“I paradossi nascono dall’attrazione mentale” – Lev Tolstoj

FOTOGRAFIA I MARIO GIACOMELLI – ARCHIVIO PRIVATO

“Egli si trovava ovunque potesse incontrare la Karenina e, quando le circostanze glielo permettevano, le parlava del proprio amore. Ella non l’incoraggiava; ma nel suo spirito, ogni volta che lo vedeva, divampava quello stesso senso di animazione che l’aveva invasa fin dal primo giorno in cui l’aveva incontrato in treno; ed essa stessa si rendeva conto di come, appena lo scorgeva, la gioia le si accendesse negli occhi e affiorasse nel suo sorriso, senza tuttavia essere in grado di smorzare l’espressione di quella gioia.
Nei primi tempi dopo il ritorno, era sincera nel credere d’essere scontenta dell’insistenza di Vronski; ma una volta, non avendolo incontrato a un ricevimento dove contava vederlo, capì chiaramente, dalla tristezza che le invase l’anima, di aver ingannato se stessa; l’insistenza di quell’uomo non solo non le era fastidiosa, ma costituiva per lei tutto l’interesse della vita.”


Anna Karenina – Lev Tolstoj – (II, IV; 1960)

Dovremo reinventarci e ricostruirci un nuovo modo di corrispondere fra noi. Credo sia inevitabile.
Oggi abbiamo ulteriori problemi a vantaggio soltanto dell’incomunicabilità che già era una grande piaga, umana e sociale.

Stavo leggendo qualche passo di Anna Karenina e mi si è stampato in testa questo: ci avete pensato mai a quanto, se compare una persona a voi gradita, sia cosa bella e fonte di gioia?

Avete mai pensato a quanto belli siano i complimenti se, a farveli, è qualcuno cui tenete in maniera particolare?

Un po’ come accade nel brano sopra citato. Gioia e sorriso divampano e si fanno incontenibili.
Il cuore in tumulto, la testa leggera, sogni, speranze e ancora speranze in alternanza a disegni che ci si creano, aspettative e l’inevitabile rischio di vederle disilluse ma, volete mettere, con tanto ardore si decide di correrlo.

L’emozione e l’entusiasmo vincono ogni timore e fugano qualsiasi dubbio, sono come medaglie da attaccarsi al petto.

Bene, a me è venuto in mente anche l’esatto contrario. Parlo di quel fastidio indefinibile, incontenibile, insopportabile, suscitato da chi tenta di avvicinarci ma non ci interessa affatto.

Messaggi, tentativi spacciati per “casuali” d’incontro e noi, che vorremmo sprofondare, scomparire, far smaterializzare l’intruso o – nel caso peggiore – smaterializzarci pur di non vederlo né sentirlo.

L’opposto di tanta gioia è tanto fastidio, una sensazione epidermica di disgusto, che resta contenuta nei limiti della buona creanza solamente grazie all’esistenza dei freni inibitori.

Romantici o riservati, spregiudicati, comunicativi o ripiegati su noi stessi, dobbiamo ammettere che ogni vissuto, ogni moto del nostro animo, dipende esclusivamente dalla nostra idea.

Così pure, io devo ammettere che non saprei dire se l’indifferenza possa essere anche peggio del fastidio. Se è vero che mi conosco, preferisco una qualche reazione, magari negativa, piuttosto che il nulla.

“A monte c’è la mente” – per concludere con un gioco di parole – e che il buon Tolstoj mi perdoni per questa chiosa, volutamente azzardata e spiritosa.





Paola Cingolani
14/04/2021
@lementelettriche





Pubblicato da Paola Cingolani

Paola Cingolani

3 pensieri riguardo ““I paradossi nascono dall’attrazione mentale” – Lev Tolstoj

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