“Le variabili infinite”

Cristina Coral Photography

Sempre più spesso mi succede di restare disorientata: sono completamente incapace di dare definizioni all’amore e penso anche esso sia talmente grande da rifuggire le solite logiche comuni.
Mi sto interrogando – cosa che faccio seriatamente nel tempo, quasi mi sottoponessi ad un esame diagnostico necessario – ma resta giusto un’idea che mi convince: ognuno di noi ha il suo vissuto personale a condizionarlo.

Non è esattamente un’equazione matematica, per cui o si applica una regola universale e si trova la soluzione, oppure si sbaglia tutto e non si è svolto bene il compitino.

Se prendessimo in considerazione la famiglia del Mulino Bianco, per dire, sballeremmo ogni parametro: non c’è, non esiste, è frutto di una trovata atta a venderci un mondo parallelo a quello reale, ma che reale non è.

Se prendessimo una persona che ha sofferto, non crederebbe facilmente a nessuna favola nuova e tenderebbe ad avere uno smisurato bisogno di certezze e di gesti pratici, oltre che di tempi dilatati, prima di lasciarsi andare e di abbandonarsi alla fiducia cieca nell’altro.

Se prendessimo in esame il caso di chi si è trovato bene, dovremmo valutare i rischi innumerevoli del trascorrere del tempo: la fragilità umana ci insegna che nulla è per sempre e – se non lo abbiamo capito ancora – non dovremmo tanto pensare ai ricordi di chi abbiamo amato, quanto alla mancanza di chi non c’è più senza neppure averlo scelto.

Non possiamo colpevolizzare chi non ci ricambia, non se è stato onesto, né se lo siamo stati noi.
Io, un calendario che stabilisca la durata dell’amore incasellandolo, non l’ho mai visto e neanche mi risulta esista uno strumento tale da misurarne l’intensità. Certo, mancandomi l’unità esatta per calcolare quello che riguarda me, non azzardo previsioni sugli altri: sbaglierei il compitino e finirei per abbassarmi la media.


Sono una tale presuntuosa da rinunciare per scelta a qualsiasi equazione. Scherzo, eh!


Guardate quanto sto cambiando: se chiedessero a me, penserei che la presunzione è di chi ha una risposta, ma – solitamente – mi dico che sbaglio io e non offendo nessuno, semmai mi sento quella un po’ toccata, perché coloro che mi sanno dovrebbero anche fidarsi delle mie parole, almeno una tantum.

“Fate attenzione ai ricordi: non ha valenza il fatto che siano più o meno rispondenti al vero. La sola cosa che conta è che di solito vi tengono costantemente ancorati al passato, vi rabbuiano il presente e vi privano del sacrosanto diritto al futuro.”

Paola Cingolani

@lementelettriche

Paola Cingolani
17/06/2022

Pubblicato da Paola Cingolani

Paola Cingolani

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: