L’eco distante

Quel discorso, in verità,
l’ho tenuto sempre da sola
– era solo un monologo –
e le parole che dicevo, presto
si sono andate riversando
come un temporale d’agosto

soltanto addosso a me.

 

Un interlocutore supposto,
vacuo, nullo, assente
– un vuoto pneumatico –
in ascolto solo di sè stesso
mi ha risposto subito
come un nastro registrato

una voce standardizzata.

 

E che mani, quelle mani,
affascinanti le mie mani
– saprei dirti cosa farci –
la cosa che sentivo, un tam tam
mi batteva in testa cadenzato
come l’eco a rallentatore

finchè il trucco s’è svelato.

Un’eco assai distante
non equidistante.

4/12/2017

Paola Cingolani

 

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Pubblicato da Paola Cingolani

Paola Cingolani

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