L’ombra, il ghiaccio, il profondo e l’infinità

Scattata dal fotografo canadese David Burdeny nel 2007, questa foto incredibile di un iceberg che sorge a picco sul mare di Weddell, sembra dividere il mondo in quattro quadranti ordinati.

Quattro sfumature di un azzurro che gela: l’ombra, il ghiaccio, il profondo e l’infinità.

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Avrei voluto scrivere così tante cose, chissà quante parole avevo nella mente, e invece…
la parola, il solo genere di conforto per la fame dell’anima, può causare persino brutte indigestioni. Così sintetizzo il mio stato d’animo con alcuni aspetti del Mare, quel Mare che mi ispira ancora adesso la vita e sembra rispondere a tutte le mie domande, esattamente nella misura in cui lo avrebbe fatto mio padre.

L’ombra – probabilmente se c’è ombra dev’esserci anche luce – quindi non è mai completamente buio: segui quella luce, arriva al sole!
Coloro che vogliono restare nell’ombra avranno enne ed uno mila ragioni e magari zero voglia di spiegarle, proprio come te. Non è detto siano vigliacchi, non giudicarli, cerca di non farlo perché sei intelligente, anche se ti fanno male, vai verso la luce da sola.

Il ghiaccio – certo che spacca, gela, secca, ferisce fino ad uccidere – ma, fino a prova del contrario, sei così lucida da saper distinguere chiaramente cosa ti può davvero ferire!
Sai benissimo che la sofferenza comunque insegna, le delusioni diventano grosse ovvietà, e tutto ti ferisce soltanto nella misura in cui tu lo permetti. Non permettere mai, a nessuno, di farti del male. Se fossi stata così vulnerabile – ad ora – non saresti viva e – sempre ad ora – neppure sei risorta. Dunque nulla ti ha uccisa. Pensa solo che hai sempre gettato corpo ed anima oltre ogni ostacolo sciogliendoli, i ghiacci.

Il profondo – una dimensione della quale hai sempre bisogno – non perché giochi alla sirena, anzi, solchi gli abissi come una vecchia ed affidabile polena!
Ti resta stretta la superficie, ti ci potresti solo arenare, hai sempre voluto l’acqua alta, anche solo per nuotare quand’eri una bambina. Vai sempre oltre, sei fatta così, anche se non lo dici e cerchi di non farlo pesare devi spingerti, col pensiero, oltre la superficialità.
Non hai mai consentito a nessuno un posto nella tua sfera affettiva se non è risultato pratico dei tuoi amati fondali. Dopo, solamente dopo, ti concedi giochi e slanci in superficie, anche con grande autoironia.

L’infinità – il tuo sentirti solo una minimale fibra nell’universo mondo – ti ha permesso di crescere e di acquisire consapevolezze elucubrando grandi dolori!
Hai elaborato senza aiuti situazioni che tu sola sai e anche quattro giorni fa ti sei sentita dire che hai il dono di dare il massimo quando devi affrontare le prove più difficili. E, a pensarci bene, tu stessa non ci volevi credere. Fino all’ultimo hai conservato la speranza mentre, adesso, l’hai presa e riposta solamente su te stessa. Consapevole più che mai di essere maturata, non ti basta comunque niente. Hai compreso che tutto e niente, alla fine, si somigliano e vuoi ancora navigare, superando altre tempeste, senza curarti dell’utopia chiamata approdo certo. La lasci agli altri, come ogni pia illusione.

Quattro sfumature di un azzurro che può gelare – è vero – ma tu le hai messe bene a fuoco.

Tu sei forte
ma la forza si paga
– quanto costa?

 

 

 

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Pubblicato da Paola Cingolani

Paola Cingolani

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