razionalizzando un po’ tutto
pur senza la minima logica
non esiste il caso _ lo so _

il vento non c’era affatto
io ho sentito una carezza
m’hai toccata sulla schiena
_ figlia mia abbi coraggio _

*

sospiravo quasi emergendo
ché il Mare è tornato da me
ho fatto le cose d’una volta
ma il caffè l’ho bevuto sola

io ho pensato a tua nipote
stava bene _ m’hai detto _
Paola che sente sempre tutto
lei t’ha ascoltato con fiducia

qualcuno m’ha accarezzata
ho capito molto bene _ sai? _
io lo sento che sei stato tu
chi altro avrebbe potuto mai?

 

 

 

 

08/07/2019

 

 

 

 

rafal olbinski polish painter a guiding light
Painting by Rafal Olbinski

 

Morire anche da vivi
_ché non ci si pensa
o non ci si ricorda_
accade spesso
eppure adesso
mi voglio ricordare
_c’è quel faro sul mare
la notte è d’accendere_
per poi salpare
nell’imbrunire
senza tornare.

Magari sognare
e volere volare…

Però si paga pegno
aguzzo l’ingegno…

Rimane un disavanzo
_quella fede estorta
che ci impoverisce_
va scomparendo
come la luna
se il giorno nasce.

 

 

 

Rafal Olbinski 45

Rafal Olbinski Painting

 

 

Il vuoto, così come il mare, si riempie da sé:
inutile volerlo rimboccare.
Il vuoto, in un nanosecondo, è già colmo:
è tempo che fluisce.
Possiede l’inesorabile
include e trascende
abbracciando il cielo.

 

A volte ci cammino sul bordo, col vento:
soli passeggiamo meglio.
Come fosse cosa ovvia
s’intravede un’altra,
una sorta d’icona.
Pare prenda il posto mio
più o meno legittimamente.

Una controfigura confortevole,
almeno il più delle volte:
è persino mansueta ed obbediente.

Spesso la mando nei luoghi comuni,
quelli che straripano di folla:
la spedisco a fare le mie veci
tanto, ad oggi, lei non s’è mai rifiutata
ma soprattutto nessuno se n’è avveduto.

Francesca Woodman
Photography by Francesca Woodman

Se mi potessi spogliare di tutto
e mi specchiassi attentamente
sezionando
vedrei degli arti
_capelli folti ed allungati
ché le trecce rasate di bambina
si sono prese un bel riscatto_
ma non mi direi mai intera.

Se mi potessi dividere in parti
e mi scindessi perfettamente
sezionando
penserei delle cose
_idee nitide e profonde
ché quei neuroni in subbuglio
si divertono a proiettare_
ma non mi farei mai misura.

Se mi sentissi una monade folle
e mi percepissi nel giusto
sezionando
annichilirei me stessa
_scomposizione triste e assurda
ché non deterrei mai più idea
arrestando il mio divenire_
ma non mi sottraggo all’universale.

Pur sezionando_si
l’umanità pensante
_insondabile abisso
affamato d’infinito_
esula dal singolo
e s’estranea dai limiti.

 

 

 

 

untitled

 

Mi dichiaro esentata
dal suo squallido cinismo
_si stupisca pure_
disse serenamente la domatrice
dell’alligatore
a chi sentenziava placido su tutto
e nascosta da un bizzarro cappello
si copriva il capo
nulla che fosse d’importanza sostanziale
ma lei poteva
raccontare il mare

 

 

 

 

Siediti e osserva il molo
una sera _al tramonto_
vedrai sartie dondolare
e vecchie reti penzolare
_i sugheri a sciabordare
suoneranno la musica_
mentre vecchi parabordi
daranno un ritmo lento.
Anelare all’universale è
venirsi incontro _onde_
oltrepassare come i venti
quelle improbabili e mute
cartografie del silenzio
dando voce _ moto e vita
agli elementi tutti_ salpare
da fermi con l’anima libera.
E i sogni veleggiano lievi
_non esistono tempeste_
l’orizzonte espande i mari
raggiungendo ogni porto.
0b3a11d683900a94aff5a97bd4023236
Distruggo regolarmente le prove
della tua esistenza
_ è solo una conseguenza _
resta il fatto che
dentro di me
in alcune idee
esisti in un modo spaventoso.
Sembra io non veda più bene
mi si sfoca l’immagine
_ è solo una mia proiezione _
così risolvo tutto
dentro di me
nel mio pensare
non sei mai esistito affatto.
C’è che il niente è cosa nostra
come per gli altri
_ è solo un paradosso vano _
questo ho capito
dentro di me
nel rielaborare
una realtà che non s’oggettìva.
E non mi piace
né mi addolora
solo scolora
poi si riaccende
e poco dura
l’inusuale cura
di un’avventura
migratoria.
Se avesse senso
lo saprebbe lei

la mia storia.

05 / 09 / 2018

Paola bianco e nero

 

Questo luglio

ha falciato

tutto attorno

rubando tempo

mietendo vita

seminando dolore.

 

 

Casa aperta
al vento e al mare
l’anima mia

 

_ossidato

il cuore

dal salmastro_

 

a fatica

idee di poesia

mi curano.

 

 

 

Avrei voluto

un tuo abbraccio

silenzioso

 

_ ho saputo

d’un fantasma

goffo e distratto_

 

non patetico

né distante

come sei.

 

 

 

Mi raccolgo

m’abbraccio io

e ricomincio

con passi lenti

su strada incerta

da pellegrina.

 

 

 

 

 

 

IMG_6041 (1)

956d3def4163d5ed572dbeb8f7328823

Il mare
è il Lucifero dell’azzurro.
Il cielo caduto
per voler essere la luce.
Povero mare condannato
a eterno movimento
dopo aver conosciuto
la calma del firmamento!

Ma nella tua amarezza
ti redense l’amore.
[…]

Federico Garcia Lorca

C’è il mare, fortunata_mente!
Io non mi sento più in armonia con tanta gente: è triste ma è la mia verità più spicciola.
Tutti si impongono, hanno sempre ragione, usano metodi maldestri, maleducati e fanno della prepotenza il loro maggiore punto di forza.
Personalmente non mi sento debole, solo leggermente più accorta e sono solita usare una discrezione maggiore con il prossimo.

Non mi impongo né impongo i miei metodi. Non pronuncio parole che non posso mantenere.

Sono stata catapultata in questo caos dopo essere cresciuta con la protezione e gli insegnamenti di un padre elegante, discreto, mai autoritario e – proprio per questo – sempre autorevole.

Di lui mi resta solo il mare e – come ogni onda – rivendico la mia libertà ed il mio moto perpetuo.

M’infrangerò sullo scoglio, pazienza, ma non lo sposterò mai né lui m’impedirà di rinascere.
Qui, dove io vivo, c’è il mare, fortunata_mente!
E’ sempre stato e sempre resterà il mio rifugio.
M’ha sempre fatto una grandissima compagnia.
Alla fine, col vento, troverò pure qualcosa che sia simile ad una carezza e i più si riprendano pure indietro le loro parole aride, scagliate come pietre, usate per lapidare la gente senza alcuna pietà.
Non m’interessa, sono in un’altra dimensione.

 

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: