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Alcuni blocchi emotivi impediscono il doveroso manifestarsi di ogni emozione e, conseguentemente, il corretto fluire di qualsiasi comunicazione.

Ci si estranea – pur vivendo fra la gente – e non si riconoscono più le regole del rispetto come comuni. Tutto viene declinato egoisticamente, viene meno il confronto con l’altro, svanisce l’incontro, non c’è più sintesi di pensiero, non si concede possibilità di ascolto né di replica.

 

Siamo spacciati, tutti. Anche noi che ci sentivamo forti d’una coscienza lieve e limpida.

 

Veniamo apposti al muro quale improbabile bersaglio di un illogico ed anti sociale lancio di colpe e responsabilità a rimbalzo. Ho chiuso alcuni rapporti e – paradossalmente – me li sono ritrovati addosso: nessuno si è messo/a in discussione, anzi, hanno tentato una pseudo difesa con post scopiazzati, parole precotte e preconfezionate, hanno declinato ogni responsabilità in modo infantile o, addirittura, chiesto dei like via Messenger.

Credo che queste ed altre personalità tossiche siano state sin troppo presenti e degnate di considerazione dalla sottoscritta. Non ho fatto voto di sopportazione e non sono sufficientemente masochista.

Ho la salda convinzione d’aver pagato una sorta di obolo inutile, se comparato al loro peso specifico. Il nulla non può avere tanto valore: sarebbe come comprare la scheggia d’un fondo di bottiglia ad un’asta che ne battesse il costo pari a quello del Koh-i-Noor.

Concludo chiedendo la libertà d’essere libera perché non ho niente di cui temere, quindi, non essendo io l’antisociale, la narcisista, la manipolatrice, la passiva aggressiva, sinceramente, sospetto di sentirmi quasi nevrotizzata nel dover considerare ancora le altrui deviazioni di pensiero.

 

P. S. Sia chiaro che non è questione di genere ma di gente che, nonostante tutto, persino io non voglio più neanche ricordare. Basta usare Messenger se vi ho tolto i contatti, bloccati anche su WhatsApp e siete riusciti a farvi eliminare dopo anni. Imbarazzante.
Riprendete un contatto decente con le vostre emozioni, scendete dagli scranni, smettetela di fuggire da voi stessi (prima di tutto) e deponete la lorica del falso perbenismo.
Io sono stanca di osservarvi mentre insultate il mio intelletto, incapaci di scusarvi e di rimediare, ma resto comunque serena e felice. Vi avverto da troppo, non è possibile negarlo. Passate buone feste e trovate il tempo di riprendere un contatto con voi stessi, imparando ad amarvi nella giusta maniera e nella giusta misura, senza strafare, perché non mi sembra abbiate capito che l’intelletto si sposa con la serenità e con quel pizzico di leggerezza calviniana.

[ Consiglio tre libri: “The last lecture” – Randy Pausch e “Lezioni americane” – Italo Calvino perché, se la comunicazione si è evoluta, non si sono involuti alcuni fondamenti che la regolano. Dulcis infundo leggete “Le magnifiche 100. Dizionario delle parole immateriali” – Massimo Arcangeli con E. Bonginelli.

Di Massimo Arcangeli potete scegliere molto: ad oggi credo sia il linguista, saggista, critico letterario, sociologo della comunicazione (e non solo) più geniale, preparato e profondo. ]

“Perdono tutti e a tutti chiedo perdono. Va bene? Non fate troppi pettegolezzi.”
(Cesare Pavese) 


Tranquilli, io vorrei ancora un po’ di vita: non mi interesso della quantità ma punto sulla qualità.

Paola 

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