#GerundiDiversi ha scelto #messaggiando. Qui i come ed i perchè…

La prima cosa che voglio dire è – “Scusatemi!” – e lo dico a tutti, indistintamente. Io mi vedevo già seduta sul treno a fare #RT ad ognuno di voi mentre eravamo partiti direttamente dalla pole position. Non è andata così.

Per problematiche impreviste è saltato l’intero lavoro di uno staff di persone (del quale faccio parte) che durava da mesi e mesi. Ma – questi – sono affaracci miei. Quindi il mio telefono è stato impegnato, conferme per comunicati stampa che non potevo dare – sono sprovvista di sfera di cristallo – e attesa d’una decisione da parte del Direttivo.

Benone (si fa per dire) ma vi ho lasciato con una Top Trend che parlava già da sé: primi da sei ore nonostante la triste morte di Prince… ora, racimolato un briciolo di tempo e uno di lucidità (speriamo), vengo all’hashtag. Perché #messaggiando? Semplicemente perché è uno dei gesti senza età, il gesto che fanno tutti – grandi e meno grandi – coloro che posseggono un telefono.
SMS è un acronimo: significa Short Message Service – servizio messaggi brevi – appunto. Io ed Elena, fra il serio ed il faceto (a volte fa un po’ aceto, veramente, ma noi ci ridiamo tantissimo) ci poniamo domande e le poniamo a voi. E’ un modo per interrogarci tutti sulle dinamiche della nostra epoca cosiddetta evoluta. Alcuni hanno twittato sul messaggio pubblico o privato di Twitter, altri su WhatsApp e sui vari servizi di messaggistica, altri ancora – e io mi metto fra questi – sull’utilità del messaggio quando si deve abbattere la barriera spaziotemporale perché, le distanze, gli impegni o le voci non le troviamo sempre accanto a noi. Neanche quelle delle persone che ci sono a cuore. Io sono una che ha amicizie sparse, logisticamente parlando, e – se non usassimo la comunicazione smart – nessuno di noi saprebbe d’essere nel cuore dell’altro costantemente.
Alcuni hanno dirottato simpaticamente da #messaggiando a #massaggiando ma senza superare i toni e forse era il nostro unico, piccolo timore: devo dire che è stata una scelta brillante! Molti hanno evidenziato l’abuso della messaggistica ma, come ogni servizio, c’è chi lo usa in maniera misurata e c’è chi ne abusa. Io non giudico, raccolgo l’opinione di tutti in modo democratico, così anche la mia socia Elena: azzeccando un’azione che si compie regolarmente e declinandola o in un verso o comunque sintetizzandola nel gerundio del venerdì ci mettiamo in sfida, è una sfida che presentiamo a noi stesse, un gioco impegnativo ma divertente perché ormai – la nostra Community, voi tutti – ripone in noi aspettative notevoli. Noi siamo felici di essere con voi e di riuscire – fra le varie peripezie della Real Life, ben oltre quelle della Time Line – a smuovere il vostro interesse.
C’è una cosa che voglio dire, tuttavia, ed è quella di non demonizzare troppo il messaggio né chi si manda messaggi – quasi fosse un fenomeno nuovo – perché nel secolo scorso, senza SMS e senza internet, la gente si scriveva e si sposava per procura mandandosi fotografie.
Cosa cambia, alla fine? Cambia che oggi – se decidiamo di non chiamare più qualcuno – possiamo farlo perché non abbiamo vincoli. Poi, per i compulsivi, sta a chi risponde loro… e sempre sulla libertà individuale va a parare il mio concetto. Grazie a tutti: se potessi anche solo stringervi forte le mani lo farei molto volentieri!

Paola Cingolani & Elena Reda

 

Pubblicato da Paola Cingolani

Paola Cingolani

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