“Il giudizio e il pregiudizio, GIACOMO LEOPARDI”

“Io ho la fortuna di parere un coglione a tutti quelli che mi trattano giornalmente, e credono ch’io del mondo e degli uomini non conosca altro che il colore, e non sappia quello che fo, ma mi lasci condurre dalle persone ch’essi dicono, senza capire dove mi menano. Perciò stimano di dovermi illuminare e sorvegliare. E quanto alla illuminazione, li ringrazio cordialmente; quanto alla sorveglianza, li posso accertare che cavano acqua col crivello.”

Giacomo Leopardi – Da una sua lettera a Pietro Brighenti – 1827

Ed è esattamente così: quando hai a che fare con chi è arrogante e ti tratta da sciocco, non c’è altro modo che fingere di essere realmente sciocco, aspettandolo al varco.

Diciamo che – in questo – sono diventata eccellente. Mio malgrado.
Credono di illuminarmi col loro genio? Ma grazie!
E, fortuna, ci sono loro a prendermi per mano conducendomi sulla retta via.


Paola è un po’ mattacchiona perché talmente onesta da non approfittare? Ma è cogliona, suvvia, ce la possiamo giocare perché è buona!

E – in quel preciso momento – l’essere una persona buona, ma non stupida, mi fa scattare uno strano meccanismo. C’è una voce dentro di me che detta la regola, si impone costringendomi. Mi fa stare al gioco, mi ordina di fingermi stupida, di lasciare che accumulino prove a loro svantaggio.

Io osservo in silenzio, col sorriso della tonta, senza alcun rancore – sia chiaro, ché consumerebbe solo me – e poi, chi sono io per disilluderli?

Quando me ne sono andata e comprendono che essere generosa non è propriamente essere tonta, allora, reagiscono. Solitamente criticano, raramente si scusano, è così che gira il mondo.

Nel frattempo, dalla mia, ho una distanza siderale che mi alleggerisce e li dimentico o, se li ricordo, è quando capita che la vita – come diceva il buon Cesare Pavese – agisce al posto tuo rendendo inutile e stupida ogni vendetta.

Di fatto, dico – non tu – non saresti mai una che infierisce.

Sorvegliare e manipolare le persone intelligenti, o almeno avere la presunzione di farlo, di capire più di loro e di volerle fregare è proprio come voler cavare acqua da una pozza con un passino: non si può riuscire. Serve un secchio, non certo un colabrodo.

Giacomo Leopardi docet, saranno le mie origini recanatesi, ma mi va bene.




Paola Cingolani
09/02/2021
@lementelettriche







Pubblicato da Paola Cingolani

Paola Cingolani

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: