Mai #scappando senza dire ‘grazie!’

Non la definirei diversamente: solo affermando che è stata una splendida sorpresa posso rendere l’idea. L’hashtag condiviso con Elena Reda #gerundiDiversi ha fatto tendenza con #scappando per ben tre giorni.
Lanciato giovedì scorso – come sempre facciamo noi gerundie – è stato seguito dalla TimeLine di Twitter fino a sabato sera.
Mai #scappando senza dire ‘grazie!’ vorrei – così anche Elena – poter raggiungere tutti con un abbraccio corale, ma siamo in rete e mi devo limitare a materializzare parole che, come per magia, dal nostro sentire fisso sullo schermo neutro del blog.

  • Grazie a tutti coloro che hanno condiviso contenuti.
  • Grazie a chi segue sempre questa nostra Community virtuale.
  • Grazie a chi rinnova ogni giovedì sera la scelta del nostro gioco comune.
  • Grazie a chi è nuovo e si aggiunge allegramente al già cospicuo gruppo di followers.
  • Grazie ai detrattori, quel paio di detrattori che ci additano come ‘alla ricerca di consensi’ solo perché abbiamo avuto la fortuna di venir apprezzate.

Parlarne sarebbe inutile riempimento e diventerebbe polemico: abbiamo una differente matrice, siamo semplici, reali, concrete, ironiche, ci divertiamo con voi. E’ tutto qui.

XXXV – IMITAZIONE

Lungi dal proprio ramo,
Povera foglia frale,
Dove vai tu? – Dal faggio
Là dov’io nacqui, mi divise il vento.
Esso, tornando, a volo
Dal bosco alla campagna,
Dalla valle mi porta alla montagna.
Seco perpetuamente
Vo pellegrina, e tutto l’altro ignoro.
Vo dove ogni altra cosa,
Dove naturalmente
Va la foglia di rosa,
E la foglia d’alloro.

Giacomo Leopardi

Si dibatte sul popolo del web, si usano termini come ‘lotta’, ‘guerra’, ‘avversario’ ma chi lo fa proietta il proprio pensiero: lecito, solo finchè non ha la prosopopea di tradurre quello altrui. A proposito di IMITAZIONE (poetica) cito proprio il Canto XXXV di Leopardi: noi andiamo pellegrine ignorando il resto, siamo foglie fragili esposte al vento, siamo prese dalla vita vera e trattiamo con spirito onesto la nostra TimeLine, senza false ambizioni d’apparenza.
Se ci fossimo accontentate di una insulsa apparenza ci sarebbe bastato citare qualche autore, twittare il link prodotto con accanto gli hashtag in tendenza e molti ci avrebbero lette con sforzo pari a zero. Già – è un attimo strumentalizzare le tendenze create a fatica dagli altri per pubblicizzare sé stessi – ma l’etica vorrebbe si chiedesse “Posso twittare gli articoli del mio blog?” e la risposta sarebbe solo affermativa.

Il vero paguro degli hashtag è quello che critica coloro che fanno tendenza ma sfrutta quella stessa tendenza per mostrare il proprio scritto a più persone.
Adorno avrebbe detto ‘Minima Moralia’.

A tutti, comunque, stendiamo un tappeto rosso: ammiratori e detrattori, seguaci e paguri, chè – sapendo sorridere è sempre meglio – mai prendersi troppo sul serio quando si fanno le cose con le parole.

 

“L’arte di scriver storie sta nel saper tirar fuori da quel nulla che si è capito della vita tutto il resto; ma finita la pagina si riprende la vita e ci s’accorge che quel che si sapeva è proprio un nulla.”

Italo Calvino

 

Un nulla, solamente un nulla. Poi, dopo tutto il nulla, comincia il tutto… il tutto siamo ognuno di noi nel momento in cui riusciamo ad interagire senza violare il libero arbitrio altrui.

 

 

Le gerundie di #gerundiDiversi

Elena Reda & Paola Cingolani

 

Pubblicato da Paola Cingolani

Paola Cingolani

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