Il maltrattamento dei minori, indice regionale – CESVI

Maltrattamento dei minori, indice regionale – CESVI

Il 05/06/2018 si è tenuta una importante riunione alla Camera sull’argomento: un’amica che si occupa di comunicazione etica vi ha preso parte mentre alcuni di noi, con grande trasporto, hanno curato l’hashtag #LiberiTutti alimentando una sorta di diretta Twitter.

Con determinazione sono riuscita a fare Tweet e Retweet, aggiungendomi al gruppo, e mi ha fatto piacere vedere la Top Trend: portare in tendenza un simile argomento significa attrarre l’attenzione dei più su un fenomeno aberrante perchè, se i soprusi e le vessazioni sono terribili, quelli perpetrati sui bambini lo sono in maniera esponenziale.

Per non dire poi della violenza: un bambino che subisce sarà un adulto con sofferenze comportamentali e, spesso, replicherà persino molti degli stessi comportamenti aggressivi.

Una specie di nostro dovere morale e civico, qualcosa su cui dovremmo monitorare perchè i numeri emersi fanno realmente spavento e la società è di noi tutti.

La ricerca effettuata dal CESVI (la prima in assoluto svolta in Italia) esamina i dati  ed i fattori di rischio che emergono dal contesto socio – culturale in relazione ai servizi presenti sul territorio, compara ed elabora questi dati cercando di dare vita ad una sorta di indice di riferimento.
Questo indice è destinato a raccontare, regione per regione, la realtà della nostra nazione.

La sola possibilità di cura per questa società impazzita si intravede nello sviscerare il fenomeno a fondo, cercando di conoscerne i meccanismi meglio e più da vicino, poi – successivamente – operando in modo mirato alla correzione di questo stesso, colmando lacune e intervenendo fattivamente ed efficacemente a favore dei bimbi che vivono le difficoltà.

Per la maggioranza di questi bambini, il nemico vive esattamente dentro alla loro stessa casa: quello che dovrebbe essere un nido diventa un vero e proprio inferno e le situazioni sommerse sono assai più di quelle verificabili.

Un bimbo, infatti, non riesce a denunciare, si vergogna, ha pudore e non può rivolgersi a nessuno. I più credono persino di meritare la “punizione” smodata che è stata loro inflitta.

In Italia ci sono circa centomila casi noti ma – secondo l’O.M.S. – per ognuno di loro ve ne sono quasi altri dieci sommersi e, quindi, impossibili da scoprire e placare.

Ciò significa che – fra bambini e adulti indifesi – nella civile Italia vi sono oltre sei milioni di vittime, qualcosa di spaventoso e di inconcepibile, un dato mostruoso.

Questi numeri mi annichiliscono come essere umano, come madre e come donna: io ho potuto godere di un’infanzia del tutto opposta, sono stata educata all’ascolto, al confronto e alla non violenza. Ho replicato lo stesso modello educativo con mia figlia e ho studiato la psicologia dell’età evolutiva: mi accorgo perfettamente dell’enormità del danno che un trauma simile apporta alla psiche (e alla stabilità morale) di chi lo subisce.

Il male genera sempre altro male e, se non riusciamo a sensibilizzare le coscienze, non ci meritiamo neanche d’essere paragonati agli animali. Faremmo loro un grave torto.

Se ci sentiamo più colti e più ferrati in materia abbiamo il dovere morale di parlarne.
Se, chi opera il male, non viene scoperto per tempo, paradossalmente continuerà ad operare un male sempre più letale.

Se, chi subisce il male, non viene aiutato, avremmo perduto la nostra scommessa prioritaria con la vita.

Abuso è anche una cattiva educazione: troppe concessioni o troppe restrizioni, l’incapacità genitoriale (che sta generando mostri di aggressività e vari branchi) o tutto quello che rende l’ambiente malsano, inadeguato alla crescita del piccolo.

Anche le liti e le grida fra adulti fanno sentire al bambino d’essere parte in causa, reo: una corretta genitorialità è tanto essenziale per lo spirito quanto un cibo equilibrato lo è per il corpicino.

Ultima cosa (ma non per importanza) il mio ringraziamento a Silvia Amato Petagnani – Etica del Webmaster – la quale ha sempre riposto una gran fiducia in me.
Spero di continuare a meritarla perchè io credo altrettanto in lei.

Paola Cingolani

“Tre cose ci sono rimaste del paradiso: le stelle, i fiori e i bambini.”
Dante Alighieri

Proteggi un bambino

Cesvi

 

Pubblicato da Paola Cingolani

Paola Cingolani

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