Una costellazione di mancanze

“Ora potrei discutere con voi delle solitudini vissute in due, di quelle vissute in tre o condominiali, potremmo tenerci su un simposio, potremmo fare e disfare tutto ed il suo contrario: non importa.

A me interessa poco della gente e della facciata esteriore.

Ciò che conta è quello che sento veramente.

E, quello che sento veramente, è così intimo ma potente al contempo che neanche la distanza me lo annichilisce.

Oltre la distanza, attraversando il silenzio, interpretando il “non detto” (un linguaggio a me ostico) ho rivisto una forma di vita.

O imparo quella lingua, o cerco d’interpretare, o aspetto pazientemente che le cose cambino di nuovo.

Così sono confusa ma, almeno, sono viva.

Un passo l’ho fatto: quello decisivo, poco non è.”

(Questo scrivevo un anno fa: un passo decisivo, certo, dandomi e dando un’opportunità. E forse io solo capisco cosa sono e quanto valgo.)

Ho appeso nel mio cielo una costellazione di mancanze

_buchi neri a risucchiare nei loro vortici cupi ogni luce_

consapevole che nulla di tutto ciò è quello che io vorrei.

Avrei voluto essere libera di esprimermi

e magari di essere confutata con ragionevolezza.

Avrei voluto essere valutata in una situazione

uguale all’occasione che mi hai negato del tutto.

Avrei voluto essere aspettata alla stazione e magari

anche con un bel mazzo di fiori tutto per me.

Avrei voluto ci fossero stati quei cioccolatini

quelli che mi avevi promesso e che non avevo chiesto.

Avrei voluto che noi due fossimo andati

a comprare libri di poesie da leggere insieme.

Avrei voluto potermi truccare e indossare l’abito

bellissimo comprato per te ed essere molto più bella.

Avrei voluto che avessimo ascoltato musica e visto

quei quadri di cui avevamo parlato… e tanto altro.

Ho atteso sola

ero in compagnia di un mio libro

m’è arrivato un caffè come pure è arrivato ai tuoi colleghi

_sono anche rimasta all’angolo mentre schedulavi la call_

sarei voluta sprofondare.

Sei ancora certo di essere stato corretto con me?

Sorrido, almeno abbiamo recuperato un’amicizia

ma sai cosa non posso perdonarti?

Non tanto l’occasione che mi hai negato

quanto di avermi lasciata sola con un narciso addosso.

Dici che sono una bella casa piena di tutto

lo sai che dove c’è casa c’è riparo?

Io so esattamente cosa sono

non sono certa lo sappia tu.

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Pubblicato da Paola Cingolani

Paola Cingolani

2 pensieri riguardo “Una costellazione di mancanze

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