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Questa festa
un bel quarantotto
ma non soltanto.

paola2016tn

Ultimamente ho detestato il Natale: un vero caos, un quarantotto, ma – arrivata a quarantotto anni – ho scoperto quanto possa essere bello persino il mio Natale così, incasinato ma denso di affetto.
Un paradosso? No. Posso cercare di spiegarmi e, andando per gradi, posso dire che è importantissimo essere così fortunati.

“Il Natale serve a ricordare a quelli che sono soli che sono soli,
a quelli che non hanno i soldi che non hanno i soldi
e a quelli che hanno una famiglia del cazzo che hanno una famiglia del cazzo.”
Chuck Palahniuk – “Fight Club”
Io non mi sono sentita sola neanche per un attimo, ho fatto (e soprattutto ricevuto) doni meravigliosi, mi sono stretta accanto alla mia famiglia e ai miei amici che – sì, ci sono riusciti – mi hanno commossa. Che dico a me stessa? Che sono una donna molto fortunata.

Non mi riferisco ai doni materiali – che pure ci sono stati – ma alle parole, ai gesti, ai biglietti sui quali ho pianto, commossa, lacrimoni di gioia. Parole importanti, suffragate da gesti, che non arrivano certo da gente indifferente o da chi compie riti dovuti.

E’ stato un anno difficilissimo: annus horribilis il mio quarantottesimo e, lo dico, credevo che questo Natale numero quarantotto – il mio primo senza la mia adorata nonna Lucia – fosse insostenibile. Eppure, con lei nel cuore, sorridenti, coi nostri figli meravigliosi… tutti noi, suoi nipoti e pronipoti, ci siamo stretti con l’amore solito e coi sorrisi che sempre ci hanno illuminati.

E a Natale
che gran quarantotto
m’hai sorriso.

Sì, io ho sempre pensato che i miei nonni ci abbiano tramandato il senso dell’amore concreto, non smielato,  però tangibile e presente. E’ un piacere vedere i sorrisi dei due piccoli Lord (i bimbi di mio cugino) o sentire le prime parole di Adele (la bimbetta di mia cugina). E’ la gioia più grande che ci sia guardare mia figlia (laureata, specializzanda e sempre così volenterosa). Cos’altro dire?
Sei l’amica più meravigliosa… e tutto il resto che io stessa non avrei mai neanche sognato di sentirmi dire?
Sarà stato un quarantotto ma, onestamente, con tutte le cose pessime che ho dovuto fronteggiare, questo Natale numero quarantotto mi è piaciuto. Con mia figlia – io – sono una persona realizzata. I miei amici mi vogliono bene. Io mi voglio bene. Penso proprio che avrei potuto scrivere meglio ma, alla fin fine, cosa mi interessa? Che importa esser stata farraginosa se sono anche stata felice?

 

2 Comments

  1. Perfetto!
    Sottoscrivo al 200%

    Piace a 1 persona


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