I viaggi mentali prevedono la sola andata

oltre

Dal Canto VII – ALLA PRIMAVERA, O DELLE FAVOLE ANTICHE – Giacomo Leopardi

[…]
Vivi tu, vivi, o santa
Natura? vivi e il dissueto orecchio
Della materna voce il suono accoglie?
[…]

Sono veramente costernata, non c’è più niente che io possa fare per te se non ferirti.
Mi obblighi a essere quella che sono: una persona che – col passare del tempo – si è allontanata sempre maggiormente perché oggi, più di ieri, la distanza fra noi due è abissale, siderale.
Incolmabile.
Della favola antica che hai vissuto non c’è più nulla, tutto si è tramutato col tempo perché la mente non è stanziale (almeno non la mia).
Sono cresciuta e – senza di te – ho continuato a crescere anche più liberamente.
Gli amori giovanili – soprattutto se naufragati – passano e, quando un amore passa, la scoperta meravigliosa è che cominci tu.
Mi sono incontrata, presa per mano, conosciuta e condotta da sola: io ho iniziato il mio percorso come se fossi salita a bordo d’un missile che mi ha spedita sempre più oltre… e – adesso – non posso tornare indietro. Considerami volata via. Arrenditi. Dimenticami. Innamorati.
Cerca di fare quello che ho fatto io tanti anni fa: finito il tuo amore vedi di cominciare tu da qualche parte ma, certamente, non da me.
Non tornare più, giuro, non c’è proprio più niente che io possa fare per te se non ferirti.
Io oggi sono questa e nessuno mai più potrà darti quello che avevi: neanche io.
Perché?
Sono diversa, sono andata in una dimensione di pensiero che non contempla spazio anche per te.


Non ci sei più, non so neanche dirti come mai tu ci sia stato prima se non per una mia fuga da una realtà che dovevo metabolizzare.
Si cambia, si cresce, si impara, si capisce, ci si sofferma sull’importanza dei nostri affetti e tu, per me, non ne avevi più: costituivi un limite soltanto.
Non potevo mentirti né umiliarti, solo dovevo lasciarti.
Perdonami se puoi, vedi di smettere con queste tue continue incursioni nella mia vita, ricorda che non ne sei più parte e il tuo ego mi repelle.
Nessuna soddisfazione: non mi hai dato neanche la soddisfazione di trovarti una migliore di me.
Non tornare, ti scongiuro, vattene via!
Fatti una ragione della realtà nella quale ho preferito rifugiarmi io, qui si sta benissimo, è splendido il cielo che vedo dal mio missile.
Non lo abbandonerei mai per te.
Mi stavi seppellendo.
No, mai più.

Non c’è più la tua personale primavera, è passata la tua bella stagione, cerca di essere uomo: qui nessuno accoglie più la tua voce.
Non più, da oltre vent’anni!

La tua supplica di bambino incoerente non trova più ascolto.

 

 

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Pubblicato da Paola Cingolani

Paola Cingolani

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