“Chissà quando impareranno?”

Ho speso le mie energie affinché il concetto di uguaglianza fosse insito nell’animo di mia figlia, esattamente come ha fatto mio padre con me. Ammetto che non ho dovuto neppure sforzarmi molto, per lei sembrava essere tutto naturale, anzi, mi ha battuta e ne sono fiera.

Finito il liceo, infatti, ha scelto una facoltà specifica per studiare “Scienza del crimine” e, dopo la laurea, ha frequentato prima l’Accademia Internazionale delle Scienze Forensi, poi l’Accademia Balistica Italiana.

Oggi mi piace assistere ai suoi primi convegni, mi rende fiera di lei ascoltarla, leggere il suo “Decalogo anti-violenza”, sapere che impartisce lezioni gratuite di criminologia alle superiori ed è molto amata dai giovani o scrutarla mentre si accorda con alcuni esponenti delle Forze dell’Ordine per decriptare il linguaggio usato da alcune vittime.
Ci tengo a dire che io non ho merito alcuno: nemmeno se ha deciso di collaborare con dei veri centri anti-violenza, naturalmente senza retribuzione alcuna.

Le persone sono figlie della loro psicologia e, a volte, l’ignoranza, l’aggressività e la solita sottocultura del predominio sul più debole contribuiscono a creare dei mostri. Tutti – o quasi – si sentono in dovere di comandare, quasi la prevaricazione fosse un vanto. No, non è un vanto, è presunzione che maschera la debolezza nata dalla mancanza di compiutezza.


Secoli e secoli per capire che la storia insegna, ma noi non vogliamo imparare: deresponsabilizzarsi è meno impegnativo. Per tutti.


Non sento quasi mai qualcuno dire “Sono una persona” e me ne dolgo: i più, chissà quando impareranno?
In un’epoca storica dove la fame e le malattie sono ancora endemiche, perché noi continuiamo a differenziare fra gli esseri umani?

Che me ne faccio delle “Pari opportunità” se ancora oggi c’è chi mi addita e mi etichetta con affermazioni tipo “Complimenti signora, una madre da sola, come lei, ha fatto un buon lavoro”?
Perché si discutono argomentazioni come le scelte sessuali, mentre si distingue soltanto fra maschio o femmina?
Finché alimenteremo le differenze, saremo solo corresponsabili di chi ne trae vantaggi, quali che siano.

Destra, sinistra: quando impareranno?
Buoni, cattivi: quando impareranno?
Belli, brutti: quando impareranno?


Persone per bene: esseri umani corretti, quando ci abitueremo a questo?

Il mondo intero continua a girare mentre la gente comune diventa sempre meno consapevole dell’acredine e dell’oblio che la lasciano ad annaspare in una follia generale, dalla quale sarà sempre più difficile uscire.

I primi tentativi di fuga – per liberarci di questa spirale perversa – certo non ci condurrebbero dove vorremmo essere, ma sicuramente ci toglierebbero da dove siamo adesso.
Io continuerei la mia corsa ad ostacoli, prima che sia troppo tardi, proseguendo per un percorso che è uno stato mentale. Il mio.



Paola Cingolani
14/09/2021
@lementelettriche
BLOG


Pubblicato da Paola Cingolani

Paola Cingolani

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: