“Per progredire è necessario lasciarsi tutto alle spalle” – Haruki Murakami

“La foresta non mi ispira più paura. Imparo che ha le sue regole, le sue usanze. Ora che ho smesso di aver paura, comincio a vederle, a notare le modalità con cui si ripetono, fino a farle mie. Con me non ho più niente. Né la vernice spray che fino a poco fa mi sembrava così importante, né l’accetta da poco affilata. Non porto più lo zainetto sulle spalle. Niente borraccia né viveri. Niente bussola. Ho abbandonato tutto lungo il cammino. Vorrei poter comunicare alla foresta, in modo visibile, che non ho più paura, e che per questo ho scelto di essere disarmato. O forse è un messaggio che mando a me stesso. Avanzo da solo, senza più alcun guscio, verso il centro del labirinto, pronto ad abbandonarmi al vuoto che troverò lì dentro.”

Haruki Murakami – Brano scelto da “Kafka sulla spiaggia”

Nella mia vita ho incrociato molte persone presuntuose e supponenti, ma non mi sono mai assoggettata, non mi riesce di osservare pedissequamente regole e dettami altrui. Non obbligo mai nessuno, non avanzo pretese, non annovero richieste speciali per me.
Se qualcosa deve venire, mi sento di poter dire che trovo necessaria la spontaneità.

Fra i presuntuosi colloco coloro che mi hanno corretta – mentre scrivevo di Haruki Murakami – venendo fuori, belli belli, con “Non ho letto mai ‘Sulla spiaggia’, è sicura che sia un’opera di Franz Kafka?”

E, a questo punto, si smette persino di argomentare con certi soggetti: i provocatori sono così, sardonici, supponenti e – naturalmente – maleducati oltre che ignoranti.

Con questo passo, l’autore nipponico narra una fase precisa: il ragazzo, protagonista del romanzo, si tira dietro uno zainetto nel quale infila alcuni oggetti preziosi per il suo viaggio nel mondo, vagando alla scoperta di se stesso in relazione all’universo.
Per progredire, però, è necessario lasciarsi ogni timore alle spalle. Così si addentra nella foresta privo anche del suo zaino, senza bussola, senza alcuna cartografia, affidandosi soltanto al suo istinto. Il mondo ha le sue regole, basta osservarle e non tradirsi, bisogna rispettare l’andamento naturale delle cose e – per poterci riuscire – è necessario liberarsi dalle zavorre solite. Solo a questo punto ci si sospinge verso un vuoto da colmare, incontrandolo, fronteggiandolo, senza nascondersi. Ed è così che si colma anche il vuoto della solitudine, scavando nella propria anima, da soli, con la capacità di stabilire un contatto diretto con la nostra sfera emozionale.


Non troveremo mai il nostro Sé quando non fossimo disposti a perdere le poche certezze delle quali disponiamo.





Paola Cingolani
10/04/2021
@lementelettriche

Pubblicato da Paola Cingolani

Paola Cingolani

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