“Ignorare il pettegolezzo, era saggio Gabriele, quasi come Arthur Schopenhauer”

Bassethound

“Contro le molestie giornaliere, i piccoli attriti dei rapporti umani, gli urti insignificanti, il comportamento sconveniente di altri, i pettegolezzi, eccetera, ci si deve presentare come un Sigfrido armato di corna; in altre parole si deve cercare di non sentire tutto ciò, e ancora meno bisogna prenderlo sul serio e ruminarci sopra. Sarà bene piuttosto non accettare queste molestie, cacciarle via da sé, come i sassolini che stanno sulla strada, e non accoglierle in nessun modo nell’intimo come oggetto di riflessione e di ruminazione.”



Arthur Schopenhauer – Da Parerga e paralipomena” – 1851


Tutti i giorni rapporti umani con chi pretendeva la ragione pur non avendola: per mio padre, gran commerciante, doveva valere il postulato del cliente che – in modo sfacciato – ripeteva “Tanto tu guadagni.”

Finché non è toccata a me: sei “la figlia di” e idiozie simili, ma neanche ne capivo il senso, come pure non lo capivano i bambini che me lo dicevano a scuola.
Eravamo troppo piccoli per pensare da soli di fare i conti in tasca alle persone.

Pettegolezzi sentiti dire a casa loro, cosa che non è successa mai a casa mia o, sempre riguardo “la figlia di”, altri commercianti storici che mi hanno coccolata quasi fossi la loro nipotina, perché “Paoletta è brava, poi è la bimba di quel gran signore di Gabriele e di quella brava signora che è Pina”.

Per qualche anno mi sono comportata come neanche una piccola Bernadette. Così, pensavo, la gente non mi critica, non mi osserva, non ha modo di fare alcun pettegolezzo.


Un giorno, passeggiando con Arturo, il suo Bassethound (meraviglia d’un Ch. Int.) babbo mi dice così, di punto in bianco:
“Paola, chi è la gente? Cosa conta nella tua vita? E riflettici, chi sono anche io? Quello che penso lo sai. Devi essere libera. Devi fregartene. Tu sei intelligente e non poco. Devi vivere la tua vita facendo tutte le cose che vuoi tu. Attenta a chi elargisce consigli, ne dispensa per riscattare se stesso. Sono i peggiori. Meglio chi ti critica in faccia.”

Dopo? Un bellissimo sorriso, due caffè corti al bar e due sigarette a seguire.
“Aspetta, Paola, te la offro io. Prendi la mia, per cortesia.”
“Grazie Lele!”
E consueto suo occhiolino.


Non prendiamo seriamente le opinioni di chiunque: non possono aver ragione tutti. Mi sembra ovvio. Specie se sono cattive opinioni o critiche gratuite e infondate.




Paola Cingolani
03/02/2021
@lementelettriche







Pubblicato da Paola Cingolani

Paola Cingolani

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