Dovrò ingegnarmi anche io

Ho osservato la mia scogliera
sempre immobile
_ solida e immota _
si staglia là
è equidistante
tanto da me
quanto dall’orizzonte.

Ho riflettuto molto a lungo
l’ho mirata e rimirata
_ anche coperta d’onde _
emerge dal mare
non si sposta
la vedo svettare
quasi richiamando il cielo.

Di fronte a quella scogliera
come fosse casuale
_ ma non esiste il caso _
ci sono altri scogli
più bianchi
più giovani
fra sabbia e acqua blu.

Entrambe le scogliere
sono miei approdi
_ il più antico sei tu _
possiedi mondi sommersi
la mia stessa vita
e l’universo tutto
che alberga in te.

E quelle pietre giovani
nuove sull’arenile
_ solide e di supporto _
ingegno di tuo nipote
le ha volute lui
per arginare l’erosione
almeno della costa.

Dovrò ingegnarmi anche io
ché _ a dirtela così com’è _
sono sofferente
d’una smania
cronicizzata
e resto qui
sulla riva
a pesare
come se
a muovere me
non bastasse
una draga.

 

Bj3vnRyIIAA5k2L

 

Pubblicato da Paola Cingolani

Paola Cingolani

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