Pasqua 2021 “Tempo anomalo e senza poesia” Marina I. Cvetaeva

“(…) sulla nave di Ulisse non c’era né l’eroe né il poeta. Eroe è chi ancora non legato riesce a resistere, anche senza cera nelle orecchie resta fermo, poeta è colui che anche non trattenuto dalle corde si getta in mare, anche con la cera nelle orecchie sente e cioè – di nuovo- si getta in mare. L’unica cosa incomprensibile – incapacità innata- per il poeta: le mezze misure delle corde e della cera (…)”

Marina I. Cvetaeva – Il poeta e il tempo

Siamo alla quasi Pasqua 2021, differente da quella 2020 – che avevo definito strana – poiché con noi c’è soltanto la nostra speranza, oramai assottigliata, di farcela. Lo scorso anno eravamo sigillati, ma certi che domani sarebbe stato un giorno migliore. Domani saremo sigillati, ma consapevoli che viviamo un problema oramai endemico ed esteso a livello mondiale.

Non so bene spiegare come mai, ma c’è gente strana, come me, che trova conforto nella poesia: a volte non si ha più lo stesso fluire di versi, ma ci si getta e si procede, come farebbe una corrente d’acqua.


L’acqua è uno degli elementi che dovrebbe evocare più attenzione in ognuno di noi: il suo cammino non si arresta, non si sbarra, non si ferma e – se incontra intoppi – si forma strade alternative pur di scorrere.

Un po’ come la poesia, nata dalla riflessione silente e dal pensiero costruttivo, che trova pause, parole, silenzi e metafore. Nonostante tutti e nonostante tutto.

In questa fase della nostra esistenza siamo un po’ eroi e un po’ poeti. Eroi perché siamo fermi senza cordami, poeti perché persino con le orecchie piene di cera abbiamo necessità di sentire. Vogliamo percepire e non conta se lo faremo per ammaraggi o stando sulla terra ferma. Un poeta sente le emozioni dentro, non presta attenzione né alle limitazioni, né al resto.
Possano cantare senza contare tutte le sirene del mondo, con la loro voce suadente: la poesia vagherà da sé, non ascolterà mai più niente.


Oh tu _ nel tentativo vano
di spiegare l’inspiegabile _
pretendi di saper leggere
e poi declinare il mistero.
Vorresti dare voce tua
al silenzio insondabile
e vai scarrocciando
fra le onde
prima atterraggi
dopo ammaraggi
persino ammartaggi
eppure resti là _ sperduto _
per l’universo mondo vaghi
pace non trovi allora preghi.




Paola Cingolani
03/04/2021
@lementelettriche






Pubblicato da Paola Cingolani

Paola Cingolani

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