“C’è vita e c’è sopravvivenza”

“È strano, ma ognuno di noi nella propria vita tocca un apice. Una volta raggiunto, non può che scendere. Nessuno però sa dove sia il proprio apice. La linea di confine può presentarsi all’improvviso, quando si crede di essere ancora al sicuro. Nessuno lo sa. Alcuni possono raggiungere quel culmine a dodici anni. Da quel momento in poi la loro vita scorrerà nel più monotono tran tran. Alcuni continuano a salire fino alla morte.”

Haruki Murakami – “Dance Dance Dance”

Credo che questo libro sia uno di quelli dai quali ho raccolto i maggiori insegnamenti, indubbiamente mi ha arricchita come pochi e mi ha donato una maggiore apertura.
Dopo averlo letto, ricordo, mi sono sentita più forte e molto motivata. Intanto ho imparato che non bisogna fermarsi. Mai. Per niente e per nessuno. Smettere di muoversi significa farsi anchilosare la mente: c’è da pensare, pensare e pensare. Non avere un progetto o accontentarsi equivale all’essere in balia delle onde. Si rischia troppo andando a scarroccio, piuttosto c’è da tenere saldamente il timone.


Io non credo di aver dato abbastanza – o almeno non basta a me quanto ho dato – e così
escludo categoricamente ogni apice, nonostante sappia di essere persona che non si è mai concessa il lusso di fermarsi, né di risparmiarsi. Ho dato perché è del mio consenso che mi interessa, non certo per ingraziarmi quello altrui. Una vita spesa alla spasmodica ricerca dell’accettazione è sprecata, secondo me. Ciò che più conta è sentirsi in credito, e non in debito: vivere è accogliere e donarsi, senza riserve, compiendo e sentendosi compiuti. Se non si seguono i propri istinti si sopravvive, si diventa solo dei prigionieri di un tempo che nemmeno ci appartiene, che non possiamo quantificare, ma che dobbiamo ottimizzare.


Per questo spero di non aver sfiorato il mio apice personale, nonostante tutte le cose attraversate, più o meno esaltanti, più o meno tristi, più o meno emozionanti. Il fatto è che, a ben guardarmi attorno, sono consapevole di essere la sola che può e che deve andare oltre.
Mi piace l’dea che sono riuscita a cogliere di me: quella di una persona curiosa, mai paga, entusiasta, che ama sfidare se stessa.


Ecco, la gara non la si deve concepire col tempo ma con la nostra capacità di saperlo godere:
per godere al meglio della quantità di tempo che ci è stata riservata, dobbiamo stare sereni e leggeri riguardo la nostra coscienza, dobbiamo eludere filtri, maschere e pregiudiziali, ma – e questa è la cosa più importante – non dobbiamo darci mai per vinti. Anche se – a volte – c’è da mollare la presa evitando tossicità che ci danneggiano, la cosa più bella da fare è capire come, saper lasciare andare tutto, concentrarci sulla nostra persona è la vetta più elevata da raggiungere.


@lementelettriche
22/01/2023
Paola Cingolani

Pubblicità

Pubblicato da Paola Cingolani

Paola Cingolani

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: