Maria Antonietta e il Cavaliere Mascherato

Annie Leibovitz
Photo Annie Leibovitz

«Signore, mi scusi, non l’ho fatto apposta!» (Maria Antonietta al boia, per avergli pestato involontariamente un piede, sul patibolo). Cortesia e ghigliottina: questi sono incontri significativi! Le scuse per il piede sono un segno squisito di superiorità, l’ultimo di una regina.
Guido Ceronetti – “Il silenzio del corpo”
Benissimo: qui c’è la divertente conferma alle mie idee.
Anche a me qualcuno – ritenendosi maestà – ha domandato scusa. Volere l’uscita di scena da superiore è un vizio. Ma io non sono il suo boia, questo è l’errore di fondo. Io non sono il boia quant’è vero che non m’è superiore.
E – rispondendo in latino – dirò due cose contemplate anche dal Codice Penale.
“In dubio, pro reo.”
“Excusatio non petita, accusatio manifesta.”
Ora, inutile dire che sono convinta di come il personaggio voglia uscire di scena, anche se lo nega fermamente e, soprattutto, credo voglia farlo facendomi apparire responsabile.
Povertà e animo arido, incapacità di stare al passo, necessità di sottolineare una superiorità ridicola della quale non riesce a liberarsi: dovrebbe capire che è in una dimensione differente che deve calarsi. Quella della realtà umana.
Il conformismo e i paraocchi limitano la comprensione delle cose e delle persone.

Pubblicato da Paola Cingolani

Paola Cingolani

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