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Alita Art Photography – Red shoes

“I lupi sani e le donne sane hanno in comune talune caratteristiche psichiche: sensibilità acuta, spirito giocoso, e grande devozione. Lupi e donne sono affini per natura, sono curiosi di sapere e possiedono grande forza e resistenza. Sono profondamente intuitivi e si occupano intensamente dei loro piccoli, del compagno, del gruppo. Sono esperti nell’arte di adattarsi a circostanze sempre mutevoli; sono fieramente gagliardi e molto coraggiosi. Eppure le due specie sono state entrambe perseguitate.”
( Clarissa Pinkola Estés – “Donne che corrono coi lupi” )

Scrittrice ed analista junghiana, Clarissa Pinkola Estés scava nella psiche delle donne e le accosta ai lupi: d’impatto può venire in mente l’immagine della ferocia, lo ammetto. Ma, leggendo bene, è lei stessa a spiegare come siano caratteristiche psichiche di tutto rispetto, quali spiccata sensibilità, acume e grande devozione, sebbene questo coesista con spiriti liberi e giocosi. Curiosità, che è molla del sapere, forza e resistenza, adattamento a disparate situazioni – intelligenza – intuito spiccato, orgoglio e coraggio, molto coraggio. Nonostante ciò, le donne e i lupi, fanno venire in mente qualcosa di bestiale, da evitare, da cui tenere distanza  e fuggire via. Bestie da domare, insomma, la cosa starebbe così agli occhi orbi dei più.

Non nascondo che recentemente ho detto di essere spirito libero ottenendo due risultati opposti: su una donna ho suscitato ammirazione, su un uomo derisione.
Forse perché l’uomo ha etichettato il mio ideale di spirito libero come libertino? Sì, credo di sì. Ha – evidentemente – proiettato le sue declinazioni dell’essere sulla mia persona.

Inutile contare le scarpe rosse fra i simboli di una cultura di massa dove l’ignoranza è dilagante: di fatto, se siamo qui a parlarne, significa che non siamo liberi da pregiudiziali ottuse, arcaiche e vecchie come il cucco. Riprendiamoci le scarpe rotte, non rosse, e lanciamole in testa a chi ancora sembra essere di legno (metaforicamente, si intende).

Le donne avanzano rapidamente perché si uniscono e si aiutano, si confidano e si supportano fra loro: sanno fare le complici meglio degli uomini che, al contrario, considerano ancora una richiesta d’aiuto come una debolezza e, così, hanno perduto l’opzione di quel confronto che arricchisce.
Difficilmente un uomo sublimerà le sue pene o le sue debolezze parlandone, sviscerandone le ragioni, perché si sentirebbe malgiudicato. Ciò accade solo a chi critica il prossimo in maniera non costruttiva ma aspra.
Le donne che corrono coi lupi, al contrario, faranno gruppo e cercheranno di non isolarsi, imparando dal confronto la vera arte con la quale si diventa più ricche, giorno dopo giorno. 


Alcune – per caratteristiche più somiglianti alla frustrazione e all’invidia – si scosteranno dal branco e, come certi uomini, saranno le prime ad auto-escludersi. Peccato farsi terra bruciata attorno e non progredire. Un vero sperpero di possibilità. 

 

 

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