Dicono… dico… diciamo

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S. Valadon interpretata da Angela Caldarulo col mio volto

Dicono… che sono molto contenti: poi – come niente fosse – prendono commiato e, forse, la cosa peggiore è che lo fanno senza curarsi neppure di dare una giustificazione, come non fosse doveroso nulla.
Dicono… come se m’interessasse, che sono a sciare piuttosto che in America: resta bene inteso che una persona educata aspetta e avverte prima (soprattutto se aveva preso una decisione con te) e – dunque – io lascio che siano tutti dove credono, ma li ho aspettati già e, adesso, non li aspetto più.

 

Chissà perchè io li attendo sempre tutti al varco? Sospetto d’essere avanti.

 

Dicono… che sarebbe bello ritrovarci – evviva – a qualcosa serviranno pure gli amici veri, e ben vengano, perché io li rivedo proprio volentieri quelli che non si tirano indietro né si danno un’importanza che non hanno.

 

Dicono… che alla fine dei giochi sono solo io a stabilire chi conta e chi no, ed è vero.
Dicono… che si credono quasi tutti così brillanti tanto da annichilirti la voglia di rivederli: meglio stare con i pochi riferimenti veri e andarmene per conto mio.
Dovevo farlo prima ma sarei stata maleducata, avevamo deciso insieme, sarei dovuta rimanere  – e sono rimasta – per poi tirarla alla lunga e partire comunque con me.

 
Non ero io a dover dire “Vai pure”. Anzi. Io ho chiamato per sentirmi dire sostanzialmente il nulla (è questo che dicono, il nulla) e finalmente mi sono svincolata, chè se fossi rimasta ad aspettare ci avrei potuto fare persino le ragnatele.

 
Dicono… ma non capiscono cosa io dico loro.
E’ qui che sbagliano. Stando in ascolto solo di sè stessi.

 

 

Dico… che la gente educata ha un gran vantaggio sui maleducati, almeno ai miei occhi.
Dico… che sono andata a spasso da sola per questo mondo fino a oggi e tanto basta a garantirmi la possibilità di farlo di nuovo, immantinente, senza perdere tempo.
Dico… che non si deve nemmeno supporre io resti qui aspettando la disponibilità – arrogata ma mancata – di chi non ha sufficiente buongusto per rispondere delle proprie defezioni.

 

Dico… che prendo distanza da tutte le distanze.

 

Dico… che voglio considerare le piacevoli presenze e non le scurrili assenze.
Dico… che non avrei dovuto chiamare per sapere l’ovvio, ma avrei dovuto essere avvisata perché ho una vita da vivere – con riguardo e correttezza – e in questa mia vita c’è posto solamente per chi ricambia.
Dico… che ne ha cancellati più una caduta di stile che uno tsunami, almeno dalla mia sfera di interazioni, e – quando dico così – non è certo al contatto virtuale che mi riferisco.
Le sensazioni, le corrispondenze sono vive, non virtuali. Esistono nel mondo reale.

 

 

Qui, nella mia maniera di concepire la vita, c’è solo la grande necessità di andare e di dimenticare d’averli anche solo conosciuti certi soggetti arroganti e presuntuosi.

 

 

Dicono… per quello che m’interessa, nulla.
Dico… perché di me mi interesso, molto.
Dico… perché – a questo punto – la risposta che ho ricevuto era esattamente quella che avrei voluto.
Io ne esco nel modo migliore, me ne vado dove e con chi mi pare, potrò sempre dire “Ti ricordi quando…” e – sinceramente – mi divertirò moltissimo.
Che cadano dagli scranni questi falsi miti perché, secondo me, è proprio l’ora.

[10/12/2016]

 

 

Dicono… che non mi sono fatta più sentire: esattamente come loro, li ho ricambiati.
Dico… che non mi sono mancati affatto.

 

Dico… che con quei biglietti per Roma, ho poi compiuto comunque un soggiorno ma molto più bello, è stato sufficiente postdatarli.

 

Dico… che ho trascorso quattro giorni a luglio come fossi su una nuvola: con amici splendidi, persone che mai al mondo cambierei e dalle quali non m’aspetto bassezze nè mancanze. Abbiamo sorriso, ci siamo goduti una fratellanza veramente solidale, un affetto che pochi legami possono vantare.

 

Dico… che le cose succedono non sempre per lasciare una scia d’amaro in bocca.
Le cose vanno come devono, non esiste la sfortuna come concetto negativo atto a perseguitarci.

 

Dico… che saper ribaltare le situazioni restando signorili è un dono di pochi e premia sempre, ogni volta in cui dimostri coi fatti quello che sei, senza ostentare niente.

 

Dico… che più sei educato e più ricevi, sempre che tu non sia limitato al tuo misero mondo, sempre che tu sappia tirarti indietro e aspettare l’occasione giusta, perchè la vita può anche riservarti cose belle, ma a condizione che tu sappia aspettare.

 

Dico… guardati sempre attorno e tieni conto silenziosamente delle presenze costanti.

[10/12/2017]

 

Pubblicato da Paola Cingolani

Paola Cingolani

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