Tutto pesa, anche la leggerezza

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“Ogni cosa ha il suo peso, specie le parole dette con leggerezza: quelli sono i macigni che non riuscirò mai a sollevare.”

Paola Cingolani

Sono arrivata sin qui da sola: non si avvicini nessuno a dettare nuove regole, è cosa che non m’aggrada e – alla mia età – suppongo sia anche l’ora di fare basta.
Non starò più ad alcuna dipendenza morale (già non mi riusciva prima, figuriamoci) e non osserverò pedissequamente le altrui volontà se queste escludono aprioristicamente la mia. Quanto ho dato posso riprendere, si sappia, perché così è e così sarà.

Ho giocato a giochi che mi hanno divertita e adesso, alcuni di questi, non mi divertono più. La soluzione si trova: è facilissimo.

Ho fatto cose da poco ma – in quel momento – mi era sufficiente anche accontentarmi.

Tutto ha avuto un senso solo, riscoprirmi, risvegliarmi, ricominciare a sentirmi vitale: ora non posso addormentarmi di nuovo, non voglio perdere altro tempo, tutto corre ed è giusto scelga anche io.

Sono fiera di chi ha capito senza che io spiegassi nulla e terrò questo patrimonio umano sempre in grandissima considerazione.
Trovo poco edificanti coloro che si attribuiscono valori che non hanno e decidono, quasi fosse ovvio, per conto mio.

Non avreste dovuto sottovalutare nessuno, in genere, ma è per me che faccio da portavoce: con voi anche la leggerezza è diventata un macigno.
Io non sono una draga di professione, neanche di vocazione: ho spostato intere scogliere, certo, ma voi non siete che sabbia. Per scansarvi non è necessaria una draga.

Cinquant’anni e tanta consapevolezza: la forza costa cara e non si misura dall’esterno.
All’interno non ci sapete andare: siete troppo innamorati della vostra figura, così tanto presi dal vostro sé che continuate a giocare alla fuga, temete che qualcuno possa mettervi la catena. Paure ancestrali degli spiriti non liberi.
Io l’ho oltrepassato da decenni questo limite… mi è distante anni luce.

Il mondo è pieno di leggerezze inconsistenti: guardatevi attorno e siate liberi.
Io, per conto mio, mi riservo quella leggerezza calviniana che voi non conoscete.

Non avrei mai pensato di essere tanto solida anni fa: oggi conosco aspetti che ignoravo e mi piace il modo nel quale il tempo m’è passato sopra. Non mi ha scalfita ma mi ha fatto dei gran regali. Così grazie a tutti: a chi c’è e a chi non c’è – certo, alcuni non si sentano nemmeno sfiorati perché nemmeno li penso, oppure ci rido – io continuo a camminare a mio modo.

L’abbraccio più stretto è dedicato a chi mi vuole bene: da mia figlia ai miei amici, passando per chi mi ha amata tanto e – oggi – abita la dimensione dell’infinito.

Pubblicato da Paola Cingolani

Paola Cingolani

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