Quando andrai via

Sarebbero state giornate di festa e avremmo potuto gioire, proprio come facevamo sempre.
Invece siamo qui, nessun compleanno per nonna Lucia, nessun compleanno per te che sei – non so dire dove né come – e non riesco a pensare che succederà, nemmeno nell’immediato. Viaggiamo tutti a lume di naso, attraversiamo l’indefinito: la situazione più logorante per qualsiasi essere umano.
Mi sto preparando dignitosamente, come è nostro solito, ma mi sento mancare la grinta che avevo e non ho più le energie di qualche anno fa. Sono stanca, emotivamente stanca. A volte sembro persino spazientita per le cose più stupide, quelle evitabili. Tu avresti riso e mi avresti detto di non prendermela, mi avresti spiegato che non tutti sono fatti come noi, che non devo niente a nessuno e tante altre cose riassumibili in “Bella di zio, a te, che te ne frega? Ricordati sempre chi sei e prendili anche un po’ in giro, falli contenti, dì loro di sì: non ti fanno ridere?” – e, a questo punto, sarebbero partiti l’abbraccio, il pizzico sulla guancia e la pacca sulla schiena.
Sarebbe, sarebbero… ma non sono e non saranno mai più al contrario di me che, ancora, sono la solita. E, dato che sono sempre io, farò la mia parte. Non per provarci, no, ma per riuscirci. Mi suscitano una certa nausea le esistenze inutili. Mi è necessario distanziarmi anche da quelle tronfie e piene di ego.
Buon compleanno, anche se non mi senti più ridere né borbottare diventando, come dicevi compiaciuto, l’avvocato di casa. Adesso, le mie arringhe, si sono messe in stand by e aspettano te, con tutti noi.
Sei il mio unico zio, lo sei stato sempre, alla faccia dell’anagrafe: perché zio è una parola importante e, onestamente, è un titolo che meriti solo tu. Io ti ho scelto e – se dicono ce ne sia un altro – lascio che dicano. Per me è indifferente, è l’inesistenza, la nullità.
Vedi, trasformandolo nel nulla, gli ho tolto la facoltà di farci ancora del male. Grazie di tutto, zio, questo mezzo secolo insieme è stato proprio bello e non so quanto ci sarai ancora, almeno così dicono anche i medici, ma per me ci sei da sempre e mi piace pensare che fra poco, quando andrai via, resterai comunque con me.

Pubblicato da Paola Cingolani

Paola Cingolani

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