La bellezza non è una pratica da espletare d’ufficio.

Ci sono cose – nella vita – che aiutano.
L’amicizia, il suono dolce della pioggia, la bellezza, l’arte.
La gente che rovina la bellezza commette un crimine.
La bellezza è anche distanza da ogni luogo comune, da tutto quanto viene dato per scontato.
La bellezza è la forza di chi si sorprende e non si farà mai una ragione per qualcosa che non vale niente.
Non è una pratica da espletare d’ufficio banalmente. Essa è essenza.

Delle disgrazie soltanto è necessario farsi una ragione e comunque non è cosa che riesce:
figurarsi se possiamo farci una ragione – accontentandoci – di quanto, bello, non è affatto.

Non è bello sentirsi vissuti come qualcosa di scontato: una qualsivoglia cosa che è là, appoggiata, pronta all’uso, all’abuso e al consumo solo “se” e solo “quando” ci viene a mancare la sicurezza del resto.
Un ripiego, in sostanza.
No: non c’è dignità nell’essere un ripiego – a meno che non si sia giocato con pari (o superiore) astuzia – e, ciò, implica una lucida consapevolezza, molto rara e per niente scontata.

Il paradosso patologico e incurabile che affligge i più è quello di poter gestire a comando le persone – come fossimo tutti soldatini sull’attenti – pigliando per sè solo quello che piace: la gloria d’essere lodati.
Segno evidente che c’è una carenza strutturale di fondo.

Personalmente preferisco la qualità alla quantità e, se devo scegliere fra una quantità scarsa e sempliciotta paragonata a una quantità – magari sempre scarsa – ma di rara bellezza, credo sia ovvia la deduzione.
Scelgo la bellezza rara, che può stare ovunque, ma di certo non dove si svilisce la mia essenza.

In mezzo a tanta indifferenza e a tanta maleducazione, in un presente dove il fenomeno più comune è la noncuranza, io resto controtendenza.
Trovo irresistibili sia la gentilezza che i gesti carini. In genere.
Figurarsi quando sono direttamente coinvolta da qualcuno: per qualsiasi ragione.
A volte, tornare a casa da un altro posto dove si è stati come si vorrebbe stare sempre, è realmente una sfida.
Così penso a quei poveracci che, al contrario, stanno bene solo se scappano via.
Quelli che sembrano non perdersi mai, quelli che dicono di stare bene ovunque ma che, in verità, non stanno bene neanche in compagnia del loro Ego smisurato.
E, di grazia, dovrei starci bene io?

Ho conosciuto persone belle, dotate di gentilezza, di equilibrio, di classe e ne sono rimasta completamente affascinata.
Insomma – la differenza ci deve stare – ma è da farsi in positivo, non certo peggiorando le cose. Promettendo senza mantenere e dimenticando addirittura tutto.

Prendere distanza da ogni distanza resta la mia scelta di vita, il mio stile, il mio modus facendi, la mia più profonda essenza. Tutto ciò è profondamente radicato nella mia anima.

Le rare persone belle mi rendono gentile: quando mi accorgo d’essere scontrosa – guarda il caso – percepisco l’influenza negativa del soggetto dispotico col quale nessun medico mi ha ordinato di relazionarmi.

 

Anima – di Stefano Benni
ti sembran tempi per parlar dell’anima?
Non ci sono più diavoli,
che la richiedono
preferiscono i titoli
è fuori moda l’anima.

 

Anima
se ti duole l’anima
non servono antibiotici
i medici si arrendono
non ci sono meccanici
non si ripara l’anima.

 

E ci sono paesi
di poche anime
e ci sono città
di milioni di anime
ma non si vedono
si vede solo il traffico
e le file ai semafori
è solitaria l’anima.

 

Anima
io l’ho vista una volta la mia anima
mi era uscita di bocca
come il fumo di un sigaro
mi ha chiesto se ero
stanco di vivere
ho detto: sì
ma vorrei insistere
e con un gemito
tornò al posto solito
è paziente l’anima.

 

Anima
ci sono belle anime
in corpi ridicoli
e fotomodelle
con anime orribili
e fanghiglia d’anima
dentro molti politici
è nascosta l’anima.

 

E ci sono villaggi
di poche anime
e ci sono paesi
di milioni di anime
e quando muoiono
e in cielo salgono
è un grande spettacolo
un ingorgo cosmico
e i giornali commentano
centomila vittime
ma erano anime inutili
di lontani popoli
mesopotamici
e si piange un attimo
poi ci si lava l’anima
e si dimentica.

 

 

[ Francesca Woodman Ph. ]
F Woodman

 

Pubblicato da Paola Cingolani

Paola Cingolani

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