“Nulla è più indomito dei desideri” – Alessandro Baricco

“Poi non è che la vita vada come tu te la immagini. Fa la sua strada. E tu la tua. E non sono la stessa strada. Così, io non è che volevo essere felice, questo no. Volevo salvarmi, ecco: salvarmi. Ma ho capito tardi da che parte bisognava andare: dalla parte dei desideri. Uno si aspetta che siano altre cose a salvare la gente: il dovere, l’onestà, essere buoni, essere giusti. No. Sono i desideri che salvano. Sono l’unica cosa vera. Tu stai con loro, e ti salverai. Però troppo tardi l’ho capito. Se le dai tempo, alla vita, lei si rigira in un modo strano, inesorabile: e tu ti accorgi che a quel punto non puoi desiderare qualcosa senza farti del male. È lì che salta tutto, non c’è verso di scappare, più ti agiti più si ingarbuglia la rete, più ti ribelli più ti ferisci. Non se ne esce. Quando era troppo tardi, io ho iniziato a desiderare. Con tutta la forza che avevo. Mi sono fatto tanto di quel male che tu non te lo puoi nemmeno immaginare.”

Alessandro Baricco – Brano scelto da “Oceano mare”

Non è forse così? Passi anni ed anni della tua vita a dare il massimo, impegnandoti per non deludere le persone che stimi, poi – alcune di loro – deludono te.
Ed è esattamente a quel punto che il desiderio si manifesta con tutta la sua forza: ti fai del male, perché pretendi di poterlo dominare. Ti fai del male, perché – quando il tuo desiderio è chiudere col passato – comunque sei costretto a cancellare e resettare anche le tue vecchie scelte.

Nella vita è inevitabile cambiare, l’essere umano non è stanziale, è mutante o non apprenderebbe.
Nella vita è inevitabile cambiare, noi tutti siamo così imperfetti, ci stanchiamo di combattere.
Poi, perché combattere se si realizza che la causa è perduta?
C’è un momento in cui si desidera risolvere tutto con un grande slancio di passione per le cose, le si vuole rendere meno complesse, si è attratti dalla semplicità e non dalla complessità.
Ci si stanca – a furia d’attese vane – le chimere non si realizzano, né mai si realizzeranno, così si sceglie una via ben più percorribile.

Fa male? Sì, fa male, perché è come ammettere di non aver dato il giusto valore alle persone. La delusione è cocente, sempre, ma – fuoco per fuoco – un po’ di voglie bisogna anche soddisfarle.
Non ci si può più illudere che sia sufficiente essere bravi, buoni, corretti.
Troppa virtù annoia, l’ho sempre sostenuto.





Paola Cingolani
28/05/2021
@lementelettriche


Pubblicato da Paola Cingolani

Paola Cingolani

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