Quel che resta del nulla

Quel che resta di piani mal costruiti
– di me che non mi sono risparmiata –
è solo uno dei mille e più messaggi
– belli gli attestati di stima fra noi –
ma chissà anche se veri, chissà com’è
chissà che senso ha dirci Come stai?

oggi ch’è tardi e niente c’è da salvare.

 

Quel che resta è rispetto senza affetto

tutte cose che non sono niente, anzi,

 

– Buongiorno, stai bene?

– Salve, lei come va?

 

frasi da sconosciuti emeriti, più o meno
perchè avrei voluto conservarle, sai,
in quest’altrove da cui non c’è risposta
– dove manca persino ogni domanda –

dove il non essere è veramente il tutto.

 

La soddisfazione di tornare indietro no
– quella non la potrei mai concedere –
e sarò generosa con l’universo intero
restando qui senza neanche voltarmi
– se ci pensassi o no non conterebbe –

sarò fuori dall’oblio porgendoti la spalla.

 

L’accompagnerà la schiena, d’entrambi:

questa è la cosa più triste, se mai valesse.

 

Però non conta, ce ne siamo fatti una ragione.

 

***

 

Quel che resta del nulla un anno dopo, peggio
è perdita spietata di rispetto senza affetto.

 

 

 

 

[Riveduta e completata]

Paola Cingolani

01/11/2018

 

 

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Pubblicato da Paola Cingolani

Paola Cingolani

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