Non c’è due senza tre: e il resto?

“Non c’è due senza tre, e la quarta viene da sé.”
Recita così il vecchio adagio. Perfetto. Però – a questo punto – la mia domanda è un’altra.
“Non c’è due senza tre: e il resto?” – ci rifletto e mi dico “Il resto manca o, se preferite, mancia.”

Perchè questa digressione? Facile: in un anno circa ho ricevuto tante parole vane la cui eco, in genere, mi risuona nel nulla. Le ignoro e le colloco nel vuoto cosmico, sono soltanto piccinerie.

Certo, mi sono state rivolte anche parole dure, offese al mio intelletto che sono consapevole di non meritare e, sì, sinceramente mi hanno lasciato delle ferite. Il guaio di quelli come me è che apprendono e comprendono ma la sensibilità costa soltanto a chi la possiede.

Tuttavia, non posso negarlo, c’è stato qualcuno che – inaspettatamente e in via completamente disinteressata – mi ha stupita fino a commuovermi.
Per queste persone mi soffermo a scrivere queste righe, perchè vorrei tanto ringraziarle.

Un amico (giuro, mi conosce molto bene, da anni e avrebbe potuto evitare se non fosse stato sincero) nel darmi un libro mi ha addirittura scritto una lettera. Mi racconta alla perfezione con quella sua: ha usato parole che mi rappresentano come avesse fatto una foto all’anima mia. Fra le tante cose belle ce n’è una in particolare, quella che mi ha proprio commossa.
Oltre che “Alla tua intelligenza…” (cosa cui tengo infinitamente più che alla mia esteriorità) ha sottolineato “Non cambiare mai da come sei. Non cambiare per niente e per nessuno, chi è alla tua altezza ci arriva da solo a capire. Oppure non ci arriva proprio.”

E questo è uno. Poi si conferma (quasi mandandomi a fare un pò di palestra per accrescere la voglia di credere in me stessa, diciamo così) la mia amica “Signora Poesia”.

Nel mentre la cara Michela, amica dai tempi delle superiori, pochi giorni prima d’andarsene all’altro mondo mi piazza una frase che porterò con me per tutta la vita.
“Pà, tu sei una grande, sei stata sempre una grande! Hai sempre detto la tua a qualsiasi costo, con intelligenza e con signorilità, certo, ma con trasparenza. Vorrei essere come te e sono contenta che sei rimasta quella che eri. Una grande vera Pà.”
Ho i brividi, mi perdonerete.

Siamo già a tre, certo, ma ieri ho ricevuto una sorpresa.
“Ti stimo tantissimo Paola, sei incredibile e possiedi il dono della parola, ti leggo sempre con piacere… sei arguta, versatile, umile, a volte tagliente e tanto altro, potrei continuare a complimentarmi per ore 😊“.
Non farò alcun nome, ho rispetto di chi ha rispetto per me. Se vorrà lo scriverà da sé.
Ecco, anche questa persona mi ha detto la cosa più bella che ci si possa sentir dire.
“Mi raccomando, non cambiare mai, sei speciale tu…”

Ci penso da ieri.
La bellezza di chi ti raccomanda di restare così come sei, di sapere d’essere valorizzata esattamente per le poche cose positive che hai (i difetti li abbiamo tutti): è qualcosa d’immenso.

Certamente è quello che mi sarei aspettata anche da parte di qualcuno che io stimo molto e che, al contrario, non c’è mai stato né mai ci sarà. Pazienza.
Dopo averci pensato veramente tanto mi sono detta che sono comunque una persona molto fortunata, che devo ringraziare e soprattutto che “Il resto manca o, se preferite, mancia. Tanto, quello che ho, m’avanza, non solo mi basta!”

 

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Pubblicato da Paola Cingolani

Paola Cingolani

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