Cose da trogloditi

Per un senso civico più sviluppato, ricordo che qualsiasi discriminazione è cosa da troglodita. Stare connessi solo criticando il prossimo è un sintomo lapalissiano delle pulsioni di chi critica: non è altro che la proiezione sul prossimo delle cose percepite come mancanti. I trogloditi si ridicolizzano e – per non sentirsi soli – tendono aContinua a leggere “Cose da trogloditi”

La vita e un buon modo per leggerla

Col tempo e con la coscienza a posto è inevitabile prendersi un meritato riscatto sulla vita rispetto a delle esperienze non del tutto positive. Basta incassare con eleganza ed intelligenza, prendere distanza di sicurezza e continuare il proprio cammino. Dalla vita ho avuto tanto. Tanto bene e tanto male, come tutti: mai mi sono sentitaContinua a leggere “La vita e un buon modo per leggerla”

Lascia che sia: un seme produce germogli

“La saggezza è lasciar crescere ciò che nasce, gustare ciò che è maturo e lasciar perdere ciò che è morto.” [Keshavjee S.] Mi chiedo quanto possa essere saggio colui che non lascia neanche modo di nascere alle cose. Se le situazioni non hanno il loro tempo per verificarsi, è lampante, nulla può venire alla luceContinua a leggere “Lascia che sia: un seme produce germogli”

La storiella del treno

[…] Aspettando abbiamo scattato qualche foto e poi ci siamo salutati e siamo saliti, e abbiamo fatto anche i saluti dal finestrino mentre il treno partiva. Se ti importa di qualcuno, questo è uno degli avvenimenti più tristi della vita e degli esseri viventi, e il trucco migliore è fingere di essere annoiati, altrimenti puòContinua a leggere “La storiella del treno”

Prendo un sasso e ci parlo

Che cosa buffa: i più mi trovano incisiva, diretta, capace di esprimere un concetto in modo estremamente chiaro e senza alcun inutile giro di parole. Poi, qualche sasso, non sente. A volte ci sono di quei sassi: sono i sordi, quelli che proprio non si possono penetrare. Ma io tento, sono una temeraria, voglio vedereContinua a leggere “Prendo un sasso e ci parlo”

Avrei voluto scriverti

Avrei voluto scriverti ma non l’ho mai fatto. Ti avrei spiegato che ogni volta in cui lo vuoi puoi tornare indietro se dipende da te. Puoi sperimentare – occasioni – cambiamenti – svolte – novità dimensioni spaziotemporali da misurare con l’anima. Volevo dirti pure di un abbraccio – il mio che ancora ti aspetta –Continua a leggere “Avrei voluto scriverti”

Ciao babbo, come stai?

“Capita a volte che il padre si occupi della prole − un fenomeno abbastanza frequente fra i pesci.” Simone de Beauvoir Suppongo la de Beauvoir avesse già capito che alcuni sono figli del Mare, poi – a conferma di questo – è arrivata Cristina Bove dicendomi che “Una figlia del Mare appartiene all’Universo in quantoContinua a leggere “Ciao babbo, come stai?”

La suprema demenza di alcune presunte realtà

La suprema demenza di alcune presunte realtà mi porta a credere che, forse, è vera soltanto la poesia. Trascorro, come ogni altro essere umano, ore di ordinaria follia nelle quali – difendere una consapevolezza personale – viene paragonato all’essere arrogante. E pensare che ogni singola cosa mi viene da una sensibilità spiccata grazie alla qualeContinua a leggere “La suprema demenza di alcune presunte realtà”

In limine

E’ tutto un tale paradosso che io mi sento “in limine”. Ai limiti dell’assurdo… e ci sono arrivata seriamente all’estremo punto di rottura, dove – forse – sfocerà tutto nel silenzio più sordo. Bevitelo, a sorsate, è tutto tuo. Non saprai mai cosa m’è accaduto davvero, no, non tu. Non dirò nulla che possa farContinua a leggere “In limine”

Dicono… dico… diciamo

Dicono… che sono molto contenti: poi – come niente fosse – prendono commiato e, forse, la cosa peggiore è che lo fanno senza curarsi neppure di dare una giustificazione, come non fosse doveroso nulla. Dicono… come se m’interessasse, che sono a sciare piuttosto che in America: resta bene inteso che una persona educata aspetta eContinua a leggere “Dicono… dico… diciamo”