una notte buia e vischiosa come pece

Stessa data: è una combinazione orribile.
La verità riesce ad essere talmente perfida e paradossale da fare spavento.
Tre anni fa, nella stessa situazione, tu mi cercavi.
Non ce la facevi da solo: la vita che se ne va via è inquietante.
Ti ho aiutato, ero certa che fosse giusto per te e – prima di tutti – per me.
Oggi sono agli sgoccioli di nuovo e non è la prima volta in questi mesi, però tu neanche lo sai.
Oggi, da giugno del 2006, continuo a pensare che non sei tu quello che avrebbe potuto starmi accanto.
Oggi, dopo quello che ho attraversato, ti garantisco che non avresti mai potuto essere più bisognoso di così.
Oggi so che questo inverno mi spezzerà definitivamente le radici ma rinascerò. Senza di te.
Avevi ragione: la sola difficoltà che non hai mai risolto nella tua vita porta il mio nome.
Mio malgrado, ti ferirà sapere che neanche questa volta ti ho cercato, come fai tu ancora oggi.
Il fatto è che siamo distanti nell’animo e non riusciresti mai a sondare i miei pensieri: io sono mare, tu sei terra.
Il 71% della crosta terrestre è solcato dagli abissi e la tua non è che un’isola.
Non saprei spiegare il perchè neanche a me stessa, ma non riesco a naufragare completamente.
Resto Paola, non sarò mai Venerdì.

lementelettriche

E’ autunno e la pioggia pare scivoli su di una notte buia e vischiosa come pece. Accompagna le tue lacrime.
Poi – di colpo – ti fermi: respiri e tiri dritto. Ti sei dato da solo quella pacca sulla spalla che, mi hai insegnato, fà la differenza fra soffrire e soffrire più dignitosamente. Ma sai che io ci sono ed hai afferrato anche la mia mano.

La tua voce mi ha avvolta. Ho cercato e ancora cerco di esserti vicina così, come posso. Là sei solo ma è incredibile la gratitudine che io provo per te. Ogni volta che mi chiami o mi parli non fai che arricchirmi. Io – nella mia disperazione – quasi dieci anni fa sapevo che, alla fine, ci saresti stato. Posso persino ripeterti alcune delle parole che ci dicevamo quando tu, allora, aspettavi che io superassi lo stesso dolore che oggi ti consuma. Stessa situazione, noi due, e stessa…

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Pubblicato da Paola Cingolani

Paola Cingolani

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