Poi? Poi ci si stanca pure di stancarsi

Succede: è inevitabile.

Ad un certo punto della propria vita succede che ci si stanchi.
Poi? Poi ci si stanca pure di stancarsi.
Ed è così che si va avanti, d’inerzia – a momenti – e da soli – in altri momenti – ancora.
Vorrei nascondermi dietro un fascio di fiori, respirarne l’odore, camminare su di un prato senza essere mai stata vista… e senza vedere gli altri. Al massimo potrei rotolare sull’erba.

 

Non guardarmi
lascia ch’io sia
– invisibile.

Come un’ape
tu mi ronzi attorno
– sulla corolla.

Non ti voglio
così come sei tu
– m’inaridisci.

C’è un profumo
come fra i fiori
– inebriante.

Ti direi sì
se fossi differente
– ma non capisci.

Sarebbe bello
un grande abbraccio
– senza parole.

Ma ci si stanca
e ci si stanca pure
– d’essere stanchi.

Sei distante
anni luce non metri
– tre pianeti.

Un buco nero
è quel che vorrei
– per nascondermi.

Che odore c’è
nel mentre i fiori
– l’unica cosa.

Dietro di me
il tutto e il nulla
– si espandono.

Ho l’erba viva
sotto ai piedi
– mi solletica.

La nuda terra
si apre per i semi
– germogliando.

Vado pensando
anche se non consola
– son radice.

 

 

 

 

Pubblicato da Paola Cingolani

Paola Cingolani

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