VERITA’ E MENZOGNA

Brain,MedialView

 

Sono molti i casi in cui siamo chiamati a distinguere fra ciò che è vero e ciò che è – in un certo qual modo – manipolato, per enne ed uno mila motivi.

Non è tanto sulle ragioni che spingono alcuni a distorcere la realtà dei fatti che mi faccio domande.

Piuttosto credo che costoro, a loro modo, la contino così come la vivono e magari la sentono: distorta nel profondo. Almeno voglio sperare sia così.

La domanda che mi angoscia è un’altra.

Mi chiedo spesso “Qual’è il mio dovere nel momento in cui vedo qualcuno che mi è a cuore credere ciò che io, personalmente, ho già constatato vero non essere?”

– Se, con profonda sincerità, mi impicciassi, rischierei di inimicarmi le persone.

– Se, per non inimicarmi la gente, tacessi allora sì, sarei vigliacca e – in un certo qual modo – diventerei anche io fasulla.

In parole povere che cosa dovrei fare?

Voi, al posto mio, cosa fareste?

Vi sporgereste, pur di evitare a delle persone cui volete bene delusioni e rischi, prendendo su voi stessi il rischio di perderle, in primis?

Correreste il rischio di venir etichettati e quindi esclusi, come amici o conoscenti, per amore di verità, lasciando che altri possano farsi male?

Va sempre a finire così, la scelta che devo fare è questa ed è una scelta difficile perchè vedo, da una parte, gente che potrebbe appoggiarmi ma non si è accorta oppure non si espone, tranne un paio.

Dall’altra parte ci sono altre persone alle quali tengo che, secondo me, in completa buona fede, stanno per cadere nella trappola.

Insomma, ai soliti manipolatori domanderei chiaramente “Cos’è che vi dice il cervello?” perché vedete – se parliamo di burattini pure pure – ma trattandosi di persone è qualcosa che ha dell’insano, del patologico, del compulsivo.

Dovrei farmi meno domande io e – piuttosto – consigliare sfacciatamente a questa sottospecie di umane genti uno bravo nelle cure psichiatriche, anche esperto in casi rari e difficilmente risolvibili.
Perché secondo la mia conoscenza della materia – senza tema di smentita alcuna – ogni manipolatore è a sua volta la prima vittima di sé stesso ed è anche un essere profondamente frustrato oltre che infelice.

Invece che dare dell’esaurito al prossimo, per il vostro bene, fatevi vedere: magari trovate un palliativo e state meglio.

Pubblicato da Paola Cingolani

Paola Cingolani

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